Inverno caldo: come può influire sulle colture

11 febbraio 2016

Mi ha fatto molto riflettere alcuni giorni fa un articolo letto sul sito della Coldiretti e intitolato “Smog: Coldiretti, niente inverno, chiude Gennaio secco come Agosto” in cui sono affrontate con dovizia di particolari tutte le problematiche attinenti questo caldo e bizzarro inverno che stiamo vivendo. l'inverno caldo che stiamo vivendo ha effetti particolari sul mondo vegetale e sulle colture A onor del vero già lo scorso novembre, quando eravamo in autunno inoltrato, la situazione era critica. Già allora diversi giornali e rubriche di approfondimento di settore avevano segnalato come il panorama fosse alquanto critico. Non solo: numerosi articoli hanno sollevato il problema di come, a causa delle elevate temperature rispetto alla normale media del periodo, le foglie non cadessero dalle piante e, in alcune zone, le mimose fossero in fiore. Quali sono però gli effetti sul mondo vegetale e, in particolar modo, sulle colture? In realtà non si può e non si deve parlare di una sola grande conseguenza ma riflettere su quali potrebbero essere i reali (e più ampi) esiti di questo particolare assetto climatico.

fioritura

Passeggiando in campagna, anche al Nord, non si può non notare le numerose fioriture precoci non solo di alberi da frutto come mandorli e peschi, ma anche di numerosi fiori spontanei che colorano come macchie di vita i prati un po’ troppo brulli che ci circondano. Presenze piacevoli alla vista ma preoccupanti dal punto di vista agricolo. numerose tipologie vegetali e colturali stanno già fiorendo e sviluppandosi, in anticipo La situazione climatica che viviamo in questi mesi si caratterizzerebbe dall’alternanza di belle giornate che aprono la speranza ai primi tepori primaverili, con i rigori di un inverno ancora presente. Nulla di strano, certo, se non fosse per le numerose tipologie vegetali e colturali che hanno già accennato una piccola fioritura o hanno uno sviluppo importante rispetto alla consuetudine dei primordi vegetativi. Nonostante quello che si potrebbe pensare, l’inverno e il periodo di riposo che ne consegue sono di fondamentale importanza nel ciclo vegetativo delle piante; va precisato tuttavia che periodi di freddo intenso ma graduale nella sua manifestazione non sono pericolosi tanto quanto mutamenti bruschi. Per questo motivo il possibile (e probabile) repentino cambiamento climatico con conseguente abbassamento delle temperature, provocherebbe ingenti danni alle piante determinando anche una irrimediabile compromissione del raccolto.

siccità

Le conseguenze tuttavia non si fermano certo qui, ma si estendono anche a un discorso più ampio che comprende non solo le colture ma tutto il sistema ambientale. La mancanza di precipitazioni piovose sta determinando gravi conseguenze sul livello di fiumi e laghi da Nord a Sud, con problematiche che vanno dalla mancanza di acqua per le colture, a fenomeni di desertificazione che inibiscono la crescita delle specie autoctone minando così la già fragile situazione della biodiversità dei nostri territori. C’è da considerare inoltre che l’effettiva mancanza d’acqua danneggerebbe la crescita e sviluppo degli esemplari sopravvissuti all’alternanza tra caldo e freddo. Altro aspetto da prendere in seria considerazione che genererà conseguenze negative alle coltivazioni è la mancanza di neve in quota. Proprio quest’ultima costituisce un vero e proprio serbatoio idrico, fondamentale per le esigenze delle coltivazioni ma anche per lo stato di salute di laghi e fiumi e tutti gli aspetti ambientali che ne derivano. Altro elemento da prendere in considerazione sono gli incendi che sempre più interessano le zone che gli anni precedenti erano coperte da un manto di neve.

frutta e verdura

Un insieme di fattori preoccupante quindi che genera conseguenze negative sulle colture e quindi sull’agricoltura non solo ora ma, se la pioggia stenterà ad arrivare, anche nei mesi caldi estivi, il mercato si riempirà in anticipo di alcune tipologie di frutta e verdura periodo in cui le coltivazioni soffriranno enormemente della mancanza d’acqua. Preoccupanti infine risultano anche le previsioni della Coldiretti e di alcuni giornali e siti di settore che stimano che dovremo prepararci a una presenza fortemente anticipata di determinate tipologie di frutta e verdura sui mercati, un fattore certamente non positivo, risultato di un clima imprevedibile e sempre più bizzarro. Giornate con sole e caldo dunque, che scandiscono il tempo rimanente di questo pazzo inverno; e se i giorni della merla sono stati tra i più caldi, in una logica assolutamente stravolta, in questo caso dovremo augurarci realmente che almeno un po’ d’acqua disseti i terreni arsi della nostra Italia e vada a rinvigorire le nostre risorse idriche. Solo in questo modo l’ agricoltura potrà trovarne giovamento, e con lei tutto il nostro sistema alimentare e culturale e, non da ultimo, gli importanti aspetti economici che fanno della terra uno dei pilastri del Bel Paese.

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