Regine e Re di Cuochi: elogio dello chef moderno

7 marzo 2016

Nel De tranquillitate animi Seneca scriveva: “Mi piace il cibo che non debbano elaborare e sorvegliare stuoli di servi, non ordinato molti giorni prima né servito dalle mani di molti, ma facile a reperirsi e semplice, un cibo che non ha nulla di ricercato o di prezioso, che non verrà a mancare da nessuna parte si vada, non oneroso per il patrimonio né per il corpo, tale da non uscire poi per la stessa via dalla quale è entrato”. regine & re di cuochi a stupinigi dal 16 marzo al 5 giugno vede lo chef come protagonista Duemila anni dopo, Massimo Bottura dichiara: “Io non cucino per riempire lo stomaco ma per sfamare la mente. Dobbiamo assicurarci che il nostro cibo sia attuale, locale, personale; dobbiamo trasmettere delle emozioni. Mi rendo conto della grande responsabilità che abbiamo tutti noi chef, allevatori, contadini e giornalisti. Abbiamo percorso troppa strada per tornare ai fornelli dei nostri nonni e delle nostre nonne; siamo tutti parte di una grande rivoluzione“. La rivoluzione nella visione della figura del cuoco come interprete della realtà prenderà forma in Regine & Re di Cuochi, alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (Torino) dal 16 marzo al 5 giugno 2016 (a cui seguiranno 7 tappe nel mondo da Shanghai a Mosca, da Dubai a San Paolo, da Chicago a Seoul).

Stupinigi Palazzina di Caccia

Palazzina di Caccia a Stupinigi

Insieme a Bottura, un gruppo di chef da perdere la testa: Massimiliano Alajmo, Guido e Lidia Alciati, Matteo Baronetto, Heinz Beck, Antonino Cannavacciuolo, Giuseppe e Mirella Cantarelli, Moreno Cedroni, Enrico e Roberto Cerea, Antonello Colonna, Carlo Cracco, Enrico Crippa, Pino Cuttaia, Gennaro Esposito, Alfonso Iaccarino, Antonia Klugmann, Paolo Lopriore, Valentino Marcattili, Gualtiero Marchesi, Aimo Moroni, Norbert Niederkofler, Davide Oldani, Angelo Paracucchi, Piergiorgio Parini, Fabio Picchi, Valeria Piccini, Fulvio Pierangelini, Niko Romito, Nadia Santini, Davide Scabin, Salvatore Tassa, Mauro Uliassi, Gianfranco Vissani. Un contenitore di cultura, una mostra sull’alta cucina contemporanea, tra cibo e vino, ma anche un percorso multidisciplinare con un ricchissimo calendario di iniziative e un comitato scientifico d’eccezione: Marco Bolasco, Elisia Menduni, Bob Noto, Nicola Perulli – Docente di Estetica all’UNISG, Fabio Rizzari curatore della Guida ai Vini D’Italia de L’Espresso, Massimiliano Tonelli del Gambero Rosso web ed Artribune.

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niko romito, tra i protagonisti della manifestazione

La chiave su cui gioca il progetto Regine & Re di Cuochi è l’(alta) cucina vista come forma artistica di indagine della realtà, e lo chef come protagonista al centro di tale indagine. Il corpus centrale sarà interamente dedicato ai grandi cuochi moderni e contemporanei (e a loro renderà omaggio attraverso un bosco di cilindri sospesi, ciascuno interattivo e dedicato a uno chef) indicativamente dal 1960 a oggi. La presenza del vino correrà in parallelo alla parte gastronomica. Il percorso sarà multisensoriale e permetterà al visitatore di annusare, toccare, ascoltare. Ci sarà un alto tasso di interattività, con la riproduzione di rumori, colori e suoni delle grandi cucine; il tutto sarà corredato da una serie di memorabilia: ogni chef avrà esposte le sue (utensili, articoli di giornali, grembiuli, ecc).

percorso della mostra

il percorso della mostra

Gli eventi a corollario saranno in realtà parte integrante dell’evento. Connecting Minds, incontri in cui gli che dialogheranno con protagonisti di altre menti creative, quali registi, designer, allenatori, filosofi, scrittori, direttori d’orchestra, gli eventi collaterali saranno in realtà parte integrante: da connecting minds fino ai laboratori per i bambini economisti, per mettere a confronto realtà apparentemente diverse ma vicine per obiettivi e metodologie. Connecting Worlds, ossia appuntamenti per collegare i mondi tra cuochi e produttori, artigiani, allevatori, agricoltori, protagonisti della filiera dell’eccellenza produttiva territoriale. Connecting Arts: eventi artistico/culturali per comprendere quanto la  produzione gastronomica rientri a pieno titolo nella produzione artistica contemporanea,  con workshop di fotografia, video, di letteratura, musica, e di performance sia artistica che teatrale. Immancabili i laboratori per bambini, degustazioni, e un grande bookshop-emporio dove trovare, oltre ai classici ricettari, pubblicazioni  storiche e artistiche a tema e una selezione di prodotti eccellenti italiani, alcuni dei quali consigliati o prodotti dai cuochi secondo un personale paniere dello chef.

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