I migliori ristoranti di Milano 2017 per il Gambero Rosso

19 luglio 2016

Il Gambero Rosso non è solo una guida per gourmet, ma parte dell’immaginario gastronomico degli italiani: lo conosce chi ha letto o si è fatto leggere Le avventure di Pinocchio, chi si informa ogni anno sulla novità della ristorazione nazionale, ieri 18 luglio si è tenuta la presentazione della guida milano 2017 del gambero rosso e anche chi semplicemente cerca di tanto in tanto un buon ristorante nella propria città. A Milano, il 18 luglio, la presentazione del Gambero Rosso ha aperto la stagione 2017 delle guide gastronomiche della città: festeggiando i 30 anni del marchio e i 26 della guida meneghina, nell’ambientazione vintage e vivace dell’Osteria del Treno il Gambero ha lanciato uno sguardo al passato e una lunga riflessione sul futuro. Ha quindi iniziato premiando le botteghe e i ristoranti di Milano e dintorni che sono presenti in guida sin dalla prima edizione, quella del 1991-1992: Boeucc Antico Ristorante, l’Osteria Grand Hotel, Masuelli San Marco, Montalcino, l’Osteria del Treno, Ribot, A’Riccione, Rovello 18, Savini, Trattoria del Fulmine, Pierino Penati, I Castagni, Spontini (che partito con una sede nell’omonima via conta ormai su decine di locali in città, in Italia e all’estero), il precursore dei ristoranti vegetariani Joia, Il Luogo di Aimo e Nadia e Sadler, un tempo noto come l’Osteria di Porta Cicca.

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Claudio Sadler in persona, presente alla premiazione, è stato poi coinvolto nel dibattito: cosa aspettarsi dal futuro della ristorazione a Milano? “L’alta cucina sta avendo un grande successo” ha risposto lo chef, “ma si sono anche avvicinati i termini dei ristoranti più semplici: il gap fra ristoranti d’alta classe e cucine popolari non è più importante come un tempo”. “Io sono a Milano da 26 anni, come il Gambero Rosso” ha proseguito Andrea Berton, “e posso dirlo: sono 30 anni che a Milano si mangia bene. È una città in movimento, e negli ultimi anni è stata animata da una grandissima energia”.

Tre forchette

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Le aperture a Milano nell’anno dell’Expo sono in effetti state molte; non a caso, una delle Tre Forchette è stata assegnata a un ristorante che festeggia solo in questi giorni il primo anno di attività: Seta del Mandarin Oriental Milano (in foto), guidato dallo chef Antonio Guida. Con lo stesso riconoscimento sono stati premiati Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo (per la prima volta nella guida di Milano, nonostante i soli 84 chilometri di distanza fra il capoluogo lombardo e Orta San Giulio), Dal Pescatore della famiglia Santini, Ilario Vinciguerra Restaurant di Ilario Vinciguerra, Da Vittorio con la cucina dei fratelli Cerea e le raffinate atmosfere di Berton di Andrea Berton.

Tre gamberi

Osteria del Treno

I premi per le migliori trattorie sono andati al Caffè La Crepa della famiglia Malinverno, a La Madia di Michele Valotti, all’Osteria della Villetta dal 1900 di Maurizio Rossi e all’Osteria del Treno (in foto), gestita dal sorridente e ospitale Angelo Bissolotti. Un Posto a Milano di Nicola Cavallaro, fra i premiati del 2016, esce dalla categoria delle trattorie per entrare in quella appena istituita dei bistrot.

Tre mappamondi e Tre bottiglie

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A Milano si trovano gli unici due ristoranti etnici in Italia premiati con i prestigiosi tre mappamondi: si tratta di Iyo (in foto), gestito da Claudio Liu, e di Wicky’s Wicuisine Seafood di Wicky Pryan. Al Donizetti, wine bar di Bergamo gestito da Massimo e Ornella Locatelli, si conferma meritevole delle Tre bottiglie, grazie alle centinaia e centinaia di etichette custodite e proposte ai clienti.

Le migliori cucine

Nove sono infine le migliori cucine di Milano e dintorni. Il punteggio, da 53 a 55 per i primi in classifica, tiene conto esclusivamente della qualità dei piatti proposti in tavola; servizio e validità della cantina sono valutati separatamente, concorrendo poi alla formazione del voto finale in centesimi.

  1. Joia, MilanoLa cucina vegetariana e vegana di Pietro Leemann, presso il ristorante Joia, conquista 53 punti: un’esperienza “illuminante anche per il più accanito dei carnivori”, secondo il giudizio del Gambero Rosso. Servizio e cantina si aggiudicano rispettivamente 16 e 15 punti; un punto bonus per l’eccezionale selezione di formaggi porta il totale a 85.
  2. Ristorante CraccoLa cucina di Carlo Cracco, presso l’omonimo ristorante, guadagna 54 punti. Nel complesso il ristorante di via Victor Hugo ne ottiene 87, con due forchette: 16 punti per il servizio, 17 per la cantina.
  3. vun park hyattDue forchette e 53 punti per Andrea Aprea, chef del ristorante Vun dell’Hotel Park Hyatt Milan, a pochissimi passi dal Duomo. Il menu comprende piatti d’ispirazione partenopea e padana, resi ancora più piacevoli dal servizio del maître Nicola Ultimo, che merita 18 punti. Con i 17 guadagnati dalla cantina, il punteggio raggiunge gli 88.
  4. mistralEttore Bocchia, chef del Mistral del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, ottiene 54 punti; in buona parte per la sua capacità di scovare e di utilizzare materie prime di altissima qualità, secondo il giudizio del gambero. La ricercatezza del servizio aggiunge 18 punti, la cantina 16; un punto bonus, per la splendida vista sul lago, porta il totale a 89.
  5. bertonLa cucina di Andrea Berton, nel suo ristorante ospitato fra i grattacieli di Porta Nuova, vale 54 punti. Il privilegio di poter osservare la brigata al lavoro attraverso un vetro che separa la sala dalla cucina aggiunge due punti bonus; il servizio da 18 e la cantina da 16 portano il totale a 90.
  6. Ilario Vinciguerra (Ilario Vinciguerra Restaurant) e Antonio Guida (Seta del Mandarin Oriental Milano) ottengono 54 punti per le loro creazioni gastronomiche; nel loro caso, anche il totale li porta in parità, a quota 91. Notevoli nel caso di Vinciguerra la selezione delle grappe e l’incantevole giardino dove attardarsi per l’aperitivo; ma il complesso urbano dei palazzi storici riadattati per ospitare l’hotel Mandarin Oriental non è da meno, rivelando gradevoli scorsi nel centro della città. Vinciguerra guadagna 18 punti per il servizio, 17 per la cantina e 2 bonus; il Seta un punto bonus e 18 sia per la cantina sia per il servizio.
  7. dal pescatoreAntonio e Nadia Santini accolgono i loro ospiti Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio con una cucina che merita 53 punti. Ad accompagnare il menu, una location suggestiva all’interno di un’elegante casa di campagna, valevole di ben due punti bonus. Un servizio da 19 e una cantina da 18 portano il totale a 92, con tre forchette.
  8. villa_crespiIn testa alla classifica, il nuovo arrivato nella guida di Milano (ma non in quella nazionale): Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo, le cui creazioni culinarie storiche e del 2016 meritano ben 55 punti. La suggestiva villa d’ispirazione moresca affacciata sul Lago d’Orta gli vale ben 2 punti bonus; il servizio e la cantina, entrambi da 18, portano a confermare anche per il 2017 le tre forchette e i 93 punti.

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