5 cose da non fare MAI con una buona birra

11 marzo 2016

Di sicuro, tutti sapete che cosa fare con una buona birra. Ma siete sicuri di conoscere che cosa non si deve fare? Ci sono infatti almeno 5 consigli che vale la pena seguire nel momento in cui state per bere una birra. Soprattutto se è una birra di qualità, e quindi probabilmente avete speso un po’ più del dovuto, vi diamo 5 suggerimenti da tenere a mente.

  1. birra in bottigliaBerla a canna. Perché usare un bicchiere se posso attaccarmi al comodissimo collo di bottiglia? È una lunga battaglia questa, che vede due fazioni differenti: da una parte i facinorosi del “questo piacere non me lo leva nessuno” dall’altra i precisini che, dopo aver speso almeno 4 euro per una bottiglia, proprio non se la sentono di fare un’esperienza a metà. Bere a canna una birra artigianale significa lasciare fuori il naso dal contenitore, privandosi così di tutto il bouquet olfattivo che potrebbe avere. In pratica, si gode solo a metà (e fai una scorpacciata di Co2, ma questa è un’altra storia).
  2. Chiamarla doppio malto. Non vale rispondere che c’è scritto anche sull’etichetta. C’è perché è il solo modo che il fisco italiano ha per classificare quella birra, e per calcolare l’accisa da far pagare. In sintesi, sono denominate doppio malto quelle birre che superano i 14,5 grado Plato e i 3,5 di grado alcolico. Insomma, non c’è ombra di un malto doppio o di una doppia dose di malto contenuta nella birra.
  3. birra analcolicaBerla ghiacciata. Ammettendo anche che una birra ghiacciata possa essere piacevole la domanda rimane: allora perché sceglierne una artigianale? Perché se cerchi il gusto, di sicuro non lo troverai a 0 gradi centigradi. Lì, ci saranno solo le tue papille gustative assolutamente congelate, che percepiscono solo la temperatura. Con le basse temperature, il gusto che dovrebbe caratterizzare una birra si appiattisce. Inoltre, servire una birra ghiacciata è un ottimo modo per nasconderne i difetti e gli off flavours (quindi diffidate da chi ve la serve a temperature polari).
  4. Lamentarsi della schiuma. C’è, e in grande quantità nelle birre artigianali, perché ci deve essere. Ovviamente, non in tutti gli stili (se la trovate in un Barley Wine è piuttosto strano) ma non potete gustare una Apa per esempio senza un bel cappello di schiuma. Anzi, se c’è dovreste essere contenti per almeno due ragioni: primo, quella schiuma è la CO2, formata durante il processo di fermentazione del malto, che si è liberata durante la spillatura creando bollicine. In sintesi, più schiuma sulla birra significa meno schiuma nella pancia. Secondo, la schiuma protegge la vostra birra dall’ossidazione, quindi dal contatto con l’aria, cosa utile solo se impiegate più di 10 minuti per berla.
  5. birra e limoneSe è una Weizen, metterci la fettina di limone. Abitudine dura a morire, per fortuna non si vede più tanto in giro ma sono sicura che non è un fenomeno che si riscontra solo nei peggior bar di Caracas: il limone nelle Weizen non ci va. Fatevene una ragione, il limone in questo stile non esalta ma copre tutto il gusto delicato di questa birra. Che male vi ha fatto il lievito Weihenstephan?

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