Yugo a Roma: ecco com’è un fusion bar

6 luglio 2016

Fusione ha come sinonimi le parole mescolanza, combinazione; fusion che ne deriva li assimila bene e li declina in questo caso alla ristorazione. Combinare elementi che altrimenti viaggerebbero separati, senza che per questo nessuno perda il suo tratto distintivo ma si completino e coadiuvino a vicenda. Questo è l’obiettivo di Yugo Fusion Bar: il bar si fonde con il ristorante, si perdono i confini tra le tradizioni di cucine lontane – soprattutto orientali –  e la nostra, e si amplia lo spazio e l’offerta.

Yugo agrodolce cameriera

Roma centro, al limitare del rione Monti e a pochi passi dal Quirinale, dal 4 luglio assiste all’apertura di Yugo, in largo Angelicum 2, al piano terra con affaccio su strada dell’edificio che a breve ospiterà il nuovo albergo Roman Luxus Hotel e persino il nuovo ristorante Madre, non-solo-pizzeria sempre in stile fusion, opera di Riccardo di Giacinto. Un progetto ambizioso che non si ferma qui, che evolverà a breve ampliando l’offerta ristorativa; per ora Yugo, aperto dalle 19 alle 2 di notte, tutti i giorni, si affaccia sul panorama capitolino unendo le idee di Maddalena Salerno e Marco del Vescovo, insieme a Gianluca Sette e Riccardo Sergeni che hanno capitanato la squadra progettuale, al cui timone c’è Danilo Maglio, per la ristrutturazione e realizzazione del locale.

Yugo agrodolce bartender

Ambiente dalle linee pulite ed essenziali, bancone bar a vista affacciato su strada e un altro in vicinanza della cucina; la linea dei cocktail naviga tra il classicismo intramontabile di alcune preparazioni all’innovazione e introduzione di liquori e distillati dal sapore asiatico, guidata dal bartender Patrizio Boschetto. La direzione del locale è in mano a Daniele Gentili, altro mixologist di grande talento appena rientrato da Londra.

Alberto Bloise e Anthony Genovese

Alberto Bloise e Anthony Genovese

Cocktail che seguono e accompagnano la cucina affidata alla consulenza dello chef Anthony Genovese per mano di Andrea Massari, in prestito dalla brigata del ristorante il Pagliaccio di Roma; con le sue due stelle Michelin, lo chef si espone in una concezione di cucina estemporanea. Il carattere e la verve della cucina stellata si riconoscono dal menu, seppur provvisorio, nell’uso di spezie e ingredienti provenienti da terre lontane, che si mescolano a tecniche di cucina classiche e d’autore. Altamente riconoscibile la mano che ha ideato il menu ripartito in tre categorie essenziali: Fresco per il crudo, Fuoco per cotture espresse e Vapore per una cucina dal respiro asiatico con i dim sum. Caleidoscopico ed eclettico nella presentazione, Yugo promette di unire cucina dalla mano stellata dello chef Genovese alla mescita di cocktail, tè, sakè e carta dei vini, il tutto accompagnato da dj set e serate musicali di sottofondo.

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