4 motivi per rivalutare e frequentare le trattorie

24 maggio 2016

Fusione e innovazione. Sperimentazione e ricerca. Design e organizzazione d’impresa: sono questi i capisaldi della nuova generazione di ristoranti. Siano essi i locali dei grandi chef, le piccole catene di ristorazione o i colossi del fast food. I business plan contano almeno quanto i menu, l’attività degli uffici stampa e il concetto di food-telling pareggiano l’importanza di ciò che si ha nel piatto. in netta controtendenza sono le trattorie, che sopravvivono in un tempo che non è il loro In netta controtendenza, le trattorie. Vecchie, rinnovate o di nuova concezione, sembrano sopravvivere in un tempo che non è il loro. Sono inserite in un contesto totalmente diverso dalla loro identità, dalle loro caratteristiche. Sono dei pesci fuor d’acqua, e proprio per questo riescono a sopravvivere per distinguersi e soddisfare i bisogni di nostalgici, romantici, umanisti, conservatori e poeti del tempo che fu. Prima di dire perché c’è da essere fieri di essere all’interno di una (o forse) più di queste categorie, forse meglio chiarirsi sul significato di trattoria. Senza presunzione di completezza si può dire che questa è una tipologia di esercizio pubblico con ristoro tipica della penisola italica. Caratteristiche comuni? È più o meno strettamente legata al proprio territorio di origine o di adozione; offre piatti della tradizione locale, classici o vagamente rivisitati; dispensa sapori non eccessivamente complessi, anzi ancestrali, familiari o comunque facilmente apprezzabili; accoglie gli avventori in ambienti con un clima rustico e schietto, ruspante e allegro, familiare e cortese; presenta una la lista dei vini non infinita; ha un prezzo umano e abbordabile.

trattoria

Manca qualcosa? Forse, perché non tutte le trattorie sono uguali, o non tutte rientrano perfettamente nel perimetro tracciato. Ma se pensiamo alle tante trattorie ancora vive, ai piatti impressi nella memoria del gusto, al verace rapporto con gli osti custodi del loro ruolo antico ma coniugato in chiave moderna, ci viene dal profondo del cuore un’ode. Saremo vecchio stile, datati o démodé, ma ecco 4 motivi per rivalutare e frequentare le trattorie.

  1. trattoria-ruggero-firenzeControtendenza. Il suo essere fuori moda e fuori tempo già è un punto a suo favore. In un mare calmo sono tutti bravi marinai, ma col vento contro, le onde e la tempesta, riuscire ad approdare a riva è veramente una prova di coraggio e ingegno. E l’oste-marinaio, nonostante vada controvento e controtendenza riesce, insieme al suo piccolo equipaggio, a far approdare e apprezzare la sua nave-cucina.
  2. da martinoI piatti ben fatti. Certo il piccione glassato, la spuma di ostrica o bavarese di ibisco, sono sogni stellati che a volte si avverano. Ma trovare una caponata fatta bene, una cotoletta fragrante, un risotto giallo, un arancino, le puntarelle con l’acciuga, la bagna cauda con i peperoni, una büsecca con un rosso di san Colombano… beh, si sente il sapore di casa, di familiare, di legame con la terra e il passato, di cose semplici. Tutto sommato, diceva Trilussa, la felicità è una piccola cosa.
  3. rivettaSocialità. Mangiare in trattoria è nutrirsi non solo di solo pane, ma di storie e di esperienze. A volte curiose, a volte più schiette, altre appena accennate o per niente affascinanti, ma sempre vere. Non c’è filtro o, al massimo, è appena abbozzato. Il cibo racconta e non si esibisce, gli avventori possono condividere tavoli e spazi risicati, pensieri e esperienze di vita. Attimi social, anche senza il wi-fi.
  4. trattoria delle telePassione. La differenza tra il risotto di alta cucina e quello della bassa? No, non è nel carnaroli superfigo o la foglia d’oro che riluce. O almeno non solo. È che in trattoria quei chicchi mantecati hanno un nome e un cognome dietro, sono vicini, prossimi a chi li consuma. Si conosce la mano, anche imperfetta a volte, di chi l’ha confezionato, si sente la passione e la fatica di chi fa la spesa, programma il menu, spadella e magari va anche al tavolo a servire e a salutare il cliente, il conoscente, l’amico.  No, il tempo per andare in tv gli manca, a meno di eventuali e biblici doni dell’ubiquità. Qui si sente l’anima e davvero tanta, tanta umanità.

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