Nuove aperture a Roma: dal Tordomatto a Pigneto 1870

17 maggio 2016

Roma è una continua effervescenza di recenti, imminenti e prossime aperture. Luoghi del buono e del bello, ideali per una sosta, per uno sfizio, per un pranzo di lavoro o per una cena tra amici, che oscillano tra l’alta ristorazione, tra cambi di chef e nuove aperture, maggio è un mese di fermento a roma l’insostituibile piacere del prodotto tipico e la nuova cultura popolare. Ben oltre le belle location destinate ad accogliere una ristorazione d’ispirazione gourmet, le originali espressioni della nostra e nostrana gastronomia, stanno infatti propagandosi in spazi non convenzionali per accogliere e soddisfare un pubblico di foodies e buongustai in crescita costante, nonché alla ricerca del contenuto, anche fuori dal contesto. È il caso dei mercati all’avanguardia, dei quartieri popolari, delle piazze conviviali, ma anche di storiche e segrete ville che si aprono a nuove dimensioni culinarie per accogliere e soddisfare pubblici sempre più eterogenei. Ecco le nuove aperture e i cambi della guardia da tenere sott’occhio a Roma.

Colbert, il bistrot di Villa Medici

Arcangelo Dandini

Nato da poco, Colbert, è il nuovo spazio all’interno di Villa Medici (viale della Trinità dei Monti, 1), prestigiosa residenza cinquecentesca che domina la città dalla collina del Pincio, dedicato a una sosta di piacere con vista straordinaria. Quella che infatti dal 1803 è sede dell’Accademia di Francia a Roma ospita, da una manciata di giorni, un rinnovato bistrot che occupa la Galleria di Ferdinando de’ Medici, tra statue e le decorazioni di Balthus. Aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19, è la suggestiva location per una colazione, un pranzo, un tè con pasticcini o un aperitivo. Il menu, firmato dallo chef Arcangelo Dandini, vuole valorizzare ingredienti della tradizione italiana con un tocco d’internazionalità. Ecco quindi sfilare omelette, daiburger, selezioni di formaggi francesi, dessert e pasticceria (a cura di Fonderia Dolci & Design), oltre a una ricca carta dei vini. Da maggio è inoltre possibile accedere anche al Giardino dei Limoni, un esclusivo dehors per godere di una spettacolare vista circondati da piante e profumo di limoni.

Box5 al mercato di Ponte Milvio

Box 5

Per la sezione mercati annoveriamo Box5, un nuovo contenitore della buona cucina pugliese e della cultura popolare salentina, all’interno del Mercato di Ponte Milvio (via Riano, 31). Nato dalla collaborazione di un gruppo di amici che, forti di un’esperienza nella ristorazione e nell’organizzazione di eventi, hanno deciso di portare nella Capitale la Puglia attraverso la puccia. Questo tipico pane pugliese, fatto con la farina di grano duro, olio extravergine d’oliva, acqua e lievito, morbido dentro e croccante fuori, cotto rigorosamente in forno a legna, si presta essere farcito con salumi e formaggi, ma anche con polpo stracotto, stufato di carne o verdure ripassate. Prodotti di prima scelta (come l’olio extravergine d’oliva Principe Pignatelli, le alici del Cantabrico, la mortadella IGP e il ciauscolo IGP del Re Norcino, la culaccia De Rossi e la ventricina Marini) e condimenti pensati per soddisfare ogni tipo di palato, vegetariani e vegani inclusi. Aperto tutti i giorni 9-15, 18-23.

