Il Charity Restaurant di Taste of Milano 2016

10 maggio 2016

Sostenere la bellezza, la bontà, la tradizione e la scoperta gastronomica non è l’unico ideale di Taste of Milano 2016 (The Mall, piazza Lina Bo Bardi), che quest’anno si impegna anche a supportare diverse associazioni, chiaramente attraverso il gusto, il charity restaurant sarà parte integrante dell'edizione 2016 di taste of milano ossia il Charity Restaurant che sarà parte integrante del parterre dei ristoranti protagonisti della kermesse. Come negli altri ristoranti anche in questo caso ci saranno 4 pietanze firmate dagli chef Claudio Sadler, Ernst Knam, Filippo La Mantia e Norbert Niederkofler. I piatti normali avranno un prezzo pari a 6 euro, mentre il quarto piatto costerà 10. Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza ad Azione Contro la Fame, Children in Crisis Italy, Banco Alimentare e a un’associazione scelta dal food partner. Vediamo più da vicino i protagonisti di questa bella iniziativa, che vede noi di Agrodolce come media partner ed Esselunga in qualità di Official Food Partner.

  1. Claudio Sadler, chef ristorante omonimoClaudio Sadler, 2 Stelle Michelin, milanese in ogni cellula corporea e spirituale, firma la sua arte culinaria intrecciando l’incessante ricerca di armonia, semplicità e leggerezza con la cultura del bello e del moderno. La sua esperienza migra dalla Locanda Vecchia Pavia all’ambiente milanese, in cui fece il suo debutto nel lontano 1986, per allargarsi alle consulenze per grandi aziende come Autogrill e McDonald’s e alla pubblicazione di ben 6 libri di ricette. La passione per l’insegnamento l’ha portato a creare nel 2001 Q.B., centro di cucina enogastronomico dove organizza corsi per professionisti e appassionati. L’amore per il banqueting lo conduce fino a Tokyo e a Pechino, dove sono stati aperti i ristoranti che portano l’insegna Sadler. A Milano, oltre al locale in via Ascanio Sforza 77, Claudio Sadler ha aperto Chic’n Quick Trattoria Moderna, dedicato a una ristorazione più informale e veloce; Chic’n Quick e Sadler in Fiera all’interno del nuovo polo fieristico di Rho.
  2. ernst knamErnst Knam traspone il rigore tedesco in un’arte pasticcera che segue meticolosamente il ciclo delle stagioni nella scelta degli alimenti, interpretando con creatività gli anfratti più poetici del cioccolato, delle spezie e della frutta. Dopo aver girato il mondo e le più prestigiose cucine stellate, giunge in Italia per mettersi al servizio di Gualtiero Marchesi come Maestro Pasticcere. Nel 1992 inaugura a Milano L’Antica Arte del Dolce, la cui insegna muta nel 2015 semplicemente in Ernst Knam. Tra i riconoscimenti vanta il primo premio nella sezione Pasticceria al Toque d’Or di Lucerna nel 1988 e nel 1990, nella sezione Cuoco dell’Anno si aggiudica il terzo posto al Toque d’Or di Lucerna nel 1994 e Miglior Pasticceria dell’anno in Italia nel 2004 a Bruxelles. Il Campione Italiano di Cioccolateria (edizione 2009/2010) si cimenta però anche in altri settori della cucina e nel mondo televisivo di Discovery Italia, dove è ormai noto dal 2012 come Il Re del Cioccolato; mentre il pubblico di Real Time lo riconduce a Bake Off Italia. La sua ricetta al Taste? Afrika su marquise al cacao e cocco con mango piccante.
  3. filippo la mantiaFilippo La Mantia ha origini palermitane, il che determina in lui un forte attaccamento al cibo come rappresentazione più verace di amore, tradizione, famiglia e convivialità. Prima di essere travolto nel mondo della ristorazione nel 2011, Filippo è un autentico appassionato ed esploratore del rapporto di curiosità che è in grado di scaturire dal cibo, connettendo le persone, tanto che la sua filosofia è: “Se il cuoco nutre le persone in maniera semplice e facile loro percepiranno il progetto con gioia e vorranno tornare e parlarne”. È bello notare, così, come le sue esperienze lavorative altro non siano che il frutto di una combinazione perfetta tra voglia di migliorarsi e voglia di aiutare il prossimo: da Roma all’Indonesia alla Costa Smeralda, tanti sono i ristoranti a cui La Mantia ha portato quel quid mancante e che in molti casi ha risollevato, evitandone la chiusura. Il suo nuovo percorso apre le porte a Milano nel 2013 ed è un luogo in cui può accadere di tutto, dotato di diverse zone dedicate al relax, alla colazione, al pranzo, all’aperitivo, al ristorante alla carta e ancora la zona privè e la zona librerie e musica. Per lui essere chef significa anche e soprattutto mettersi al servizio del prossimo: non ci stupisce perciò ritrovarlo qui, dove ci farà gustare i Conchiglioni con ricotta, caciocavallo stagionato ragusano, pomodorino datterino arrostito, finocchietto, lime e zenzero.
  4. Norbert NiederkoflerNorbert Niederkofler, 2 stelle Michelin, è meglio noto come il cuoco dell’Alta Val Badia, colui che, in quel piccolo gioiello di St. Hubertus, Hotel Rosa Alpina, si impegna quotidianamente a creare piatti unici, eleganti, in grado di restituire al cibo il valore naturale di cui è intriso e dal quale proviene. Si pensi solo alla fonduta di betulla o all’uso meticoloso della marmellata di mirtillo rosso. Ciò che stupisce dello chef però non è solo la maestria di presentazione e l’abilità tecnica, bensì la passione che lo conduce a sperimentare senza pesantezza, improntando ogni pietanza con la freschezza del gusto e la ricercatezza dell’esperienza. Tra le sue note caratterizzanti il progetto Cook the mountain: una rete che unisce chef, agricoltori, allevatori, alpinisti, naturalisti, sociologi e imprenditori  delle regioni montane al fine di conoscere e far conoscere più a fondo la gastronomia montana.

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