Open Baladin Fest 2016: cosa si beve

26 agosto 2016

Dove? Torino, nel piazzale Valdo Fusi – sede di Open Baladin Torino. Quando? 2-4 settembre. Venerdì dalle 18 all’1. Sabato e domenica 4 dalle 12 all’1. Cosa? L’Open Baladin Fest. E veniamo a noi. Una delle grandi differenze tra un appassionato di birra, un po’ beer geek a essere sinceri, e uno a cui la birra sì, piace, ma non è tra le prime cose che cerca in un festival è la lista di che cosa si può assaggiare. Molto corposa a dire la verità l’offerta brassicola. Duecento birre per duecento birrifici. Ammettiamolo, è un programma che può incutere timore, soprattutto a chi non ha idea di che cosa scegliere.

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Per affrontare il percorso tra questi duecento birrifici come un vero professionista, e non come un bighellone né come un sonnambulo (Floch insegna), serve una preparazione. Armatevi di street food preparato per l’occasione e scorrete la lista completa dei birrifici e cercate di individuare a) qualcosa che vi incuriosisce a prima vista; b) qualcosa di cui avete sentito parlare e che desiderate provare; c) qualcosa che, al contrario, è assolutamente da scartare. Dopodiché prendete qualche appunto e siete pronti: liberi di seguire la vostra personale lista, oppure quella che vi propongo qui sotto o ancora di lasciarvi guidare dal caso.

  1. LOVERBEERLoverbeer, Serpilla 2016, Farmhouse Ale. Birra, legno e mosto d’uva sono le tre parole d’ordine di questo birrificio di Marentino, guidato da Valter Loverier. La Serpilla è una birra che ha come base la Saison de l’Ouvrier (sour ale con 20% di mosto di uva Barbera) e aggiunta di Timo Serpillo. Se la scusa è che l’avete già assaggiata l’anno scorso non vale: il risultato della botte 2016 potrebbe avere delle differenze ragguardevoli.
  2. demon hunterMontegioco, Demon Hunter, Strong Ale. Riccardo Franzosi, birraio di Montegioco, ha fatto del Metodo cadrega un mantra: ovvero si siede e lascia che il tempo agisca. Ma credere che la Demon Hunter sia il risultato solo dell’agire del tempo sarebbe un errore: pazienza e sapienza, nella birrificazione come in molte altre cose, vanno a braccetto.
  3. picobrewPicobrew, SchwarzeNegher, Schwarz. Chi è di casa a Milano, soprattutto in zona Navigli, potrebbe aver notato la cargo bike di Pietro Tognoni e soci farsi strada tra la folla. È il progetto di PicoBrew, beerfirm che ha già brassato buone birre, come la Big Up, e che adesso ci prova con una bassa fermentazione. Di quest’ultima creazione dicono: “SchwarzeNegher è una birra scura pronta a colpire le vostre papille gustative con la stessa forza del governatore della California.”
  4. turbacciTurbacci, Riserva 2011, Flemish. Il birrificio Turbacci di Mentana, a una ventina di chilometri da Roma, è uno di quelli che entra nel novero dei pionieri. Nel 1995, quando molti di noi ancora si scolavano birre per lo più insapori, regno dei malti di riso e di mais, la famiglia Turbacci già tirava fuori qualche prodotto diverso dalla massa. Con la Riserva 2011 hanno cercato di riprodurre una Flamish Red Ale dal lungo invecchiamento, con l’aggiunta in fermentazione di batterio lattico. Marco Turbacci ce la descrive così: “Ha un bel color rosso rubino con una leggera opalescenza. Schiuma dalla poca persistenza, chiara dai riflessi rosa. Al naso risulta fresca e si percepiscono sentori vinosi, di uva, frutta rossa e floreali. In bocca è poco carbonata e dal corpo leggero. Un’acidità delicata subito percepita accompagna la bevuta che evolve scoprendo frutta rossa, pesca acerba ritrovando sul finale e nel retrogusto una buccia d’arancia amara che le dona un gran equilibrio e la rende piacevolmente lunga. Ottima come aperitivo e negli abbinamenti più classici previsti dallo stile”.
  5. kamunKamun, Nucis, Brown Ale. La Nucis di Kamun, birrificio della provincia di Alessandria, trae ispirazione dallo stile Brown Ale, rivisitato utilizzando speciali malti tostati e nocciole piemontesi, anch’esse tostate in forno a legna. Da questa birra aspettatevi un corpo pieno e dei sentori caldi di liquirizia mandorla e nocciola, in una bevuta, però, che non teme il lungo sorso.

I prezzi della birra? La moneta di scambio sono gettoni del valore nominale di € 2 da cambiare alle casse. Oppure Kit degustazione € 5: 1 bicchiere Mini-Teku in vetro marchiato Open Fest + 1 pochette marchiata Open Fest + 1 gettone. Un gettone da diritto ad un assaggio da 20 centilitri. La prevendita dei gettoni è già partita, fatene incetta se avete voglia di godervi a pieno la festa.

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