Lorenzo Cogo: compio 30 anni e apro un nuovo El Coq

29 agosto 2016

Non capita a tutti di compiere 30 anni e di regalarsi un nuovo ristorante. A Lorenzo Cogo sì. Il già più giovane chef stellato d’Italia ha chiuso lo scorso giugno a Marano Vicentino e ha riaperto il 19 luglio il nuovo El Coq nel cuore di Vicenza, in piazza dei Signori, di fronte alla Basilica Palladiana. Lo abbiamo rincorso (e stressato) con le nostre domande, ma ne è valsa la pena.

lorenzo cogo

Dopo 5 anni a Marano Vicentino, in quale direzione si sta evolvendo la cucina di El Coq?
A Marano Vicentino sono stati anni molto intensi e pieni di soddisfazioni. Marano ci ha dato tanto, sia dal punto di vista del territorio, sia dei prodotti e di tutte quelle persone che hanno partecipato alla storia del ristorante. La cucina di El Coq è cambiata con me, cambia sempre secondo i miei umori e il momento che sto passando e vivendo, e adesso si è aperta a una piazza più grande. Dopo questa nuova partenza, ci sentiamo pronti a espanderci ancora.

Perché hai scelto di aprire a Vicenza?
Vicenza è una città splendida, a soli a 25 minuti di strada da Marano Vicentino. L’ho sempre guardata con occhi speciali. Inoltre negli ultimi anni è cresciuta molto, grazie anche a un’amministrazione comunale che ha fatto davvero tanto per far crescere la città. Credo che la città meritasse un ristorante fine dining proprio qui in centro, visto che qui da noi gli stellati sono tutti in provincia. Il prestigioso Caffè Garibaldi, in cui ora ci troviamo, è un palazzo storico che sorge nella piazza dei Signori, con vista sulla Basilica Palladiana: ci troviamo in un contesto ben diverso da prima e ora, oltre che a cercare di creare capolavori con la nostra cucina, dobbiamo non sfigurare davanti a questo capolavoro architettonico. Io poi sentivo la necessità di portare la mia cucina in un posto più grande, che rimanesse vicino alla città natale di El Coq e soprattutto scegliendo un luogo che possa rappresentare ciò che sono io, con la mia tradizione legata alla cucina di ricerca che mi rappresenta.

el coq 2

Ci racconti come sarà il sistema del nuovo El Coq, quali gli orari e la carta delle colazioni e dei drink after dinner del Caffè Garibaldi?
El Coq, ristorante gourmet, è al primo piano del Garibaldi, siamo aperti tutti i giorni (tranne il martedì) ma solo la sera per questi primi mesi, poi sicuramente apriremo anche a pranzo (su prenotazione). La sala è un gioco di specchi, luci e toni chiari tendenti all’azzurro. Siamo passati dal marrone e ai colori della terra grezza a qualcosa di luminoso e più definito rispetto al design di prima. È collegata alla cucina a vista e sempre in sala abbiamo anche posizionato un banco da showcooking che è utilizzato anche dai camerieri durante il servizio, in collaborazione con Ilve Cucine. I piatti, una linea firmata El Coq, in grès, sono interamente stati creati dai ceramisti di Nove, vicino Bassano. Al piano inferiore, il Caffè Garibaldi con la mattina colazioni e pasticceria interamente fatte dal nostro bravissimo pasticciere Andrea Gandolfo da Torino, ma anche aperitivi, cocktail e una carta bistrò. Abbiamo iniziato l’offerta del cibo con un menu un po’ particolare e un po’ street: pizza fritta in collaborazione con Gino Sorbillo, il nostro Coq Burger con Mais Marano e anche in versione Japan con polpetta di pesce, i nostri toast e una serie di tacos in vari gusti. Abbiamo appena aperto e la città sta reagendo molto bene, abbiamo anche molti turisti, un target veramente interessante.

el coq 3

Hai un ingrediente preferito? Qual è adesso il tuo piatto icona?
Tutte le piante aromatiche e le erbe spontanee sono i miei ingredienti preferiti. Il dragoncello in questo momento è l’ingrediente che preferisco. Il mio piatto icona? Sicuramente il Risotto alla genziana, peperone rosso e ristretto di prugna selvatica fermentata. Ha quasi 2 anni questo piatto ma non riesco a toglierlo dal menu, proprio perché mi piace prepararlo e perché rappresenta a pieno i miei gusti, acido, amaro per terminare con una nota dolce finale.

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  • Rodolfo Hernandez

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