Open Baladin Fest 2016: cosa mangeremo?

25 agosto 2016

Dal 2 al 4 settembre, in Piazzale Valdo Fusi a Torino, torna lo spettacolo di Teo Musso e del birrificio Baladin. In questi tre giorni di Open Baladin Fest si festeggeranno i primi 20 anni di birra viva. I visitatori, che anche quest’anno come gli scorsi affolleranno la piazza, potranno assaggiare duecento birre di duecento birrifici italiani.

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I birrai saranno tutti lì, pronti a rispondere alle domande, a raccontare e spiegare le birre in degustazione. E come se non bastasse, oltre a loro anche Lorenzo Dabove, Kuaska -l’esperto di birre più famoso d’Italia- sarà presente per avvicinare i curiosi o i neofiti al complesso mondo brassicolo italiano: introdurrà agli stili, presenterà i birrifici e racconterà come si degusta una birra, creando dei veri e propri momenti di formazione birraria. Farà scuola.

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In questo girovagare per il Belpaese nessuna regione sarà dimenticata, ciascuno potrà tracciare il proprio percorso birrario da nord a sud, o zig zagando tra gli stili. Disegnerà una geografia del gusto che promette alta qualità. A questo programma ambizioso che, come tutto chez Baladin, non passa inosservato si aggiunge una appetitosa offerta gastronomica. Ecco cosa mangeremo all’Open Baladin Fest.

  1. polpetteria norma 1Le polpette, quelle tonde che appagano e consolano, da smangiucchiare senza pensiero tra una Wit e una Golden Ale. E di tutti i tipi, perché la Polpetteria Norma di Torino ne prepara di salate (sia di carne sia di pesce) e di dolci. Se la classica polpetta di magro non vi basta, buttatevi su quella Cocco e mango, con perline di tapioca, latte di cocco, mango, zucchero, scorza di limone, e ovviamente cocco.
  2. bombetteLe bombette, una specialità di vera macelleria proveniente dalla Puglia. Si tratta di fettine di capocollo chiuse a involtino, ripiene di formaggio canestrato pugliese, sale, pepe e prezzemolo, cotte alla brace. In particolare, quelle che troverete all’Open Baladin Fest arrivano dalla Valle d’Itra, e a togliervele dal braciere saranno Quelli della bombetta, già presenti alla scorsa edizione.
  3. LampredottoLa descrizione può far languire coloro che non possono far a meno dello street food. Ci limiteremo quindi a citare di cosa si tratta: il lampredotto e la trippa fiorentina. L’abomaso e le altre parti dello stomaco del bovino, se cucinati con sapienza, sanno sfamare e deliziare anche i palati più esigenti. All’Open Baladin Fest, ci sarà anche i lampredottai toscani.
  4. La preparazione dello gnocco frittoChi conosce l’Emilia sa bene che lo gnocco fritto è uno di quei comfort food di indiscutibile successo. È una sottile pasta simile al pane – ma non uguale! – fritta, e cambia nome a seconda della città in cui viene mangiato. Si chiama infatti crescentina, chisolino, pinzino e finanche torta fritta. Ma la sensazione è sempre la stessa: ci fa sentire coccolati, sazi e compiaciuti e, ripieno di salumi, lo gnocco fritto diventa il cibo degli dei.
  5. poormangerE se vorrete cedere ancora alla gola con un piatto altamente soddisfacente non perdete la patata ripiena del piemontese Poormanger. I tuberi – provenienti dal Piemonte – vengono cotti al forno e incisi sul lato più lungo, poi farciti con il solo utilizzo di ingredienti italiani: olio di oliva ligure, formaggi, preparazioni sott’olio e ortaggi di stagione. Potrete fare il bis.
  6. pescheria gallinaPer venire incontro a chi proprio non vuole dimenticare il mare, Baladin propone anche la paranza nel cono della Pescheria Gallina. Un angolo di paradiso per gli amanti del pesce che, in circa 96 anni di attività, si è guadagnato diversi riconoscimenti da parte della Camera di Commercio di Torino, di Slow Food oltre all’affetto incondizionato da parte di generazioni di torinesi.

open baladin torino

A completare la proposta culinaria, ci sarà la cucina del locale Open Baladin di piazzale Valdo Fusi che proporrà fritti e hamburger, che utilizzeranno nella ricetta Presìdi Slow Food, come l’ormai classico hamburger di manzo piemontese La Granda. Provare per credere.

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