5 argomenti da non toccare con un appassionato di birre

24 marzo 2016

Se è vero che il trend delle birre artigianali ha toccato ormai il picco e che se ne parla a sproposito ovunque, quando vi troverete a scambiare due chiacchiere con un esperto o un appassionato di birra, ci sono alcuni argomenti che non dovreste mai toccare: ecco quali sono.

  1. soldiIl prezzo. La qualità, ovviamente, si paga. Ma quando i soldi investiti in un prodotto, invece, sono eccessivi? Perché credere che la birra artigianale, per essere un prodotto di qualità, debba costare tra i 10 euro (raro) ai 15 euro al litro è davvero difficile. Vero è che anche una parte del costo è dovuto alle materie prime impiegate nella produzione, i cereali nobili (quindi, né il riso, né il mais che sono più economici) e il luppolo, che è sempre più costoso, nonché nel packaging, ovvero il vetro che non è esattamente economico. Vero anche che ci sono le accise, infatti la pressione fiscale complessiva sulla birra è al 46%, percentuale abnorme se comparata a quella di altri paesi europei.
  2. birra e vinoIl confronto con il vino. I termini della questione non sarebbero nemmeno così complicati: esiste il vino ed esiste la birra, ma sono in due mondi diversi. C’è chi stravede per il primo, chi preferisce la seconda ma, in generale, alla maggior parte delle persone piace sia uno sia l’altro. Chi cerca di creare una rivalità che non esiste tra le due bevande fa un gioco sporco, che serve solo a creare un bel polverone mediatico.
  3. Birra-dellannoI concorsi birrari. Senza contare le competizioni internazionali, già solo in Italia i concorsi dove un birrificio può iscrivere le proprie creazioni e portarsi a casa un riconoscimento sono tanti e molto partecipati. Di conseguenza, in Italia c’è un’infinità di birre che ha vinto almeno una medaglia (d’oro, argento o bronzo, poco importa). In questo mare magnum di vincitori il fine stesso di un premio, cioè quello di determinare chi, in un gruppo di partecipanti, è meritevole di una gratifica, viene meno. In definitiva, se tutti hanno vinto un premio, che premio è?
  4. birre in produzioneLa grande industria. Senza se e senza ma, l’argomento che più scalda gli animi di un appassionato di birra artigianale è la grande industria birraria. Quella che sforna birre crafty, che fa il verso ai piccoli produttori birrari (vedi gli spot Budweiser per il Super Bowl), e che, grazie a un mega impianto che ammortizza le spese e a ricette che prevedono ingredienti di minor qualità e di prezzo inferiore, piazza le sue birre a un prezzo irrisorio rispetto a quello della birra artigianale. Quel che irrita però non sono tutte queste cose messe insieme ma una sola: che qualcuno affermi che sono la stessa identica bevanda.
  5. ipaLa leggenda delle navi che trasportavano le IPA. Con tutta probabilità si tratta solo di una storiella. Ce lo dice Martin Cornell, dal suo sito Zythophile: non è vero che le India Pale Ale (e non Indian) sono nate da un’idea di Hodgson di creare birre più amare e più alcoliche, e quindi in grado di reggere meglio un viaggio lungo e caldo a bordo di navi dirette verso l’India. Eppure, è uno dei miti birrari più feroci da sfatare, sempre in bocca all’ultimo arrivato.

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