MasterChef 5: le nostre pagelle

19 febbraio 2016

La quinta edizione di MasterChef entra nella sua fase finale e, per farlo, ricorre al thriller d’autore, da gustare affacciati sul mare della Liguria. È giunto il momento del giro di boa per lo show culinario di Sky Uno, per una puntata tutt’altro che semplice, anche e soprattutto per l’effetto destabilizzante della scorsa eliminazione di Rubina. Per lungo tempo considerata la papabile vincitrice, la cuoca toscana ha decisamente alzato l’asticella di un’edizione che, per ritmo o casualità, appare forse più lenta delle precedenti. Anche questa sera il programma perde due dei suoi personaggi cardine, nonostante si sia decisamente salvato in corner non solo con la fresca presenza di Enzo Vizzari, ma soprattutto con un Pressure Test fra i più tosti mai visti. E quando il gioco si fa duro, non possono che tornare le pagelle di Agrodolce.

  1. darioDario: è stato certamente uno dei concorrenti più interessanti di questa edizione, ma è purtroppo scivolato sull’Invention. Maledetti furono i percebes, i crostacei scelti da Erica, per un piatto a detta dei giudici troppo ricco di sapori. Un’uscita che dispiace, perché Dario si è sempre dimostrato capace e fantasioso. E sembra sia dispiaciuto anche ai giudici, anche perché la rabbia di Cannavacciuolo non è apparsa casuale. Voto: 6-
  2. craccoCarlo Cracco: il giudice storico di MasterChef ha scelto una forma comunicativa interessante per questa edizione, quella di privilegiare i silenzi – o meglio, gli sguardi – anziché la parola. È sufficiente un’occhiata per capire se l’aspirante cuoco stia sbagliando, una lunga pausa per indicare se sia sulla buona strada. Ogni tanto, tuttavia, non dispiacerebbe ritrovarlo nella sua versione dura ed energica, quella di cui è maestro in “Hell’s Kitchen”. Voto 6
  3. barbieriBruno Barbieri: sempre in grande spolvero, nonché uno dei giudici dalle battute più divertenti e mirate, in questa puntata lo si è visto nella veste di osservatore. Ma noi, suoi adoranti ammiratori, nei due episodi ci saremmo attesi qualche sacrosanto mappazzone in più. Voto: 6,5
  4. ericaErica: ha cominciato con il piede giusto, sbaragliando la concorrenza alla Mystery cinematografica con una cottura da manuale. Eppure è riuscita a classificarsi fra gli ultimi tre all’Invention, sebbene avesse ricevuto il vantaggio non solo di scegliere l’ingrediente cardine, ma anche di godere dei consigli di preparazione del pescatore. “Tu non ascolti“, le riferisce Cracco, e nonostante una prova in esterna ben assestata, non recupera in classifica. Voto: 6,5
  5. maradonaMaradona: è forse il più creativo di questa edizione, quello capace di mettere ordine al caos inseguendo un pensiero, un profumo o un’intuizione. In questa puntata, però, è stato penalizzato dalla sogliola di Alida, che non gli ha permesso di esprimere tutto il suo potenziale. La descrizione del piatto per gli assaggi dell’Invention, invece, è sembrata fin troppo autopromozionale. Voto: 7;
  6. cannavacciuoloAntonino Cannavacciuolo: è la rivelazione di quest’anno, non solo ovviamente perché new entry del programma, ma anche per il suo approccio sia ai concorrenti che alla trasmissione stessa. Prima arrabbiato per la performance di Dario, poi empatico con quel sincero abbraccio a Lucia, lo chef raramente delude. Voto 7,5
  7. alidaAlida: non si può dire non sia stata la protagonista di questa puntata, sia per l’ottima performance all’Invention, che per la meritata vittoria in esterna. Il “metodo Bastianich” della scorsa settimana ha certamente funzionato e, così, la giovane piemontese ha accantonato la sua fragilezza – ma anche le zuppe – per abbracciare un maggior divertimento ai fornelli. E i risultati si son visti. Non si guadagna ancora il podio del pagellone di Agrodolce, ma solo perché siamo curiosi di vedere quanto altro potenziale c’è ancora da scoprire. E chissà che l’uscita di Lucia non sia da sprone in questo senso. Voto: 8
  8. bastianichJoe Bastianich: con la sua chiacchierata hot con Lucia, ha conquistato l’ennesimo capitolo a lui dedicato negli annali di MasterChef. Tra dubbi amletici su orgasmi simulati e Harry Ti Presento Sally, Bastianich non si discute, mai. Voto: 8+
  9. luciaLucia: può sembrare strano che un’eliminata riesca a conquistare la seconda posizione della classifica, eppure Lucia è stata uno dei personaggi più interessanti – se non il personaggio più interessante – di questa edizione di MasterChef. Determinata, impassibile, diretta, ha dimostrato di avere una caratteristica fondamentale in cucina che a molti altri è mancata: l’autocontrollo. Non ha ceduto alle facili provocazioni – alcune anche davvero martellanti, almeno agli occhi dello spettatore – né ha mai mostrato eccessi di teatralità che, alla lunga, in programmi come questo stancano. “C’è un momento per parlare e uno per tacere“, spiega così la sua filosofia in cucina. Ma anche un momento per divertirsi – con uno humor sottile, che i colleghi hanno forse travisato, e i balli improvvisati con Maradona – e uno per agire di strategia, come nell’ultimo Pressure. “Grazie per avermi fatto ridere“, le dice Cannavacciuolo stringendola, perché Lucia la si ama o la si odia. E noi l’abbiamo amata, molto. Voto: 8,5
  10. lorenzoLorenzo: il giovane veneto ieri sera è riuscito nel miracolo: quello di estrarre dal cilindro un buon piatto nonostante gli ingredienti da incubo scelti per lui da Lucia. Un triplo salto carpiato, quella di un macellaio privato delle proteine. E sebbene sia scivolato sull’Invention, prima stupisce con un sushi da perfetto nipponico – “Hai un destino in Oriente“, gli spiega Barbieri, a cui risponde con un divertente “Ah, non credo!” – poi mantenendo il sangue freddo nel Pressure più difficile di sempre. Una bella evoluzione nel programma, anche se la finale appare ancora lontana. Noi, però, non vediamo l’ora di mettere piede i quel “Do Ciacole” in programma con Mattia. Voto: 9

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