7 cose da non fare MAI con un buon vino

17 febbraio 2016

Il vino è sinonimo di allegria, goliardia e condivisione, ma è anche una cosa serissima da gestire. Un passo falso, una piccola accortezza non seguita può compromettere la qualità della bevuta e (dipende dall’occasione in cui lo versate) può farvi fare una brutta caduta di stile. Se poi avete speso una fortuna per festeggiare o per stupire con una grande firma e annata, non prestare attenzione ad alcune regole è da scomunica. Ci sono paletti fondamentali che non si possono ignorare se si vogliono apprezzare fino in fondo le tante sfumature di un vino, il territorio da cui proviene, la sua essenza. Inoltre, basta davvero poco per rovinare l’abbinamento con i piatti che avete cucinato. Ecco 7 cose da non fare mai con un buon vino.

  1. vino in plasticaBerlo in un bicchiere di plastica. Partiamo da quello che viene considerato dagli enofili una vera e propria blasfemia: il bicchiere di plastica. Inibisce il bouquet del vino e, prima ancora, non permette di goderne il colore e i riflessi che sono una parte importante dell’esperienza gustativa. Toglie poesia al sorso. Il must è il calice di vetro, da scegliere accuratamente secondo la tipologia di vino che volete bere. Nel caso in cui non sia così facile da reperire, in determinate occasioni esistono soluzioni alternative, economiche e acquistabili in rete, persino adatte al pic nic e al campeggio. Il mercato oggi offre set di calici che possono aggiungere un tocco chic alla vostra gita fuori porta.
  2. ghiaccio nel vinoMantenerlo freddo con cubetti di ghiaccio. Se siete a tavola o vi accingete a servire un aperitivo nel pieno di un’estate afosa, mettere cubetti di ghiaccio nel calice di vino, bianco rosso o rosato che sia, non deve mai essere la mossa a cui ricorrere per dissetarvi e rinfrescarvi. In questo modo rischiate di annacquare il vino compromettendo le sue qualità organolettiche e, sicuro, di far venire un infarto ai vostri commensali intenditori di vino, se quello che avete servito è un vino importante o magari di vecchia annata. Piuttosto cercate di rispettare le temperature di servizio (sono consigliate in generale nelle retro-etichette) usando una glacette o dotandovi di un portabottiglie refrigerato o chillpod: ci sono svariati modelli proposti dagli shop on line.
  3. Sottoporlo a vibrazioni. State arredando casa e state pensando di posizionare una cantinetta porta bottiglie ben assortita tra il divano e le casse del vostro super stereo perché fa molto cool? Abbandonate l’idea: il vino non ama le vibrazioni di nessun genere, ha bisogno di quiete per evolversi al meglio.
  4. vino in cucinaConservarlo in maniera errata. Veniamo a una delle regole primarie della conservazione del vino, l’abc indicato in tutti i manuali su cui studiano gli aspiranti sommelier. Il comandamento numero 1 recita: mai conservare o stoccare le bottiglie di vino accanto a fonti di calore (forni, sopra la cappa, ecc.), sotto luce diretta solare o fluorescente e in ambienti con odori forti e persistenti. La cucina non è certo il luogo adatto dove tenere le bottiglie di vino. L’ideale sarebbe stiparle in una cantina con temperatura variabile tra i 14 e i 18 gradi e con un tasso consistente di umidità, posizionando i bianchi in basso e riservando ai rossi lo spazio più in alto. Non tutte le case hanno la cantina: si possono acquistare cantinette refrigerate multi-temperatura, la cui spesa però è piuttosto consistente. Cercate allora angoli della casa freschi e poco illuminati come sottoscala o camerini, che potrebbero essere un buon angolino dove tenere il vostro vino, soprattutto se si tratta di un’etichetta che gusterete entro poco.
  5. vinoConservare le bottiglie da invecchiamento in piedi. Se vi hanno regalato un grande rosso da invecchiamento o uno champagne, non conservate la bottiglia in piedi. Le bottiglie vanno coricate in modo che il vino possa rimanere a contatto con il tappo, un accorgimento importante per l’evoluzione stessa del vino, poiché il sughero è poroso ed elastico e consente una micro-ossigenazione. Questa regola non vale qualora il tappo sia in silicone o in vetro e il vino sia da stappare subito, diventa allora indifferente la posizione della bottiglia.
  6. Avere fretta. Il vino non va mai aperto e servito subito, se si tratta soprattutto di un rosso, a meno che non vogliate sbicchierare con un fiasco di vino sfuso: in questo caso il brindisi è immediato. I vini di vecchie annate vanno aperti con qualche ora di anticipo prima di versarli nel calice e travasarli in un decanter.
  7. champagneFare il botto. Un ultimo consiglio per non rischiare di apparire rozzi e inesperti: le bottiglie di spumante e di champagne non sono da aprire per fare il botto, innaffiare i vostri commensali e assicurarvi l’effetto scenico. Basta reggere la bottiglia dal fondo con una mano, sfilare pian piano il tappo e trattenerlo. È un gesto facile da replicare che vi farà acquistare sicuramente tanti punti.

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