Regola dei tre secondi? No, il cibo che cade in terra va buttato

31 marzo 2016

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare della regola dei tre secondi, o dei cinque secondi in un’altra sua declinazione. Tradizione popolare vuole, infatti, che il cibo caduto a terra possa essere raccolto e nuovamente consumato, purché il recupero avvenga nel tempo stabilito, quello apparentemente insufficiente perché germi e batteri presenti sul pavimento possano intaccarlo. Una ricerca condotta nel Regno Unito, e pubblicata sul Telegraph, smentisce però questa usanza: se il manicaretto che state mangiando è caduto, non dovrete far altro che buttarlo.

Lo studio

La ricerca è stata condotta da Kärcher, una società specializzata in tecnologie per la pulizia delle superfici. A quanto sembra, la regola dei tre o dei cinque secondi sarebbe tutto fuorché igienica, poiché anche il minimo contatto con il pavimento può ricoprire la superficie dei cibi di agenti anche pericolosi, come l’Escherichia coli o la Salmonella.

Sulla base di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo della popolazione del Regno Unito, la società ha rilevato come il 37% degli intervistati sarebbe pronto a consumare alimenti caduti sul pavimento della cucina, mentre il 38% farebbe lo stesso con quello del salotto. Contestualmente, è emerso come il 49% del campione ricorra solo alla scopa per pulire casa, mentre il 43% si accontenta di deodoranti e spray profumati, sebbene questi metodi siano inefficaci nell’eliminare germi e batteri. E non è tutto, visto che il 59% del campione attende che il pavimento mostri effettivi segni di sporco prima di pulirlo, mentre il 27% non procede finché non avverte del cattivo odore.

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I pericoli, tuttavia, potrebbero essere in agguato. L’igienista Lisa Ackerley, ad esempio, spiega come germi e batteri dannosi possano moltiplicarsi da pochi esemplari e milioni in circa sette ore, quindi non solo è necessario mantenere la casa pulita, ma il più fugace dei contatti degli alimenti con il pavimento potrebbe essere sufficiente per ingerire agenti tutt’altro che graditi. I metodi per eliminare questi ospiti indesiderati sono facili dal momento che, oltre ai normali detergenti, raramente resistono al calore: per questo, l’igienista consiglia di ricorrere alla pulizia con il vapore.

Ronald Cutler, un esperto di microbiologia della Queen Mary University di Londra, conferma come la regola dei tre o dei cinque secondi sia del tutto inutile per evitare eventuali conseguenze per la salute. “La regola dei cinque secondi ha poco effetto sulla quantità di batteri che si possono raccogliere da una superficie altamente contaminata. Se il cibo cade sul pavimento, è meglio metterlo nel cestino anziché in bocca. Non importa si tratti del tappeto di casa, del pavimento della cucina o della strada: se cade, si butta”.

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