Fish Dependence Day: stop al pesce autoctono

18 maggio 2016

Anche quest’anno l’Unione Europea si trova a dover fare i conti con l’overfishing. In questo periodo dell’anno, infatti, i vari stati membri raggiungono il cosiddetto Il Fish Dipendence Day è il giorno che segna l'esaurimento del pescato autoctono Fish Dependence Day, ovvero la data che segna l’esaurimento del pescato autoctono e impone, almeno tecnicamente, il ricorso all’importazione per coprire il proprio fabbisogno nazionale. Quali sono le cause di questo fenomeno e quali le strategie per il futuro, anche in un’ottica di conservazione delle risorse ittiche?

Dipendenza dalla pesca e consumi

La pesca è uno dei mercati più importanti a livello mondiale, nonché una fonte di sostentamento irrinunciabile per molte popolazioni del globo. Al crescere proprio della popolazione, e dei relativi consumi, le varie nazioni non riescono più a sostenere il fabbisogno locale con risorse ittiche autoctone e, di conseguenza, si devono affidare all’importazione. Scatta così il Fish Dependence Day, una data annuale variabile per ogni Paese, ovvero il momento che segna l’esaurimento teorico di tutte le fonti nazionali. Nel 2015 per l’Italia questo passaggio è avvenuto il 15 maggio e, anche per il 2016, il periodo di riferimento sembra essere lo stesso. Quali sono le cause del fenomeno?

Se nel 1990 il pescato tricolore copriva il il 50% di tutti i consumi nazionali, oggi questa percentuale scende al 30%. Un fatto determinato da una rapida crescita della domanda ittica, l'impoverimento dei mari è un fenomeno sempre più pressante in tutto il mondo in costante aumento negli ultimi 30 anni, ma anche dalla complessità di un settore come quello della pesca. Oltre all’esplosione dei consumi, uno dei principali responsabili è l’impoverimento dei mari, un fenomeno purtroppo sempre più pressante in tutto il mondo. Sistemi a strascico, la cattura di varietà vietate, l’immissione sul mercato di esemplari giovani e sottodimensionati di taglia, l’inquinamento e l’assenza di politiche efficaci di ripopolamento impediscono alle naturali fonti marine e oceaniche di rigenerarsi, determinando una riduzione sensibile degli esemplari. Basti pensare come la mancanza di regolamentazioni efficaci, nonché di strategie per la conservazione, abbia portato in Canada all’esaurimento del merluzzo nel 1992. Un fatto che non ha determinato solo la crescita esponenziale delle importazioni, ma anche la perdita di 30.000 posti di lavoro.

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Quali sono, tuttavia, le strategie per il futuro, affinché il Fish Dependence Day sia sempre più spostato in avanti, garantendo così una più rapida capacità di recupero delle acque? Eliminare il consumo di pesce in toto non sembra essere una via sostenibile, perché la pesca rimane una fonte di sostentamento irrinunciabile per molte nazioni. Tentare di rendere le pratiche ittiche più sostenibili, tuttavia, è possibile: l’eliminazione di sistemi di cattura depauperanti dei fondali e degli habitat, così come meno sprechi in filiera e un ritorno ai piccoli mercati e allevamenti locali, potrebbero avere un grande impatto sugli ecosistemi.

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