Più che fresco: 9 pietanze che mangiamo “vive”

26 luglio 2016

Gustare il cibo vivo è un’abitudine assai diffusa ai giorni nostri. Un trend moderno che affonda le sue radici nel passato, frutto di tradizioni culinarie antiche di popoli diversi. Molluschi, crostacei, insetti, formiche ancora vivi nel piatto mettono alla prova i palati più coraggiosi, lasciando in bocca sapori incredibili, decisi. Ecco quali sono i più diffusi e apprezzati: voi, li mangereste?

  1. sannakjiSannakji: dalla Corea un piatto che meraviglia, un polpo tagliato a piccoli pezzi condito con olio di sesamo. Una volta servito nel piatto, i tentacoli potrebbero ancora muoversi, quindi si consiglia di masticare con molta prudenza poiché questi, appena ingurgitati, potrebbero creare il rischio di soffocamento. È ottimo servito anche con lattuga e kimchi.
  2. ricci di mareRiccio di mare: di antiche tradizioni marinare, un cibo che fa gola. Dal sapore straordinario, è un frutto che si mangia preferibilmente d’inverno e primavera. Nel mangiarlo, fate attenzione a non pungervi con gli aculei. Altrimenti optate per un più tranquillo uni, un bocconcino di sushi al riccio di mare.
  3. ostricheOstriche: la ragione del fatto che questo cibo sia servito esclusivamente vivo sta nel fatto che il frutto, una volta separato dalla conchiglia, muore rapidamente, deteriorandosi in tempi brevissimi. Per questo le ostriche sono consumate direttamente dalla conchiglia, ancora vive.
  4. odori ebiOdori ebi: anche detto la danza del gambero, è una prelibatezza dell’ambito del sashimi. Dal Giappone, è un gamberetto che, sapientemente preparato, raggiunge il piatto con l’antenna e le gambe ancora in movimento, seppur privato della testa che spesso gli è servita accanto fritta.
  5. odori donOdori don: un piatto di origini giapponesi, a base di calamaro. Dalla testa è ricavato il sashimi che costituirà con altri pesci la base del piatto. Un piatto tanto curioso quanto il balletto inscenato dai tentacoli del pesce (ormai privato della testa) quando entra in contatto con la salsa di soia con cui è irrorato per insaporirlo.
  6. ikizukuriSashimi Ikizukuri: un pesce sfilettato e servito ancora vivo. A volte la scelta può ricadere anche su frutti di mare, gamberetti, aragoste o polpi. Il pesce è presentato nel piatto sfilettato abilmente dallo chef con semplici tagli. Spesso è accompagnato da alghe di mare, zenzero o limone.
  7. drunken shrimpsDrunken shrimps: direttamente dalla Cina i gamberetti di acqua dolce, molto diffusi ad Hong Kong. Il gambero deve essere freschissimo, questo perché il procedimento di cottura tende a esaltarne il gusto: imbevuto nel vino (praticamente ubriaco di vino di riso cinese), va bollito vivo per circa 1 minuto e mezzo in acqua e zenzero e impiattato velocemente. Una corretta procedura contribuirà a rendere il piatto irresistibilmente delizioso. Da servire anche con salsa di soia.
  8. Casu MarzuCasu marzu: ossia il formaggio con i vermi. Tipico della Sardegna, dal gusto morbido, è leggermente piccante e cremoso grazie alla presenza della larva della cosiddetta mosca casearea. Il metodo di produzione è ancora quello antico: preferibilmente in primavera, le pezze di pecorino sono lasciate in locali aperti dove vengono punte dalla cosiddetta mosca del formaggio, la quale depone le uova che in 3-6 mesi diventeranno larve, da consumare insieme al formaggio.
  9. insalata di formiche nomaFormiche: quelle più rinomate sono servite al Noma, il ristorante di Renè Redzepi, a Copenaghen. Un ristorante che ha allargato gli orizzonti culinari, dove il piatto più famoso è proprio un insalata condita con formiche trattate in maniera che si muovano più lentamente. Qualcuno dice che sia un piatto indimenticabile.

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