Cos’è la portulaca?

10 giugno 2016

La portulaca è una specie vegetale che siamo soliti vedere nei giardini o, in alcuni casi, concepire come elemento infestante, e a cui quindi attribuiamo scarso valore. In realtà è una pianta succulenta, ovvero ha la caratteristica di possedere foglie più spesse che hanno la funzionalità di trattenere acqua ed è proveniente dall’America Meridionale. Il clima d’origine è quindi di tipo tropicale, aspetto che spiega bene la modificazione fogliare appena descritta. Nonostante negli ultimi decenni sia stata sottovalutata, fa parte non solo delle tradizioni gastronomiche del nostro Paese ma possiede anche molti pregi.

Proprietà

portulaca

Anzitutto bisogna precisare che è saldamente inserita negli usi gastronomici e culturali di moltissime regioni, aspetti testimoniati dai tanti nomi che le sono stati dati nel tempo a seconda dei luoghi. una fonte importante di grassi omega 3 e vitamina c È anche doveroso ricordare che è utilizzata a scopo medicinale fin dai tempi antichi e addirittura coltivata in molte zone mediterranee già a partire dal Medioevo. Gli erbari e la cultura popolare le attribuiscono numerose proprietà tra cui depurativa, diuretica, dissentante e molte altre; nonostante ciò la tradizione raccomanda il suo uso in particolare per combattere o alleviare il vomito e la diarrea. C’è da dire che spesso si pensa che queste credenze, che fanno parte della storia di ogni territorio, siano poco veritiere, invece negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato come la nostra protagonista sia una fonte importante di grassi polinsaturi omega 3, acido linoleico e vitamina C tanto che, per la presenza di quest’ultima, ne veniva consigliata l’assunzione per combattere lo scorbuto.

Usi in cucina

portulaca

La cucina contadina la utilizza da sempre, chiaramente con mille varianti,  non solo nella preparazione di gustose insalate ma anche, in alcuni casi, come ingrediente per zuppe o paste. La portulaca è quindi uno dei molti doni della natura che ha aiutato l’uomo nel corso dei secoli, non solo a sfamarsi ma anche a combattere o lenire malattie ed è testimone di come il legame con l’ambiente sia più saldo di quanto ci immaginiamo. Al tempo stesso è anche un esempio del senso di adattamento dell’essere umano che, nel corso dei secoli, ha saputo sperimentare, provare ed utilizzare i tanti elementi che l’ambiente circostante gli ha offerto e che ora, in troppi casi, sono bistrattati o sottovalutati.

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