Netflix: chi sono gli chef della seconda stagione di Chef’s Table

16 maggio 2016

La cucina e il suo lato umano, gli ingredienti e i sogni, tutto questo ai tempi di Netflix si chiama Chef’s Table. Abbiamo già nominato la prima stagione, quella che ci ha rapito, emozionato, non è solo un documentario, ma racconti molto intimi di chef rinomati incuriosito con le sue 6 puntate e ora fremiamo sul divano dopo l’annuncio della seconda stagione. David Gelb, sua la regia, dopo il documentario Jiro e l’arte del Sushi, ha saputo conquistare mezzo mondo con i suoi racconti molto intimi di chef rinomati. Non si tratta solo di cibo, non sono solo ristoranti: è qualcosa di più, preannuncia il trailer, ma noi già lo sapevamo. Chef’s Table è infatti un racconto umano e personale della vita degli chef protagonisti: si parla di idee nuove, controcorrente, di superamento dei limiti, di sogni, degli ostacoli e della fatica per realizzarli. Sono le sfumature umane di vite così stellate, le immagini perfette e le elaborazioni culinarie che ci tengono incollati alla televisione. Se le indiscrezioni dicono che a fine maggio la nostra curiosità potrà essere gratificata, vediamo chi saranno i protagonisti di queste nuovissime puntate tutte da gustare.

  1. Alex AtalaAlex Atala, lo chef super tatuato e poliglotta che ha fatto di San Paolo una meta del gusto imperdibile per tutti gli amanti della cucina stellata. Nel suo ristorante D.O.M., aperto dal 1999 ed eletto tra i migliori del mondo, unisce una storia di formazione europea tra Belgio, Francia e Italia, alla migliore selezione degli ingredienti tipici dell’Amazzonia. La sua cucina è un viaggio in cui confluiscono la personalità selvaggia, valore e amore per il territorio. Pochi confini, tecniche classiche, ma grande sperimentazione gustativa.
  2. Ana rosAna Ros, il suo percorso nasce da una laurea in scienze diplomatiche e internazionali all’università triestina e uno sconfinato amore per la cucina. Una storia da autodidatta che cresce con viaggi in tutto il mondo e un immenso spirito di osservazione. Una genialità innata che oggi si può gustare nel suo Hisa Franko, in Slovenia, a pochi chilometri dall’Italia, un luogo incantato tra verdi prati e una cucina in cui confluiscono sapori del mondo e materie prime del territorio.
  3. Dominique-CrennDominique Crenn, francese di nascita ha imparato fin da piccola l’importanza della scelta accurata delle materie prime, la stagionalità degli ingredienti e il loro rispetto; da qui parte la sua idea di cucina che trova espressione ogni sera nel suo ristorante di San Francisco. Una cucina emozionale, molto sensoriale, descritta con parole evocative anche sul menu. Per qualche tempo è stata la sola chef donna ad aver ricevuto due stelle Michelin, e ha lottato contro ogni distinzione di genere, non volendo essere definita prima donna, poi chef.
  4. Chef-Enrique-OlveraEnrique Olvera, classe 1976 e una formazione al Culinary Institute of America di New York, per poi tornare alla terra di origine e aprire nel 2000 il ristorante Pujol a Città del Messico. Questo è solo l’inizio del percorso in continua evoluzione di uno chef che unisce nella sua cucina tecniche contemporanee con quelle ancestrali e millenarie delle trazioni messicane. Ciò che non manca mai in cucina sono audacia e immaginazione, nonché una personalissima elaborazione di ingredienti tipici della cucina tradizionale. Nominato tra i migliori chef del mondo, nel 2014 ha aperto un ristorante a New York conquistando sia pubblico locale che critica.
  5. GagganGaggan Anand: il suo è un racconto che parte dalle origini, da una storia familiare. Si parla di India e del suo cibo tipico, lo street food nelle mille varietà, quello che non sempre assaggiamo, ma che Gaggan Anand non ha paura di mangiare e di reinterpretare. Nel suo ristorante a Bangkok, ingredienti e piatti classici indiani sono presentati in chiave moderna e rivisitata. Un crocevia di sapori che è ponte tra la cucina orientale e quella più occidentale. Il suo lavoro è fatto di costante innovazione e creazione, senza fretta: il processo creativo può avere tempi molto lunghi.
  6. Grant AchatzGrant Achatz, un ristorante di famiglia in cui apprendere le prime nozioni, una formazione eccellente  al Culinary Institute of America di New York e anni di affiancamento a Thomas Keller, una grande opportunità per sviluppare abilità e capacità in un ambiente di indubbia creatività e stimolazione. Nel 2005 apre Alinea, il suo primo ristorante, un’esperienza culinaria a tutto tondo, i colori accesi di una cucina molecolare ben definita, fortemente di avanguardia, si intrecciano con un’esperienza sensoriale e visiva dell’ambiente circostante.
    Una storia personale importante, una malattia diagnosticata che lo ha privato del senso del gusto per un lungo periodo, conducendolo a sperimentare nuovi significati di cucina.

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