In Italia arriva la legge Anti-Spreco

4 agosto 2016

La metà del cibo prodotto nel mondo finisce nella pattumiera pur essendo ancora commestibile. Succede per vari motivi: un surplus di prodotti rispetto alla domanda effettiva del mercato, l’incapacità di sfruttare gli alimenti al 100% e la pigrizia di non controllare le date di scadenza e impegnarsi affinché qualcosa davvero cambi. Le azioni di chef, blogger e personalità del mondo gastronomico, sono state più o meno assidue e rilevanti, ma la svolta effettiva arriva dallo Stato Italiano, il quale ha finalmente approvato una “legge organica sul recupero delle eccedenze e sulla loro donazione per solidarietà sociale” (secondo quanto ha dichiarato la deputata PD Maria Chiara Gadda), ossia una legge anti-spreco.

spreco di cibo

Per farla breve, si tratta di una legge che premia chi non spreca il cibo, approvata con 181 sì, due no e 16 astenuti e simile a una legge approvata in Francia qualche mese fa. al contrario della legge francese, non c'è penalizzazione per chi spreca ma si premia chi non lo fa Nello specifico, possiamo dire che la rivoluzionaria norma fa leva sulla semplificazione dei termini di scadenza e conservazione dei cibi: una confusione che sembra essere la causa principale dello spreco e che condurrebbe a donare i cibi più agevolmente e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Al contrario della legge francese, nessuna penalizzazione colpisce chi spreca, ma chi non lo fa gode senza dubbio di alcuni incentivi che consentono la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e la loro cessione a titolo gratuito a onlus ed enti pubblici. Il pane, ad esempio, potrà essere donato nell’arco delle 24 ore dalla produzione, mentre nel settore della ristorazione si farà di tutto per incentivare l’uso delle doggy bag, permettendo ai clienti di portare a casa i propri avanzi.

spreco di cibo

Inoltre è possibile donare anche i cibi e i farmaci con etichette sbagliate, purché le irregolarità non riguardino la data di scadenza del prodotto o l’indicazione di sostanze che provocano allergie e intolleranze. Non sarà poi richiesta la forma scritta per le donazioni gratuite di cibo, farmaci e altri prodotti e saranno coinvolte nella prevenzione dello spreco anche le mense scolastiche, aziendali e ospedaliere. Infine più spazio alle produzioni a chilometro zero, che dovranno essere promosse dal ministero delle Politiche agricole nel quadro di azioni mirate alla riduzione degli sprechi. Secondo il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina la legge in questione è un passo avanti anche rispetto agli argomenti trattati nel corso di Expo Milano 2015 e nella Carta di Milano. L’obiettivo è quello di “recuperare un milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi”.

cibo sprecato

L’Italia sembra essere sulla buona strada per essere il Paese leader nella lotta anti spreco e, secondo Gregorio Fogliani – che con il progetto no profit Pasto Buono è riuscito a recuperare 500mila pasti l’anno: “se tutti i pubblici esercizi italiani mettessero a disposizione le loro eccedenze, con una media di 20 pasti al giorno, si potrebbero distribuire addirittura 7 milioni di pasti quotidianamente”. Il suo obiettivo sarebbe quello di raddoppiare la posta in gioco – da 500mila pasti recuperati a un milione – ma l’Italia, tutta insieme, può fare molto di più.

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