Le parole di Massimo Bottura: il n°1 al mondo

14 giugno 2016

Quello che vedete in copertina è parte del video girato ieri notte al Cipriani di NYC, durante la cerimonia di premiazione dei ristoranti migliori del mondo. Ci sono le parole di Massimo Bottura subito dopo la proclamazione, e la sua bellissima emozione quando ha capito di essere al primo posto, il cuoco migliore del mondo per la the World’s 50 Best Restaurants.Massimo Bottura è il cuoco migliore del mondo per la classifica dei 50 best Personalmente ho creduto nella sua vittoria ogni giorno negli ultimi mesi, questo dopo aver assaggiato il suo ultimo menu all’Osteria Francescana di Modena. Un esempio straordinario di cucina contemporanea piena di idee, di ideali e di sapore. Questa vittoria naturalmente fa bene a tutti, fa bene a Massimo Bottura naturalmente, fa bene alla sua brigata, fa bene alla gastronomia italiana, al turismo potenziale, fa bene all’Italia, da ogni punto di vista. Quindi eccovi l’intervista che ieri Bottura, neo eletto numero 1 al mondo, ha rilasciato a noi giornalisti durante l’emozionata conferenza stampa. Prima però voglio fare i nostri più sentiti complimenti anche agli altri cuochi italiani: grazie Davide Scabin (46°) grazie agli Alajmo (39°) e grazie a Enrico Crippa (17°). E vorrei ringraziare anche Lavazza, da anni sponsor della classifica e nostro partner per questo speciale editoriale dedicato a The world’s 50 best restaurants per il 2016.

Bottura

La prima domanda è obbligatoria: cosa si prova ad aver raggiunto questo risultato?
Quello che ho provato 20 minuti fa è stato incredibile, anche perché è successo di fronte a tutti gli altri grandi cuochi del mondo e mi sono sentito davvero bene, mi sono sentito parte di un gruppo coeso. Ogni cosa è cambiata nell’ultimi 15 anni, c’è una comunità di chef che si è sviluppata grazie ai 50 Best e grazie agli altri congressi internazionali. Sembriamo competitivi, ma non è così. In fondo facciamo festa insieme.

Osteria Francescana è il primo ristorante italiano che raggiunge questo importante obbiettivo.
Sì. Ci sono 3 cose intoccabili per gli italiani: la squadra di calcio (peraltro abbiamo appena vinto contro il Belgio), il nostro Papa e il cibo. Questo riconoscimento potrebbe essere fondamentale perché l’Italia, noi italiani, ci perdiamo spesso dietro a una nostalgia esagerata, mentre quello che ho fatto sin dall’inizio è guardare al passato in modo critico e non nostalgico.

best

Quando hanno annunciato al 3° posto l’Eleven Madison Park di Daniel Humm e hai realizzato che saresti stato ancora una volta tra i primi due, cosa hai provato?
Mi sono sentito felice. L’anno scorso sentivo che non eravamo ancora pronti per il primo posto, ma quest’anno ho pensato di esserlo davvero. Abbiamo costruito una squadra durante questi 21 anni, dall’ufficio all’accoglienza passando per la cucina, e ogni cosa è finalmente allineata. L’energia e la creatività stanno esplodendo e chiunque può sentirlo.  Secondi o primi, non cambia molto. Certo, essere primi suona meglio.

Cosa significa o significherà questo premio per il tuo Paese?
Ho in mente di usare questa visibilità per fare tutto quello che posso, come ho sempre fatto. In Italia non abbiamo mai avuto un così incredibile gruppo di gourmet, né di cuochi straordinari dall’estremo nord al profondo sud.  Oggi abbiamo l’opportunità di accogliere i gourmet di tutto il mondo in modo superlativo, insieme. Questo risultato poi mi darà la possibilità di chiedere a tutti voi e a tutti i cuochi della lista di venire a lavorare con noi nel prossimo refettorio di Rio de Janeiro.

Calendario Lavazza, Bottura

C’è stato un momento nella tua vita in cui hai capito che saresti diventato un grande cuoco?
No, ma c’è invece stato un momento in cui avrei chiuso l’Osteria Francescana. E considera che cucinavo le stesse cose che cucino oggi. Fu Lara a convincermi di non andare via da Modena e di aspettare un anno. Durante questo periodo, Enzo Vizzari – direttore delle guide dell’Espresso – capitò in Osteria a causa di un incidente stradale. Quello fu l’incontro che cambiò tutto: alla fine dell’anno avevamo 1 stella Michelin e i premi di Espresso e Gambero Rosso. La vita è così: bisogna crescere lentamente. Quando sei pronto davvero, tutto il mondo se ne accorgerà.

In cosa consiste il pensiero contemporaneo in termini di gastronomia?
I vostri filosofi nel passato hanno detto: “Noi mangiamo per vivere”. I  Romani l’hanno cambiato “Noi viviamo per mangiare”. Questa è la chiave della cucina contemporanea e naturalmente lo è guardare sempre al futuro. Negli anni ho viaggiato, osservato e assorbito esperienze gastronomiche e culturali in ogni parte del mondo, questo mi permette di continuare a guardare oltre e sognare. Se smettessi di sognare, smetterei anche di cucinare. Ma sinceramente è un momento che sento lontanissimo.

Osteria Team

Pensi che gli chef dovrebbero chiedere a se stessi di cambiare il mondo?
Cambiare il mondo. È una cosa grande da dire. Durante l’Expo di Milano ci siamo fatti una domanda: come nutrire il pianeta. La risposta è stata: combattendo lo spreco. Su questo, noi come il resto dei cuochi del mondo, siamo tutti allineati. L’Osteria Francescana è un laboratorio di idee, noi creiamo emozioni da mangiare, e quello che facciamo è dare un esempio per gli altri. Tutti gli chef migliori del mondo sono venuti a Milano durante l’esperienza del Refettorio Ambrosiano e, ne sono certo, saranno con noi a Rio de Janeiro per cucinare con gli scarti nelle Favelas. Quindi tutto parte da qui, ma poi le idee crescono e si espandono. Però senza l’Osteria Francescana non avremmo mai potuto farlo. E la cosa più incredibile del Refettorio è stata la festa continua con queste persone che venivano a mangiare. Lo stesso succederà a Rio de Janeiro.

Hai già parlato con il team in Francescana?
O mio Dio no, ma non vedo l’ora di farlo. Ora staranno festeggiano in Franceschetta. A dire il vero.. chissà in che condizioni la ritroveremo!

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