Milano: PicoBrew e il pub itinerante

2 aprile 2016

Che cosa c’è di più piccolo di un microbirrificio? Un picobirrificio! È la risposta che si è dato Pietro Tognoni quando, 5 anni fa, grazie a un kit per la birrificazione casalinga ricevuto in dono per natale, picobrew porta in giro le sue birre su una cargo bike, un pub itinerante in giro per milano ha iniziato a produrre birra. 2 anni dopo un amico di famiglia gli mette a disposizione un impiantino pilota per dare sfogo a questa passione, e la birra inizia a essere una cosa più seria. Il progetto di beerfirm prende forma e il nome è già lì pronto: si chiamerà PicoBrew, in omaggio alla produzione casalinga di birra. Ma come fa una beerfirm a farsi notare e a incontrare il pubblico tra le oltre mille (1091, secondo microbirrifici.org) realtà birrarie italiane? La soluzione arriva da un amico d’infanzia dell’homebrewer Pietro, Milo Madia, che suggerisce di pedalare, ma non in senso metaforico, ma di mettersi proprio su una bicicletta per portare in giro per Milano le sue birre. Al duo si aggiunge Jacopo Volonté e in poco più di un anno nasce il pub itinerante di PicoBrew, una cargo bike che si muove sui Navigli di Milano, munita di bancone cui avvicinarsi per ordinare una birra, ma anche solo per fare due chiacchiere con chi sta dall’altra parte.

picobrew 3

Nessun impianto di spillatura per questioni burocratiche, ma solo birre in bottiglia PicoBrew, più qualcuna di birrifici ospiti, per completare l’offerta al pubblico. Per il momento, le birre PicoBrew disponibili sono la Bomboclat, una hoppy belgian ale, la Pull Up, una blanche con 100% di frumento dell’azienda agricola Cascina Scanna, la Sambucolica, stagionale con sambuco, e la Big Up, una chiara con bacche di Goji e dryhopping di Columbus. Oltre a queste, a breve arriveranno anche due birre a bassa fermentazione, una schwarz e una pilsner.

picobrew

Oltre alle birre, la cargo bike offre una selezione di formaggi da abbinare alle birre, visto che la passione di PicoBrew per le pico creazioni casalinghe non si ferma alla birra ma si estende anche alle produzioni casearie. Birra artigianale, formaggio e passione per la bici sono quindi i tre elementi di quella che i ragazzi di PicoBrew chiamano “rivisitazione del concetto di pub in chiave dinamica“, affermazione a mio parere piuttosto importante e da ripensare in un futuro, ma che sottolinea l’attitudine che in un progetto del genere fa la differenza: creare attorno a sé un ambiente amichevole e disteso dove conoscere amici, birre, mondi.

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