Tricolore al Mercato di Testaccio

tricolore panini

Da Ponte Milvio a Testaccio, sempre rimanendo all’interno di un mercato rionale, dopo Cups, Romeo e Foodbox, e i tanti chef che hanno optato per proporre nuovi sapori in versioni street food, ora è il turno di Veronica Paolillo, che da via Urbana a Monti, primo vero presidio del panino gourmet, sta trasferendo il suo nuovo Tricolore all’interno del Box2 del Mercato Testaccio (via Lorenzo Ghiberti). L’anteprima è arrivata inattesa durante l’Open Day del Mercato Testaccio, dove Veronica ha concretizzato una sua intuizione di qualche anno fa, allestendo e rifornendo i suoi divertenti distributori automatici di sfiziosi e ricercati mini panini gourmet pronti da scartare, con cui ha sorpreso e soddisfatto, in un paio di golosi bocconi, le sapide voglie di curiosi e avventori. L’apertura ufficiale è prevista per fine maggio, quindi non ci rimane che attendere.

Lattuga a Prati

Lattuga (1)

Quando il fast food è green diventa Lattuga (via Vespasiano, 30), ovvero diventa un mini take away aperto da pochissimo nel quartiere Prati. Nato per soddisfare una clientela attenta alla propria salute, vegetariana e vegana, propone estratti, centrifugati, panini, insalate, taglieri di frutta, verdura, formaggi freschi e i lattughini,  involtini di lattuga ripieni che rappresentano l’offerta che caratterizza il nome del locale stesso. La mattina c’è anche spazio per una buona ed energetica colazione con caffè e cappuccini tradizionali e vegan, pasticceria secca, muffin anche vegani e macedonie di stagione. Aperto 9-16 dal lunedì al sabato.

Fiore, crudo e vapore

Fiore Crudo e Vapore

Ha aperto da una manciata di giorni Fiore, crudo e vapore (via Boncompagni, 31-33), un healthy restaurant che mette d’accordo tutti i gusti apparentemente inconciliabili, ossia quelli di onnivori, vegetariani, vegani e crudisti. Un luminoso open space con al centro un’isola con cucina a vista dedicata alle preparazioni crudiste elaborate da Vito Cortese (della pasticceria Grezzo Raw Chocolate), in fondo alla sala le cucine per le preparazioni dei cotti, angoli di gastronomia e una terrazza in fase di allestimento al primo piano. Un menu ampio e interessante in cui convivono cucina tradizionale di terra e di mare, opzioni di una cucina salutare e crudista (tartare di cetriolo e avocado al lime con chips di semi di chia o il raviolo di barbabietola rossa con trito di pistacchi) selezioni di rinomati prosciutti e salumi nazionali e iberici, formaggi italiani e francesi, carpacci di pesce affumicato, un’accurata selezione di caviale. E poi ancora panieri al vapore, insalate e plateau de fruits con frutta nostrana ed esotica, così come quella dei centrifugati, degli smoothies e milkshake, privilegiando produzioni biologiche e biodinamiche, combinate a semi, frutta secca, bacche e spezie.

Luigi Nastri a Stazione di Posta

luigi nastri

Sempre in zona Testaccio, esiste un altro luogo non convenzionale votato all’alta cucina. Parliamo di Stazione di Posta, location post industriale all’interno della Città dell’Altra Economia, di cui lo chef Luigi Nastri prende le redini, sostituendo Marco Martini. Il progetto è dedicato all’attenta ricerca di materie prime di altissima qualità, di prodotti biologici e tipici del Lazio che vanno a caratterizzare un menu contraddistinto da una rigida e giusta stagionalità, sempre teso a un’elaborazione dei piatti originale, ricercata e di sapore. Tutto questo è proposto in un ambiente di design raffinato e rilassato, dove Nastri vuole ricostruire le belle atmosfere dei moderni bistrot parigini.

Marco Martini al The Corner

Marco Martini

Se Luigi Nastri va alla Stazione di Posta, Marco Martini, chef stellato uscente, dal canto suo si lancia in una nuova avventura e trova il suo meritato angolo di autonomia al The Corner, splendida location sulle sponde di viale Aventino all’incrocio con via di San Saba. Qui, in questo villino liberty di inzio ‘900 dove convivono una townhouse con 11 eleganti camere, un cocktail bar, uno speak easy e una terrazza panoramica, da fine maggio, nella suggestiva sala del Ristorante dal gusto bistrot, Martini porterà una nuova ventata di freschezza, innovazioni e un ampio menu che annovera i suoi piatti classici e nuovi interessanti giochi tra ricordi e consistenze. Una carta variegata e creative, caratterizzata da erbe aromatiche selezionate con cura, vegetali, estrazioni, concentrazioni del sapore e fondi di cottura. A pranzo invece un fast lunch ricco personalità con interessanti combinazioni e abbinamenti con i cocktail di Luigi Di Ciocco.

