Le 10 cose che odiamo del ristorante cinese

18 maggio 2016

C’è stato un tempo lontanissimo in cui i ravioli al vapore e il pollo in agrodolce rappresentavano qualcosa di esotico, di inconsueto; un tempo in cui prendevamo in giro i cinesi per le loro foto con la Torre di Pisa. anche se adoriamo i ristoranti cinesi, ci sono alcune cose che davvero non sopportiamo Oggi è quasi più inconsueta la carbonara e i cinesi prendono in giro noi, che alla fine abbiamo ceduto: la foto mentre reggiamo la Torre di Pisa la vogliamo, magari addirittura incorniciata sul comò. Il Ristorante Cinese è un mondo magico in cui i piatti costano poco e quindi se ne ordinano a decine, senza distinguere (come loro fanno solo per garbo verso gli ospiti occidentali) tra antipasti, primi, secondi, contorni. Bisogna ordinare di tutto, costruire una stratificazione senza limiti sul tavolo e mischiare senza tregua; salse e intingoli di un piatto devono diventare salse e intingoli di ogni piatto. Al cinese amiamo, amiamo quasi tutto, con gioia incontenibile. Ma anche nelle migliori famiglie si nascondono segreti, anche nel posto più bello possono nascere sofferenze. Ecco 10 cose che odiamo del Ristorante Cinese.

  1. contenitore take awayAsporto. Cominciamo dalle rare volte in cui non vogliamo bearci e viziarci con gli splendidi arredamenti kitsch del ristorante cinese e decidiamo di portare il cibo a casa, con lo splendido arredamento kitsch di nostra suocera. Il cibo è buono pure scaldato, spesso ti regalano una birra cinese e le salse te le porti a casa nei bicchieri. Ma resta un pericolosissimo inconveniente: dalle tegliette escono i sughi; dopo un mese la macchina sa ancora di gnocchi di riso. Non sarebbe un problema, se non provocasse un’incontenibile acquolina.
  2. Rapidità. I cinesi non hanno le Cresime, non sanno che per noi un pranzo può durare dalle 11 alle 19 senza soluzione di continuità. Per loro il pasto è una corsa contro il tempo in cui non esistono sconti, perché la vita non fa sconti. Bisogna mangiare di fretta e con metodo, mettendo i cibi in ordine di digestione e spazzolando il piatto fino all’ultima scia di salsa di soia.
  3. cameriere cinesiCameriera-guardiana. In quasi tutti i ristoranti, ogni tavolo è  affidato a una cameriera guardiana che ti adocchia, osserva cosa fai, segue con lo sguardo ogni tuo boccone ed è pronta a rimboccarti i bicchieri e a scattare a un tuo nuovo ordine. Le cameriere-guardiane sono di due tipi: le giovani dolci e timide diventano quasi delle badanti; le più navigate (granitiche e severe) sono veri e propri segugi, in grado di scovare la minima traccia di avanzo nascosta nel fazzoletto e di chiedervene conto, per poi farvela eventualmente rimangiare.
  4. Punti Fedeltà. Molti ristoranti cinesi propongono una raccolta punti che, se sarete abbastanza affezionati, vi porterà ad accaparrare un fulgido servizio da tè cinese. Tuttavia, la quantità di punti che occorrono è infinita, il che vi farà sentire clienti poco fedeli, provocherà in voi un importante senso di colpa per quella volta che siete andati in pizzeria invece che a mangiare ravioli al vapore e, soprattutto, vi lascerà a sorseggiare il tè in una quotidiana, antica tazza di ceramica a fiori.
  5. Domande. Potete chiedere qualunque cosa sugli ingredienti, sui piatti, sulle modalità di preparazione; potete anche porre dei quesiti filosofici sull’ontologia del cinese, ma avrete inequivocabilmente la stessa risposta. I cinesi rispondono solo sì; sempre, a tutto. Sintomo dell’ottimismo che li ha resi così forti nel mondo.
  6. cibo cineseCondivisione. Sia tu, sia il tuo migliore amico ordinate spaghetti con frutti di mare alla piastra: vi arriva un unico grande piattone con due porzioni di spaghetti con frutti di mare alla piastra. Il tuo migliore amico, in un batter d’occhio, diventa il tuo nemico, un avversario oscuro da abbattere. I rischi sono infiniti: prendere meno spaghetti dell’ex amico (orribile), ricevere la parte con meno gamberi (umiliante), dover rinunciare all’ultima, sugosa forchettata, che nell’ansia del finale resta intonsa sulla piastra (frustrante).
  7. Battute sui gatti. Ogni volta che annunci con orgoglio: “Stasera vado al cinese”, un commendatore coi baffetti  afferma sussiegoso: “Mangerai i gatti”. La battuta è vecchia, al ristorante cinese non cucinano i gatti e soprattutto hai visto che cosa riesce a mettere la moglie del commendatore nel suo famigerato ragù. Non ti curar di loro ma guarda e passa.
  8. Profumatori per ambienti. Avvicinandosi al bagno di un ristorante cinese si scovano dalle 12 alle 20 bottiglie di deodoranti alla lavanda; annusando poi con attenzione, tra i fumi della cucina, arrivano sentori inconoscibili e aromi chimici di dubbia natura. Sono odori inquietanti che solo le orribili statuette dorate vicino al lavandino possono far dimenticare.
  9. cibo cineseBambù. Te lo ritrovi quasi in tutti i piatti; è l’ospite misterioso: non citato in nessun menu e non immediatamente riconoscibile. All’inizio sa di cartone, poi lo confondi con le mandorle; piano piano cominci a prenderci confidenza, quasi ti piace, lo cerchi. Il fenomeno dell’effetto bambù è approfonditamente spiegato al punto 10.
  10. cibo cineseMagnifica ossessione. Tutto ciò che facciamo al ristorante cinese, tutto ciò che amiamo o odiamo (e che man mano cominceremo ad amare) ci diviene indispensabile. Cominciamo a pensarci, a raccontarlo agli amici con le facce innamorate, a scriverlo sul diario come una relazione intima e insostituibile. E come in una relazione, capita di litigare: certe sere mangiamo troppo, ordiniamo tutti gli antipasti e finiamo per sentirci devastati e stanchi, promettiamo a noi stessi che non accadrà mai più. Ma la mattina dopo siamo pronti, di nuovo; ordineremmo ravioli al vapore per colazione. Il Sole ha cancellato tutto: l’amore è intatto.

E a voi cosa non piace del ristorante cinese?

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