Calabria: 4 chef stellati da andare a trovare

30 maggio 2016

La Calabria stellata è un fronte culinario da tenere in considerazione se si è veri gourmand o alla ricerca di nuove esperienze d’assaggio. nel firmamento dell'alta cucina italiana, questa regione tiene la sua posizione con orgoglio Nel firmamento dell’alta cucina italiana questa regione tiene la sua posizione con orgoglio e grande fervore creativo, e lo fa con 4 stelle Michelin che ricadono in uno dei quadrilateri del sud più belli e veraci, stretto tra il Tirreno e lo Ionio, tra le province di Vibo Valentia, Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria. In una scenografia naturale e culturale mozzafiato e dai grossi contrasti, in questo profondo Mezzogiorno, gli chef raggiungono un apice espressivo che rivela tutta la profondità del sapore di un Sud ancora poco raccontato e da scoprire. Valutare questa regione come rotta alternativa ripaga eccome, al piatto e nell’animo.

  1. Duetto di triglia farcite con verdura e formaggio Il Moro, arance e zenzero (Agostino Bilotta) (1)Agostino Bilotta (L’Approdo). Il vostro punto di partenza, per comprendere l’evoluzione dello scenario della cucina d’autore calabrese, non può che essere L’Approdo a Vibo Marina (via Roma, 22). Il progetto di Concetta Greco e Pino Lopreiato, che rappresenta la storia della ristorazione calabrese, è una pietra miliare, ha segnato l’avvio di un’epoca rivoluzionaria decenni fa in una terra dove ancora la dimensione gastronomica fuori casa era quella dell’osteria o trattoria turistica. In cucina lo chef Agostino Bilotta rende omaggio alla tradizione del luogo. La sua è una filosofia di contenuto più che di espressione, riporta a una Calabria elegante e semplice. Tra i piatti storici, cavallo di battaglia amato dagli affezionati clienti, e che descrive il concept creativo del maestro, è il Duetto di triglia farcito con verdura, formaggio vaccino Il Moro e vellutata di arance e zenzero. Un assaggio che consigliamo e che ben si accompagna al godimento del contesto caratteristico del grazioso litorale in cui è immerso il ristorante.
  2. Gambero, mandorla, ciliegia e pepe rosa (Luca Abbruzzino) (1)Luca Abbruzzino (Abbruzzino). A 74 chilometri (contate un’ora di macchina) a Catanzaro Lido c’è la cucina a tratti maniacale e avanguardista della celebrity dei giovani chef italiani, Luca Abbruzzino. Il ventisettenne, pluripremiato dalle guide, oggi firma lo show gastronomico del ristorante Abbruzzino (viale Fiume Busento, località Santo Janni). Questo ragazzo, dallo sguardo timido e la voce dimessa, cresciuto ai fornelli seguendo il papà Antonio, è un puro talento. Genialoide, studioso, puntiglioso, rappresenta una nuova era di fare cucina. Percorre una strada ben definita. Dotato di grande istinto è in grado di governarlo regalandoci un territorio sorprendente, sempre originale. Il tratto dei suoi piatti è puro dinamismo ma ben equilibrato. Il Gambero con mandorla, ciliegia e pepe rosa è una delle sue creazioni che spiega quanto la semplicità ricercata dallo chef sia solo un’apparente operazione di sottrazione, perché invece porta in sé una grande ricchezza di sensazioni. Il divertimento al ristorante di questo figlio d’arte tocca livelli altissimi.
  3. ceviche di dentiche, bergamotto, lime e cipolla (Caterina Ceraudo) (1)Caterina Ceraudo (Dattilo). Caterina è l’unica donna a portare alta la bandiera della Calabria, uno dei volti che fuori la regione rappresenta il made in Italy al femminile insieme a illustri colleghe. Un’enologa che ha deciso di formarsi alla scuola di Niko Romito e di indossare toque e grembiule per raccontare la sua terra e il piccolo paradiso in cui vive non distante da Crotone. Il suo mondo è l’azienda agricola e vinicola Ceraudo immersa tra vigneti, agrumeti, colline piene di fiori, alberi di ulivo secolari. Qui è cresciuta e è qui rende omaggio ai ricordi e alla memoria valorizzando la biodiversità che vanta questa parte di Calabria. Mano raffinata, gentile, esalta l’asse gusto-olfattivo dell’esperienza sensoriale. I suoi piatti, al Dattilo di Strongoli (contrada Maremonti), sono belli da ammirare, si possono apprezzare anche chiudendo gli occhi. Tanta freschezza nelle sue creazioni, come nel Ceviche di dentice, bergamotto, lime e cipolla.
  4. Ricciola in frisella di pomodoro e acciughe (Riccardo Sculli) (1)Riccardo e Francesco Sculli (Gambero Rosso). Ultima fermata nella Calabria che sorprende (o punto di partenza se preferite iniziare il vostro percorso dall’estremo sud verso nord) è il Gambero Rosso di Riccardo e Francesco Sculli (via Montezemolo 63 – Marina di Gioiosa Jonica), anch’essi figli d’arte. Nel cuore della Locride, questo elegante ristorante, punto di riferimento sulla 106 con una storia di oltre 40 anni alle spalle scritta da loro padre, riscatta la parte migliore del territorio. Perché Riccardo in cucina dà voce alle eccellenze che qui sono prodotte, alla cultura culinaria antichissima legata alla terra e al mare, alle tradizioni e soprattutto porta nel piatto la bellezza di questo lembo estremo meridionale sullo Ionio. Lo fa con una estrema profondità ed essenzialità. Un assaggio che descrive la portata della sua visione è la Ricciola in frisella di pomodoro e acciughe.

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