Prelibato Cucina in Piazza

prelibato cucina in piazza

Più che una nuova apertura, trattasi di una nuova riapertura, ossia un’apertura che si rinnova con ogni bella stagione. Parliamo di Prelibato Cucina In Piazza (piazza Sant’Eurosia, 4), un originale temporary restaurant di soli tavoli all’aperto, che fa capo a un’idea di Stefano Preli. Un luogo che si mostra solo nella bella stagione e che vive e respira in una delle più caratteristiche piazze nel cuore della bella Garbatella storica. Tavoli vintage di ferro, piante aromatiche, ombrelloni e un menu dedicato al mare messo a punto da Elisa Pandolfi, presenza femminile ai fornelli che rientra tra le novità di questa edizione, così come l’apertura ogni giorno a pranzo con un menu per le tasche di tutti. La sera invece (per adesso solo venerdì e sabato) si può scegliere tra fritti di alici, gamberi in crosta, spaghetti alle vongole, pici con le cozze, gnocchetti con zucchine, calamari e lime, baccalà in guazzetto, primaverili tartare e filetti di tonno in costa speziata. Per chiudere il servizio è gentile, il pane è di Prelibato Panificio con Cucina e i dolci e le crostate sono preparati dalla chef.

Pigneto 1870

pigneto 1870

Dedicato all’anno di fondazione del quartiere Pigneto, Pigneto 1870 (via del Pigneto, 25), aperto tutti i giorni dall’aperitivo al dopocena, è il nuovo avamposto culinario dello chef Andrea Dolciotti. Soffitti alti, quattro piccole volte a botte, e sotto il grande arco, la cucina a vista per servire 50 coperti, tra interno ed esterno. La tipologia di logica è semplice: alta ristorazione a prezzi contenuti che si concretizza menu degustazione a 38 euro per antipasto, primo, secondo e dolce. Una cucina a metà strada tra quella romana e quella creativa come carbonara, amatriciana, Malloreddus con ragù di agnello e crema di porro bruciato, il Salmone mi-cuit servito con marmellata al karkadè, guacamole, cialda al riso carbone vegetale ed erbe aromatiche, le Ribs con salsa bbq fatta in casa o il kebab. E poi ancora birre artigianali, una carta dei vini ampia e selezionata, e serate degustazione in arrivo.

Tordomatto

Tordomatto (1)

Da Zagarolo a Roma, passando per Mumbai. Adriano Baldassarre, dopo aver tanto viaggiato e assaggiato, decide di portare nel quartiere Prati la sua tecnica, la sua abilità, la sua creatività applicata a una materia prima di grande qualità, arredando con gusto Tordomatto (via Pietro Giannone, 24), una casa-ristorante dalle pareti pastello, con le tovaglie di setoso cotone e le grandi finestre a giorno colorate da vasi e fiori, come fossero ornamenti di un vero balcone e, per i più curiosi, anche 4 posti al bancone direttamente affacciati sulla cucina. Interessanti trovate stilistiche e mise en place di design si alternano in un menu che prevede diversi percorsi degustazione, che a loro volta prendono senso gastronomico dalle tappe più importanti della vita lavorativa dello chef. Zagarolo è un menu in cui ripropone i suoi piatti classici, stessi ingredienti e stessa passione; Mumbai celebra, tra spezie e tradizioni, lo sposalizio con l’India; Roma è un tributo alla città che felicemente accoglie l’espressione artistica e gastronomica di un nuovo tordomatto.

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