Mangiare italiano: cosa piace di noi ai turisti

11 luglio 2016

La buona notizia: sempre più l’Italia è scelta come meta di vacanza enogastronomica. Lo dice l’indagine Food Travel Monitor 2016, presentata a Milano dalla World Travel Food Association, un’organizzazione non profit e non governativa  (ONG), che  rappresenta una delle principali autorità a livello mondiale sul turismo enogastronomico. Inizia un’altra estate: l'esperienza gastronomica e l'idea di visitare un ristorante sono i motivi principali per organizzare una vacanza la scorsa ha visto raggiungere l’Italia da una gran parte dei circa 53 milioni degli stranieri che nel 2015 hanno visitato il nostro Paese, e che hanno speso un totale di 75 miliardi di euro (dati Istat) fra pasti nei ristoranti e acquisto di prodotti tipici. Oggi il motivo principale della scelta di una meta di vacanza da parte del 49% dei turisti di tutto il mondo è l’enogastronomia, e attualmente l’esperienza gastronomica (pranzi e cene in ristoranti celebri e importanti, tour enogastronomici, partecipare a food festival, visitare aziende agricole, cantine, fattorie, distillerie, ecc.) è considerata molto più importante che in passato. In particolare i Millenials (i nati fra 1980 e all’incirca fino all’11 settembre 2001 nel mondo occidentale) sono esponenzialmente più interessati a questo tipo di vacanza dei precedenti Baby Boomers. L’indagine conferma che il secondo motivo del viaggio-vacanza è proprio visitare un grande ristorante perché durante il viaggio si cerca un’esperienza unica e da ricordare. Quelli legati al wine & food sono inoltre i ricordi del viaggio più importanti e significativi da conservare. La più alta percentuale (69%) di food travellers sul totale di viaggiatori nel mondo è in Cina, la più bassa proprio in Italia (quindi abbiamo poco mercato interno), mentre siamo l’unica destinazione non USA indicata dagli Statunitensi. Ecco alcuni dati interessanti emersi dall’indagine.

  1. botturaLo chef italiano più conosciuto al mondo: ovviamente è Massimo Bottura (aiutato dal fatto di essere primo nella World 50 Best S. Pellegrino 2016) “ma sono noti – dice non ufficialmente Roberta Garibaldi, Ambasciatore per l’Italia World Travel Association – anche Chicco Cerea e Nadia Santin, premiata come miglior chef donna al mondo dai 50 Best nel 2013″.
  2. minerva roof gardenNel 2015 cenare in un grande ristorante italiano ha generato più di 2770 pernottamenti: significa che senza dubbio gli chef italiani detengono un ruolo importante nella promozione della cucina italiana nel mondo. I più accaniti fine restaurants lovers provengono dagli Usa (21%), seguiti da Inghilterra  (14%) e Francia (9%).
  3. grana padano 3Il prodotto e il vino italiano più noti: sono senza dubbio il Grana Padano e il Franciacorta.

Profili psicoculinari del turista

viaggiatore

Ma soprattutto nella seconda parte dell’indagine sono emersi 13 profili psicoculinari del turista enogastronomico internazionale.

Autentico: cerca cibi e bevande preparati secondo le ricette e le tradizioni della posto, un’esperienza gastronomica autentica (46%).
Innovativo: sperimenta e cerca cose innovative. Raramente torna negli stessi posti (23%).
Eclettico: cerca una grande varietà di esperienze. Sceglie un caffè italiano una sera e un ristorante tailandese in quella successiva (44%).
Social: vuole esperienze social legate al food, per incontrare amici e trascorrere del tempo con la propria famiglia, seduti a tavola (30%).
Locale: va in ristoranti e bar rigorosamente del posto, che possono variare dal pub locale al ristorante gourmet (35%).
Biologico: cerca  ristoranti  biologici.  L’origine degli ingredienti  delle  ricette  ha la  stessa importanza del menu (17%).
Gourmet: semplicemente, prova e sperimenta ristoranti gourmet (18%).
Avventuroso: cerca cibi e bevande unici, piatti inconsueti e lontani dalle proprie abitudini alimentari (19%).
Budget: vuole opzioni  low-budget,  senza  il  desiderio  di  un cibo  in  particolare,  ma  attento alla spesa (22%).
Abitudinario: cerca ciò che già si conosce, evitando sorprese (14 %).
Esteta: cerca un’esperienza  dove l’ambiente ha la precedenza sul cibo, ad esempio un ristorante romantico o a tema (15%).
Vegetariano: cerca ristoranti e cibo vegetariani e /o vegani (8%).
Trendy: preferisce esperienze legate al cibo, trendy e alla moda. Essere cool è di primaria importanza (11%).

Il  report  evidenzia – aggiunge Roberta Garibaldi – un  importante  trend  relativo al nostro Paese: l’Italia è infatti percepita in modo  molto  positivo come destinazione relativa al turismo enogastronomico, entrando in quasi tutte le top 10 dei Paesi intervistati (un panel di 2800 adulti che vivono in Australia, Cina, Francia,  Germania, India, Irlanda, Italia, Messico, Spagna,  Regno Unito e Stati  Uniti)  superando – da questo punto di vista – Paesi  altrimenti fortemente competitor come la Francia e la Spagna“. Al di là di tutte le opinioni o polemiche siamo sulla buona strada: continuiamo a lavorarci.

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