Drunkoressia: il disturbo alcolico dei giovani USA

15 luglio 2016

Sarà capitato a molti, soprattutto ai tempi dell’università, di alzare fin troppo il gomito e di finire a terra stesi, da quell’ebbrezza rapidamente trasformatasi in ubriacatura. un disturbo alimentare legato alla voglia di perdere il controllo grazie all'alcol Per molti, è più che sufficiente il malessere del giorno seguente – il cosiddetto hangover, tra emicrania lancinante e nausea incontenibile – per suggerire un ricorso più moderato agli alcolici. Eppure, giungono dagli Stati Uniti delle rilevazioni preoccupanti: non solo il fenomeno delle ubriacature folli sarebbe in aumento fra i giovani studenti, ma addirittura si può profilare un vero e proprio disturbo – anche alimentare – legato alla voglia di perdere il controllo grazie all’alcol. Si chiama drunkorexia o drunkoressia nella sua declinazione italianizzata, e coinvolge sempre più ragazzi oltreoceano. Di che si tratta?

Drunkoressia: un nuovo disturbo alimentare

persone che bevono

Il termine è apparso per la prima volta sul New York Times nel 2008, in un articolo dal titolo esemplificativo: “Starving Themselves, Cocktail in Hands”, ovvero “Muoiono di fame, con il cocktail in mano”. Si tratta di un fenomeno in decisa crescita tra i giovani statunitensi, soprattutto fra gli studenti del college abituati a numerose feste e party improvvisati nei dormitori. Pur di massimizzare gli effetti inebrianti dell’alcol, assunto solitamente in dosi massicce, questi ragazzi riducono o eliminano del tutto il ricorso al cibo. Tanto che, nella maggioranza dei casi, vi è anche l’induzione forzata del vomito per assicurarsi che lo stomaco sia perfettamente vuoto prima dell’assunzione del cocktail preferito. Non a caso, il termine coniato unisce la parola drunk – ubriaco – con la desinenza orexia – quest’ultima già ben conosciuta in altri disturbi alimentari come l’anoressia.

cocktail

Il fenomeno, diffusosi a macchia d’olio negli ultimi anni, è stato di recente analizzato dall’Università di Houston, con uno studio pubblicato a fine giugno su Science Daily. La drunkoressia viene definita come “un comportamento volto all’incremento degli effetti dell’alcol o alla riduzione delle calorie connesse all’assunzione di alcol, tramite l’introduzione di comportamenti alimentari restrittivi di tipo bulimico oppure relativi a dieta, esercizio e conteggio delle calorie”. In altre parole, tramite questo disturbo alimentare i giovani “drunkoressici” sperano di giungere a due risultati: non subire le conseguenze sul peso relative al consumo smodato di alcolici e, non ultimo, aumentare gli effetti dell’ebbrezza riducendo le tempistiche con cui si giunge all’ubriacatura.

Un pericolo combinato

ubriaca

L’ascesa del fenomeno ha destato particolare preoccupazione negli esperti, poiché diverso e più ampio negli effetti rispetto agli altri noti disturbi alimentari. Oltre ai danni dovuti all’abuso di alcol, infatti, i soggetti che si lanciano in questa pratica subiscono anche le conseguenze di comportamenti bulimici e anoressizzanti. Anche il dato demografico risulta altrettanto rilevante: dai dati raccolti dall’Università di Houston, su un campione di 1.184 studenti, è emerso come l’80% degli intervistati assuma più di 4 bevande altamente alcoliche nella stessa sera. Fra questi, la drunkoressia sembra colpire soprattutto giovani di sesso maschile, dal buon curriculum accademico, solitamente molto attenti alla forma fisica, all’alimentazione e frequentemente impegnati in allenamenti, palestra e sport di squadra.

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