Akira: il ramen bar che tutti aspettavano a Roma

4 luglio 2016

Probabilmente per un locale di questo tipo non ci si aspetterebbe un’apertura a luglio, quando il sole scioglie l’asfalto e tutti fuggono verso il litorale, ma finalmente anche Roma può vantare un ramen bar: finalmente i nostalgici delle gigantesche ciotole di ramen dei cartoni animati giapponesi hanno un luogo di ritrovo Akira, affacciato quasi sulla via del cibo per eccellenza (quella del Porto Fluviale, a pochi metri di distanza) del quartiere Ostiense, tra un hamburgeria e una gelateria. In netto ritardo rispetto a Milano, dove schiere di fan difendono già da tempo il proprio ramen joint preferito (meglio Zazà Ramen o Casa Ramen? E Fukurou e Nozomi?), a Roma i noodles di Akira (via Ostiense, 73) promettono bene. Prima di questa nuova apertura, i nostalgici delle gigantesche ciotole di ramen che occhieggiavano da cartoni animati giapponesi e manga potevano rivolgersi soltanto a Sushisen – il cui core business comunque rimane il sushi – e Waraku, entrambi quasi impossibili da prenotare, specialmente il secondo.

akira ramen bar

Il ristorante ha aperto soltanto il 2 luglio, quindi per la prima settimana il menu previsto è ristretto: si aggiungeranno con il tempo altre proposte anche fredde come la ramen salad oppure i pork e chicken bun – qui chiamati vans – che negli Stati Uniti sono stati resi celebri da David Chang. Il locale è immacolato, tutto legno chiaro, piastrelle bianche e ferro battuto nero, lo stesso colore delle divise di camerieri e cuochi, impegnati dietro un vetro a comporre le generose ciotole di noodles e brodo. Nonostante la temperatura del cibo, si mangia tutto con piacere senza sentirsi accaldati: il merito va ovviamente ai condizionatori che lavorano a tutta forza.

akira ramen bar

Dal menu ho assaggiato due varietà di iekei ramen, ossia realizzato nello stile di Yokohama con un ricco brodo di ossa di maiale – da qui la specifica tonkotsu –  e futomen, noodles leggermenti più spessi della norma. Il White Shio Tonkotsu (12 euro), con noodles, brodo di pollo, brodo di maiale, chasyu (una tenera fetta di arrosto di maiale), spinaci e alga nori, è delicato e soddisfacente. Apprezzo però molto di più il Red Spicy Tonkotsu (12 euro), al quale aggiungo un ajitama (uovo sodo alla salsa di soia, il cui tuorlo poteva essere più morbido): noodles elastici che resistono bene al morso, miso piccante, brodo di pollo e di ossa di maiale, chasyu, pollo macinato, cavolo e alga nori, davvero ottimo.

akira ramen bar

Meritano un assaggio anche i gyoza (5 euro) con carne di maiale e verdure, resi croccanti dalla frittura. In attesa di provare il resto del menu e delle dovute settimane di rodaggio, il giudizio è più che positivo. Akira Ramen Bar è chiuso il lunedì.

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  • Chiara Patrizia De Francisci

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