Moët Ice Impérial Rosé: mettici il ghiaccio…

6 maggio 2016

La Sora Mirella è avvertita: la concorrenza si è fatta agguerrita. Addio alle lunghe code al chiosco di Lungotevere degli Anguillara per una rinfrescante grattachecca, scende in campo uno dei colossi mondiali dello Champagne, se non il colosso per antonomasia, per sbaragliare la concorrenza. Esce roboante sul mercato, ammantanto da alone glamour e di condensa sul calice (ampio, mi raccomando, poi capirete perchè), Moët Ice Impérial Rosé, lo champagne per le vostre torride serate estive, quelle in cui anche un Crodino potrebbe sembrarvi troppo alcolico.

Moët Ice Impérial Rosé

Cosa ha di speciale questa nuova cuvée della prestigiosa maison transalpina? Ha una bottiglia bianchissima, ha profumi fruttati di amarena, mirtilli americani (???) e mirtilli rossi, a cui si aggiungono pennellate estive di fico e pesca nettarina, per un palato dolce e fruttato che chiude su note di pompelmo (rosa, ça va sans dire). Dopo la doverosa introduzione, perchè la Sora Mirella e le sue grattachecche dovrebbero guardare con timore a questo nuovo rosé? Semplice: si beve col ghiaccio.
Come il fratellino Moët Ice Impérial, è lo champagne adatto per essere bevuto insieme agli amici aggiungendo tre cubetti di ghiaccio nel calice (mi raccomando, tre al massimo), per condividere insieme le serate più esclusive e fighe.

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Vi sentite tutti improvvisamente più rinfrescati, glamour e esclusivi? Bene, obbiettivo raggiunto e sicuramente non si può dire che in casa Moët non cerchino di rompere gli schemi, andando contro le consuetudini imposte spesso dal blasone della prestigiosa AOC francese.  La domanda è: può un vino, qualsiasi vino e non solo lo champagne, frutto del lavoro di tante persone che investono nel comparto giorno per giorno, soggette ai capricci della natura, essere adatto ad essere bevuto come una bevanda qualsiasi aggiungendo del ghiaccio? Perchè il vino una bevanda qualsiasi non lo è, per storia e tradizione, almeno questo ho appreso in anni di frequentazioni vinose

Moët & Chandon 2

Senza diventare fondamentalisti enoici, senza lanciare anatemi contro nessuno o aver voglia di fare la morale, ma se è così che si pensa di combattere il calo del consumo del vino, in favore di birra e soprattutto cocktail, per me, glamour e esclusività a parte, non è il modo migliore, soprattutto a prezzi non propriamente amichevoli. Certo è che non ho titoli per poter insegnare marketing a un colosso di successo come Moët & Chandon, quindi probabilmente avranno ragione loro e torto io ma, personalmente, più che la banalizzazione per il ricco disinteressato (perché bere champagne con ghiaccio È da ricco disinteressato), sarebbe forse più utile cercare una dimensionamento più popolare della famosa bollicina francese, rompendo altre consuetudini che vedono il vino in genere come una questione per facoltosi appassionati.

Ma sono conscio di non essere glamour e di non frequentare party esclusivi, ora scusate ma vado a farmi una grattachecca dalla Sora Mirella.

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