Enrico Crippa da Contra: inedite contaminazioni a NYC

9 giugno 2016

Prendi un 3 stelle Michelin italiano, di scuola classica e talento indiscutibile, e mettilo a cucinare in un bistrot newyorkese d’ispirazione francese con cuochi irriverenti e tatuati, nel cuore del quartiere più cool di NYC, Lower East Side. Sta per succedere proprio qui nella Grande Mela, sotto i nostri occhi curiosi. L’idea è dei Ceretto, famiglia produttrice di vini piemontesi e proprietaria del ristorante Piazza Duomo di Alba, in cui opera da anni il bravissimo chef Enrico Crippa. Nel 2015 il Piazza Duomo è salito al 27° posto della classifica dei 50 ristoranti migliori del mondo.

Crippa da Contra

I Ceretto sono da sempre appassionati collezionisti d’arte. In occasione dei The Word’s 50 Best 2016 – la premiazione ci sarà il 13 giugno proprio qui al Cipriani di NYC – la famiglia ha deciso di fare un omaggio agli amici e artisti americani portando la cucina del Piazza Duomo in trasferta. Grazie all’intervento del sempre imprevedibile Andrea Petrini, agitatore di pensieri gastronomici e ideatore di Gelinaz, questi due momenti di alta gastronomia avverranno nel bistrot più cool del momento: Contra (138 Orchard St). E non sarà solo Crippa a cucinare ma lo faranno anche i due cuochi e proprietari del bistrot americano, Jeremiah Stone e Fabian Von Hauske. Se non è contaminazione questa.

Contra e Crippa

La cucina di Contra l’abbiamo assaggiata pochi giorni fa e forte si percepisce l’approccio che Jeremiah ha acquisito nella lunga esperienza fatta in Europa, soprattutto a Parigi con Giovanni Passerini da Rino. Qui ha imparato la pulizia e l’equilibrio nel gusto e il rispetto per la materia prima.

Jeremiah e Crippa

Dall’altra parte il nostro Crippa esalta in maniera superlativa queste caratteristiche in tutti i suoi piatti: la nettezza dei sapori, la centralità degli ingredienti e l’utilizzo dominante delle componenti vegetali (meglio se del suo orto). Lo chef brianzolo aggiunge però qualcosa di incredibile alle creazioni, qualcosa che io personalmente non ho mai riscontrato in nessun altro cuoco con così tanto talento: il gesto unico, artistico, che rende irripetibile ogni suo piatto. Persino – forse – dalla sua brigata.

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Siamo stati con Enrico, Jeremiah e Fabian nel mercato di Union Square. Abbiamo comprato fiori, radici, verdure, tuberi. Abbiamo osservato le loro diversità caratteriali ma anche i possibili punti di contatto. E ora non ci resta che raccontarvi quello che produrrà questa inusuale contaminazione tra l’altissima cucina di un 3 stelle Michelin italiano e il bistrot super cool di NYC, e lo faremo naturalmente qui su Agrodolce. Prestissimo.

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  • Lorenza Fumelli

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