Non solo vaccino: quale tipo di latte scegliere?

30 marzo 2016

Si fa presto a dire latte, ma quale scegliere? Anche solo rimanendo nel mondo animale, senza addentrarci nelle diverse tipologie di latte vegetale, c’è l’imbarazzo della scelta. gli aspetti organolettici del latte dipendono anche dall'alimentazione dell'animale In realtà quando si parla semplicemente di latte si intende quello vaccino, cioè ottenuto dalla mungitura “regolare, completa e ininterrotta” delle mucche. La specificazione è obbligatoria per legge solo per latte ottenuto da altri animali come la bufala, la capra, la pecora o l’asina. Composti tutti principalmente da acqua, ogni tipo di latte ha poi un diverso contenuto di grassi, zuccheri e proteine e ha un sapore proprio. È bene ricordare, soprattutto quando si parla degli aspetti organolettici del latte non si ha a che fare con un parametro costante, ma strettamente dipendente dall’alimentazione dell’animale: dalle mucche che si nutrono pascolando libere, ad esempio, si otterrà un latte con sentori che variano a seconda delle stagioni e comunque diversi da quello ricavato da animali allevati in stalle per la produzione industriale, che sarà in ogni caso più omogeneo. Ecco 4 alternative al latte vaccino: a voi il compito di assaggiarle per trovare quella che più vi piace.

  1. bufaleLatte di bufala. Di colore bianco opaco e sapore dolce, il latte bufalino è molto calorico, ricco di grassi e proteine, ma è difficilmente reperibile nella grande distribuzione. Così come quello di pecora infatti, il latte di bufala ha una resa casearia elevata ed è perciò principalmente utilizzato per la produzione, tra gli altri formaggi, di mozzarelle, burrate e scamorze.
  2. capreLatte di capra. Il latte di capra ha un sapore deciso, molto marcato, non sempre gradito a tutti. Sebbene da un punto di vista allergenico non possa considerarsi un sostituto di quello vaccino come invece molti credono, questo latte è effettivamente più facile da digerire poiché contiene basse percentuali di lattosio. È invece ricco di calcio e ha un elevato tasso di taurina. È particolarmente indicato nelle fasi di crescita o, al contrario, per le persone anziane.
  3. pecoreLatte di pecora. Il latte di pecora è il meno consumato in maniera diretta, mentre, poiché è ricco di proteine, è usato soprattutto nella produzione casearia, trasformato per ottenere formaggi e ricotte. Rispetto al latte vaccino, quello di pecora ha un valore energetico maggiore: circa 100 calorie per 100 g contro 65, più proteine, calcio e potassio, ma meno sodio.
  4. asinaLatte d’asina. Rispetto a un secolo fa, il consumo di latte d’asina è diminuito fino quasi a scomparire. Una volta, quando non c’era il latte in polvere, lo si usava per il sostentamento dei neonati impossibilitati a essere nutriti dalla madre. Quello d‘asina, infatti, è il latte più simile a quello umano e come questo contiene proteine in grado di inibire la crescita di batteri e promuovere la crescita della flora batterica intestinale. Inoltre è ricco di lattosio ed è meno grasso rispetto a quello di mucca. Si narra che Cleopatra, Poppea e Paolina Bonaparte, facessero quotidiani bagni nel latte di asina per mantenere la pelle giovane, morbida e bianca. Oggi la cosmesi utilizza ancora la capacità idratante di questo latte utilizzandolo per produrre creme e saponi.

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