La pasta non fa ingrassare (gli sportivi)

4 agosto 2016

Buone notizie per gli sportivi amanti della pasta che a causa della forma fisica hanno deciso di rinunciarvi. Secondo un recente studio italiano il consumo di pasta contribuisce a diminuire l’indice di Massa CorporeaL’alimento viene quindi consigliato soprattutto a chi fa sport e quindi anche agli atleti impegnati alle prossime Olimpiadi di Rio. E proprio in occasione della manifestazione sportiva che partirà il prossimo 5 agosto, saranno servite 2,7 tonnellate di pasta ad atleti e addetti ai lavori dei Giochi Olimpici: 100o piatti di spaghetti e fusilli al giorno per circa tre settimane. La ricerca è stata condotta dal Dipartimento di Epidemiologia dell’Irccs Neuromed di Pozzilli e pubblicata sulla rivista scientifica Nutrition and Diabets.

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Nel corso dello studio sono state prese in esame oltre 23 mila persone che a loro volta sono stati divisi in due grandi studi: Moli-sani e Inhes (Italian Nutrition & Health Survey): Analizzando i dati antropometrici dei partecipanti e le loro abitudini alimentari -ha dichiarato George Pounis uno degli autori della ricerca- abbiamo visto che il consumo di pasta, diversamente da quello che molti pensano, non si associa a un aumento del peso corporeo. Al contrario: i nostri dati mostrano che mangiare pasta si traduce in un più salutare indice di massa corporea, una minore circonferenza addominale e un miglior rapporto vita-fianchi”. Quindi, se siete degli sportivi, nella vostra dieta la pasta non deve mai mancare: da anni anche le più importanti organizzazioni scientifiche  di nutrizione internazionale consigliano un consumo di carboidrati, semplici e complessi che devono essere assunti prima durante e dopo l’allenamento e le gare.

dieta dello sportivo

Il fabbisogno di carboidrati aumenta proporzionalmente al crescere delle ore settimanali e all’intensità degli allenamenti – ha spiegato Michelangelo Giampietro nutrizionista e medico dello sport – per la popolazione generale è di 2-3 g per ogni chilo di peso corporeo, ma nel caso degli atleti triplica (6-10 g. per kg). Ed è ancora superiore (10-12 g per kg nei giorni precedenti alla gara) per maratoneti, nuotatori di fondo, triatleti o ciclisti”.

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