Bambini: l’alimentazione vegana fa bene?

15 marzo 2016

Una dieta vegana consiste nell’evitare di mangiare qualunque tipo di alimento di origine animale, non solo carne e pesce, ma anche latte e derivati, uova e miele. Pertanto, con un regime alimentare vegano, si consumano prevalentemente cereali, ortaggi, legumi e soia. Anche i bambini possono seguire un tipo di alimentazione vegana, l’importante è che i genitori che decidono di intraprendere questa strada lo facciano in maniera informata, affidandosi alla supervisione e ai consigli di persone competenti.

Rischi e attenzioni speciali

bambino verdura

Il rischio di sottoporre un bambino a una dieta vegana senza essere ben informati ed evitando di consultare degli specialisti, è quello di rallentare lo sviluppo e la crescita dell’infante. Nello specifico è bene assicurarsi di raggiungere il fabbisogno energetico e proteico del bambino con gli alimenti di origine vegetale e di apportare, con questi, tutti i macronutrienti e i micronutrienti di cui l’organismo ha bisogno, soprattutto nella fase di crescita. Come già detto, ciò non è impossibile ma può risultare difficile senza l’aiuto del pediatra e di un nutrizionista. Inoltre il problema è che alcuni alimenti vegetali contengono micronutrienti in elevate quantità, ma la loro biodisponibilità è bassa e ciò si traduce in un basso assorbimento da parte del nostro organismo di tali nutrienti.

Integrare gli elementi essenziali

legumi misti

Nello specifico gli elementi essenziali per la crescita e lo sviluppo del bambino, di cui un regime vegano rischia di essere carente, sono: calcio, ferro e vitamina B12. Bisogna quindi porre elevate attenzione a possibili carenze e, seguendo il consiglio del pediatra, è fare degli esami clinici periodici per testare la salute del bambino. Nello specifico, per compensare la carenza di calcio, si possono utilizzare cereali non raffinati, anche se in questo caso il calcio non ha la stessa biodisponibilità di quello animale, inoltre il rischio nell’assumere troppi cereali è l’aumento della quantità di fibre, che causa difficoltà nell’assorbimento dei minerali. La carenza di ferro, invece, può essere compensata con i legumi, ma anche qui si ripropone il problema dell’assorbimento. Per risolverlo parzialmente si può ricorrere al limone, che è ricco di acido ascorbico e acido citrico, e utilizzarlo come condimento.

pseudocereali

L’alimentazione vegana del bambino va arricchita anche con la vitamina B12, fondamentale per lo sviluppo e per il corretto funzionamento del sistema nervoso e dei tessuti. Fonti di vitamina B12 sono rappresentate da cibi fortificati, compresi alcuni cereali per la colazione, bevande a base di soia, lievito nutrizionale, e analoghi della carne (legumi), oppure si può far ricorso a integratori. Infine, se l’esposizione alla luce solare è limitata, è anche opportuno utilizzare degli integratori a base di vitamina D. È quindi semplice capire che, se ben pianificata, questa alimentazione va bene anche per i bambini. Nella pratica giornaliera, una dieta ben pianificata si traduce nel prevedere ogni giorno rigorosamente verdura e frutta di stagione, cereali integrali o semintegrali, fonti proteiche (legume, soia o derivati), semi oleaginosi (semi di lino, sesamo, girasoli) e acidi grassi (olio extravergine di olive e frutta secca).

Allattamento e svezzamento

allattamento

Sicuramente un periodo critico può essere rappresentato dalla fase dell’allattamento e dello svezzamento. In relazione all’allattamento è fondamentale incoraggiare sempre le mamme ad allattare il più possibile al seno poiché il latte materno è il migliore e apporta diversi benefici per il neonato, tra cui lo sviluppo del sistema immunitario e la protezione dalle infezioni e dal rischio di allergie. Quindi, laddove possibile, per almeno i primi 6 mesi il latte materno deve essere l’unico alimento; se però si necessita di un’alternativa, per neonati vegani ci sono le formulazioni per l’infanzia a base di soia o di riso.

cibo per bimbi

Successivamente con lo svezzamento si può introdurre dapprima il brodo vegetale, mescolato con un cereale raffinato (cioè privo di fibra), iniziando con quelli senza glutine come riso, mais, tapioca e utilizzando un cucchiaino di olio extravergine di oliva come condimento. Successivamente possono essere introdotti anche i cereali contenenti glutine e, intorno ai 7 mesi, i legumi decorticati  come prima fonte proteica vegetale, o in alternativa si può introdurre anche del tofu e della crema di mandorle. Dopo l’anno si inizia a inserire nell’alimentazione del bambino anche la verdura passata al posto del brodo, mentre già prima dell’anno si possono inserire yogurt di soia. Dopo l’anno poi si può iniziare con i primi assaggi di frutta secca, come pinoli e frutta disidratata. Solo tra i 18 e i 24 mesi si inizia a introdurre la fibra perché altrimenti riduce troppo l’assorbimento di altri nutrienti: ciò può essere fatto con l’utilizzo di cereali semi-integrali e passati di verdura in modo graduale per allenare l’intestino ad elaborare questo importante elemento e anche i legumi potranno essere consumati tali e quali purché ben cotti.

Comunicazione

bambini verdura

Non bisogna dimenticare che è importante spiegare e condividere con il bambino le motivazioni di questa scelta, evitando di renderla proibitiva e restrittiva. Forse, da questo punto di vista, sarebbe meglio dare ai bimbi gli strumenti per capire e scegliere in autonomia, quando avranno l’età giusta per fare le loro personali valutazioni. In conclusione, la scelta di crescere il bambino con un’alimentazione vegana non va demonizzata: l’importante è pianificare l’alimentazione con un nutrizionista che indichi le modalità per evitare ritardi nella crescita o malnutrizioni generate da una cattiva gestione dell’alimentazione. Bisogna porsi come priorità il corretto apporto di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e oligoelementi necessari per un ottimale sviluppo psico-fisico del bambino, che da grande deciderà da solo cosa mettere nel piatto.

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