10 motivi per cui non vorremmo vivere negli USA

22 marzo 2016

L’American dream si scontra spesso con l’infelice realtà del cibo. Soprattutto per noi italiani che voliamo oltreoceano e che diventiamo migranti nostalgici. prodotti quasi non commestibili per un italiano, diventano il simbolo dell'america trash Passato l’entusiasmo dei primi mesi per il cibo fusion e multiculturale, quando ci viene voglia di casa, negli Stati Uniti ci scontriamo con scaffali di supermercati pieni di cibo spazzatura. Prodotti che per un italiano non sarebbero neanche commestibili, diventano il simbolo di questa America trash capace di trasformare in cibo qualsiasi idea strampalata. A questo scenario si unisce la nostalgia per un certo modo di essere a tavola che si scontra con uno più pragmatico americano. E con la nostalgia di casa, alla ricerca dei sapori conosciuti, vi smontiamo l’American dream: ecco i 10 motivi per cui non vorremmo vivere negli Stati Uniti, gastronomicamente parlando.

  1. pepe neroPepe nero ovunque. Nella carne ma anche nella pasta e nelle zuppe, nel pane e nei sughi, negli USA il pepe nero è davvero in ogni dove. Un incubo per gli allergici e intolleranti, un nemico per i sapori delicati.
  2. pasta speziataSpezie copri-tutto. Stesso discorso va fatto per le spezie, dal cardamomo alla curcuma, passando per l’origano italiano. Le spezie in America non sono mai quel tocco finale che aggiunge sapore ma unamano pesante iniziale, quella di chi cucina, che abbonda nella quantità. Anche qui il risultato è la totale copertura dei sapori.
  3. bevande ghiacciateAcqua e bevande ghiacciate. Anche quando le temperature scendono a -20°, l’acqua arriva sempre accompagnata dal ghiaccio. C’è un rapporto particolare che gli americani hanno con le temperature basse, basti pensare all’aria condizionata tenuta alta nei supermercati e nella metropolitana. La stessa filosofia si adatta alle bevande, a partire dall’acqua.
  4. salseSalse multicolor. Non bastano maionese e ketchup, la lista è lunga e spesso genera confusione. Anche le salse si trovano dovunque, dalle immancabili insalate alla pasta. Di norma si chiamano dressing e i gusti spaziano dal French al più controverso Italian dressing.
  5. petto di polloCarne dopata. Polli con petti giganti, carne di vitello rosso fuoco, tacchino bianchissimo post-candeggio.  La scelta della carne in America, se non accompagnata da una attenta selezione e conoscenza, può rappresentare un rischio per la salute. Se non si sceglie biologico e naturale, ci si trova davanti a sostanze, bandite in Europa, ma che negli Stati Uniti sono regolarmente utilizzate per l’allevamento e il trattamento delle carni.
  6. caramelleCandies. Negli Stati Uniti si presentano in colori psichedelici e gusti assurdi: sono le caramelle, the ultimate treat per i bambini, di cui si fa un uso e abuso smisurato. Condannate dai salutisti, rimangono la quintessenza del junk food.
  7. patate dolci e marshmallowPatate dolci al forno con i marshmallow. Passi pure la colonizzazione dei marshmallow negli scaffali dei supermercati italiani, ma non possiamo accettare che siano un ingrediente per le patate dolci al forno, una specie di glassa bianca e stucchevole. Questo piatto tipico del Thanksgiving è giustamente guardato con disgusto dagli italiani.
  8. caffè americanoCaffè americano. Il caffè è memoria, ci rimanda alla nostra infanzia, ai nostri profumi. Per questo motivo, per alcuni italiani è difficile gustare un lungo caffè americano. Sono due cose diverse ma quel gusto acido e forte messo a confronto con l’espresso cremoso, diventa un ostacolo all’integrazione.
  9. latte aromatizzatoMulti-gusto. Gli americani dicono less is more. Ma allora perché sentono l’esigenza di aggiungere mille gusti al latte e alle bevande in generale? Perché la spesa al supermercto diventa sempre una missione socio-antropologica? Al banco frigo vi troverete davanti almeno una ventina di tipi di latte: da quello all’aroma di fragola a quello alla banana; quello con le mandorle e cioccolato e quello con l’aggiunta di semi di chia. Per la vostra serenità mentale è sconsigliato un giro nel reparto cereali per la colazione.
  10. soft drinkIl bon ton, questo sconosciuto. Se l’informalità ci mette a nostro agio, essere eccessivamente easy a tavola potrebbe essere fastidioso per gli italiani. In America questo significa rinunciare alle belle tovaglie di lino, alle posate giuste per le portate giuste, mentre i bicchieri diventano multitasking (per vino, acqua, soft drinks) ed esiste un piatto unico dagli antipasti al secondo.

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