Picnic e bollicine: gli chef del Festival d’Estate

23 giugno 2016

Ingredienti per una buona domenica in compagnia: tanto verde, buon cibo, molto vino. Se la villa è quella di Palazzo Monti della Corte a Nigoline di Corte Franca, il vino quello della Franciacorta e il cibo quello di un parterre di cuochi dalle mani abili e capaci, il mood da picnic scatta automatico. I 13 chef convocati in occasione del Festival d’Estate in Franciacorta, alle prese con una lettura insolita dello street food declinato sui prodotti della zona, potrebbero valere la trasferta oltre la Tangenziale domenica 26 giugno. Vengono da tutta Italia ma lavorano nei migliori ristoranti franciacortini e, insieme a uno chef ospite e a uno chef franciacortino in trasferta, cercheranno di soddisfare tutti i palati, dai più sofisticati, ai vegetariani, a chi preferisce il pesce alla carne.

  1. lorenzo cogoLorenzo Cogo: è lo chef ospite, un enfant prodige della cucina italiana, a Marano Vicentino ha tirato su una stella lucente conquistando la posizione di più giovane chef stellato d’Italia per un paio d’anni. Forte di esperienze in giro per il mondo, che spaziano da Vue de Mond di Melbourne alle cucine del The Fat Duck di Blumenthal, porta al picnic un’idea di cucina che definisce istintiva nelle infinite possibilità di ispirazione, con il Tacoq, un piatto tutto da scoprire.
  2. Fabio AbbattistaFabio Abbattista: dalle terre di Puglia ha fatto tappa fin oltre manica prima di approdare alle cucine del suggestivo resort de l’Albereta. Il suo piatto, un Crostone di pane al levistico – o sedano di monte, una pianta aromatica perenne – coronato da lavarello affumica e bergamotto, sintetizza la filosofia dello chef: territorio, sapore di casa e percezione di cura ed eccellenza.
  3. Piercarlo Zanotti: anche lo chef del ristorante Cucina San Francesco, all’interno del resort dei Cappuccini di Cologne, si concentra sul pesce abbinato ai prodotti della zona, proponendo un piatto a base di crema di patate, sarde di Monte Isola e uova di trota, quel che passa il convento… insomma.
  4. alberto bittuAlberto Bittu: anche lui, chef della Trattoria del Gallo di Rovato, con i sapori di casa non scherza. Tra i piatti di forte matrice territoriale che padroneggia, su tutti i casoncelli al burro e salvia, ha deciso di giocare con le dimensioni rendendo informale il piatto per eccellenza della festa: il Manzo all’olio di Rovato con polenta.
  5. Ennio ZanolettiEnnio Zanoletti: anche lo chef dell’Hostaria Uva Rara, un cascinale del ‘400 che ospita un’idea di cucina tradizionale rispettosa dei moderni dettami in fatto di grassi e cotture, si cimenta nella carne: il suo Panino ai cereali con fettina di prosciutto di maiale arrosto, salsa di pomodoro all’aceto di mele, cicoriette di campo scottate e chip di pancetta promette grandi cose, specie se abbinato ad un buon calice.
  6. Simone Gaibina: in cucina alla Trattoria Gina, ristorante storico della zona dove si preparano ancora i piatti di una volta, per l’occasione si cimenta con un raviolo fatto in casa al Franciacorta.
  7. Fabrizio AlbiniFabrizio Albini: cresciuto sotto l’ala protettiva di Vittori Fusari e volato in Francia e in Israele per poi atterrare nuovamente tra la Franciacorta e il bellunese. Sarà questo mix di esperienze ad avere ispirato un piatto come la Bussolà in versione salata con il manzo all’olio e salsa verde?
  8. Stefano CerveniStefano Cerveni: chef delle Due Colombe a Borgonato di Cortefranca, punta tutto sulla tinca, in versione spiedo e cottura al forno. Una scelta di valorizzazione ed esaltazione del singolo ingrediente, che ben racconta la filosofia dello chef arrivato anche alla Triennale di Milano.
  9. Matteo CocchettiMatteo Cocchetti: in quel di Torbato di Adro, con la sua Dispensa Pani e Vini, ha raccolto l’insegnamento del maestro Marchesi nel culto delle materie prime e nel radicamento alla tradizione ben fatta, che ritroviamo negli Spaghetti neri freddi con uova affumicate di trota di Montisola di Soardi con ricotta di capra Le Frise.
  10. Andrea Martinelli: chef della Trattoria del Muliner, sul lago ci è cresciuto, trovandosi il ristorante a poca distanza dal porto di Clusane. Se già il nonno usava le farine che commerciava per friggere aole e altri pesci del lago, protagonista del suo piatto per il picnic non poteva essere altro che quel pescato, assieme a riso estivo e cialda allo zafferano.
  11. VittoriofusariVittorio Fusari: originario di queste parti, dopo la stella Michelin presa con Il Volto ha trovato oggi i fuochi accesi al Pont de Ferr, dove rafforza ed esalta la filosofia del buono, pulito e giusto. Da lui arrivano pesci e panelle, una rivisitazione dello street food siciliano con il pescato del lago.
  12. alessandro_cappottoAlessandro Cappotto: tradisce i suoi natali romani mixati ad influenze orientali, porta un piatto che profuma di primavera, un mini hamburger di fave, quinoa e miglio con crema di lattuga e fermentato di riso integrale sembra perfetto per la stagione ed in linea con le suggestioni di Villa Calini, il ristorante in cui lavora con grande attenzione alla salute e alla stagionalità.
  13. Corrado ScaglioneCorrado Scaglione: dall’Enosteria Lipen a Canonica Lambro, ha saputo coniugare le radici dell’osteria con quelle di una ottima pizza napoletana in terra lontana dal Golfo. Pancia e palato si saziano con tre diverse pizze napoletane, di quelle dall’impasto suadente e alveolato. Una Margherita classica napoletana, con fior di latte di Agerola, una Saporita, con formaggi stagionati della zona, e una Vegetariana integrale, che corona la triade con la stracciatella.

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