Terrorismo alimentare: chi ha paura del cibo?

13 aprile 2016

I figli degli anni Ottanta se lo ricordano bene. In quell’epoca di vacche grasse e spensierate, di Drive In e di paninari, non c’era tutta questa bramosia pseudo-patologica per ciò che era introdotto nello stomaco attraverso le fauci. Mangiavamo, senza pensarci su troppo. Ingurgitavamo i Raider e i Sofficini, i Tegolini e valanghe di caramelle i cui colori brillavano di luce propria. Ma poi tutto si è incrinato: lentamente è giunto il declino, la stretta sulla libertà alimentare di ciascuno.

burro

Si è iniziato dal burro, che fino a poco prima era santificato attraverso una pubblicità progresso dell’epoca: insomma, dai, è troppo grasso, troppo calorico e con troppo colesterolo. si è iniziato dal burro, santificato e poi demonizzato; in seguito è toccato a margarina e olio di palma Meglio la margarina, che era ricavata da fonti vegetali e poi scientificamente indurita. Peccato che poi anche la margarina sia caduta in disgrazia per il suo contenuto di grassi trans.  E allora? Via via, togliamola dalle merendine, torte salate, biscotti, mettiamoci un olio vegetale che si comporti però come un grasso solido, stabile alla temperatura ambiente e che non necessiti di conservanti per impedirne l’irrancidimento. Trovato: è l’olio di palma, molto disponibile ed economicamente vantaggioso. Peccato però che nelle nostre arterie si comporti male, che le piantagioni di palma distruggano le foreste, che i contadini non ricevano il giusto reddito. Dannazione!

zucchero semolato

Consoliamoci con un sano e ancestrale pane e marmellata: buono, semplice e sano. Anzi no: la marmellata contiene troppo zucchero aggiunto. E lo zucchero non caria solo i denti, fa ingrassare, innalza la glicemia in modo anomalo, aumenta la resistenza insulinica, irrita i bambini. Addirittura recenti studi, tra cui quello pubblicato sul Journal of Affective Disorders, ipotizzano che anche la depressione possa essere associata a stati pre-infiammatori causati proprio dal consumo eccessivo di sostanze zuccherine.

pane

Non ci resta che il pane, alimento antico e dai molteplici significati. Ma anche quello, ahinoi, è finito sulla graticola. Per cosa? Per l’eccessiva raffinazione delle sue farine e perché rappresenta la causa principale dell’eccesso di sodio della nostra alimentazione. Più della metà dell’introito quotidiano di cloruro di sodio deriva proprio dai prodotti della panificazione. E con esso tutto quanto ne consegue a livello pressorio e cardiovascolare.

salumi

E allora fa niente. Non di solo pane vive l’uomo, consoliamoci con il companatico. Cosa c’è di più goloso, digeribile e ghiotto del salame o del prosciutto? i salumi sono stati messi al bando, ma anche la carne rossa cotta su piastre e braci D’altronde i salumi (lucaniche), e in particolare quelli derivanti dalla coscia suina (perna) salata e conservata, esistono da 25 secoli, dall’epoca degli Etruschi, mentre i già romani Ovidio e Apicio li citavano abbondantemente nei loro scritti passati alla storia. C’è un però: i salumi sono stati messi al bando dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Capo di imputazione? Salumi, salsicce, wurstel, ovvero di tutta la carne conservata tramite affumicatura, salatura, stagionatura e aggiunta di conservanti potenzialmente incrementa il rischio di tumori nei consumatori abituali. E, per non farci mancare nulla, questo si verifica anche per le carni fresche cotte ad alta temperatura su piastre e braci.

tartare di tonno

Non disperiamo, la soluzione è mangiare la carne cruda. Tartare di manzo e anche crudi di pesce a volontà? No, meglio andarci piano, c’è sempre un però, ossia quello del rischio di tossinfezione microbiologica da Escherichia coli, Salmonella e Campylobacter, che possono nascondersi subdolamente tra i carpacci e sushi. E, per completare adeguatamente il quadro, il pesce crudo può essere pericoloso anche a causa della possibile infestazione da Anisakis, un parassita che quando ingerito causa gravi problemi gastroenterici.

spaghetti aglio olio e peperoncino

Allora basta: mangio la pasta, un piattone di spaghetti aglio e olio. Ma per il grano duro c’è il pericolo pesticidi e micotossine, mentre l’olio ha un’origine incerta, le frodi sono all’ordine del giorno e di stretta attualità. E l’aglio? Non ha niente che non vada, ma non lo digerisco. Cosa ci rimane? Bacco, Tabacco e Venere. Ridurranno forse l’uomo in cenere, ma almeno concederanno un sadico, inebriante e proibito piacere. E il cibo? Ormai è diventata la vera, ultima e irresistibile trasgressione. E voi che ne pensate di tutti questi continui allarmismi dedicati al cibo?

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