Mele d’Italia: viaggio tra IGP e DOP

5 settembre 2016

Ha avvelenato Biancaneve, fatto scoprire la legge di gravitazione universale a Newton e tolto il medico di torno a molte persone, per non parlare di tutto lo strazio tra Adamo, Eva e Serpente. negli anni si è andata intensificando la volontà di tutelare i prodotti migliori, assicurando livello di qualità elevati con igp e dop La mela è un frutto dai significati simbolici infiniti, ma resta anzitutto un alimento gustoso, succoso, versatile. Dal punto di vista strettamente botanico è soltanto un falso frutto: quello effettivo si identifica con i semi contenuti nel torsolo. Presente sulle nostre tavole ormai tutto l’anno, si usa fresca o lavorata; può dar vita a salse e intingoli, arricchire insalate o nobilitare piatti di cacciagione, ma si sfrutta soprattutto in pasticceria, con strudel, purea, torte ripiene, frittelle, a cui bisogna aggiungere bevande come il sidro.  Oltre a favorire la digestione, risulta benefica per molti aspetti: è efficace come antiossidante e come apportatore di vitamine e sali minerali.  In Italia il consumo di mele si aggira attorno ai 15 chili l’anno per ogni individuo, mentre la produzione arriva a sfiorare le due tonnellate; ancor più rilevante è il dato sull’esportazione: l’Italia si classifica terza, dopo Cina e Polonia. Negli anni si è andata intensificando la volontà di tutelare i prodotti migliori, assicurando ai consumatori livelli di qualità sempre più elevati; tali contribuiti sono sfociati nei riconoscimenti europei di Indicazione Geografica Protetta (IGP) e Denominazione d’Origine Protetta (DOP). Ecco le 5 qualità italiane che custodiscono la bontà delle nostre mele.

  1. golden deliciousMela Alto Adige-Sudtiroler Apferl. Siamo in una delle più ampie zone d’Europa dedicate alla frutticoltura, dove oltre 7000 piccole aziende si occupano di coltivazione di mele. Quest’area, compresa tra la Valle dell’Adige e la Val Venosta, offre alle piante almeno 2000 ore di sole all’anno, ma anche primavere piovose, necessarie per l’apporto idrico; allo stesso tempo le Alpi proteggono i raccolti dai venti. Ben 11 varietà di mele dell’Alto-Adige hanno ottenuto nel 2005 il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta, garantendo ai frutti e al terreno tutti i benefici della coltivazione integrata; le specifiche direttive di Agrios (Gruppo di lavoro per la frutticoltura integrata dell’Alto Adige) mirano infatti alla diffusione di misure ecologiche e al rispetto di insetti e organismi utili, oltre che a garantire elevati standard di qualità. Le varietà che sono esportate in tutto il mondo come specialità regionali sono Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Braeburn, Granny Smith, Fuji, Morgenduft, Jonagold, Winesap, Elstar, Idared.
  2. red deliciousMela di Valtellina.  Preservata da un apposito Consorzio nato nel 1952, alla Mela di Valtellina è stata riconosciuta l’Indicazione Geografica Protetta nel 2010. La zona di produzione riguarda la sola Valtellina, tra i comuni Ardenno e Grosio della provincia di Sondrio. La cura dei coltivatori mira a produrre frutti saporiti, aromatici e immediatamente riconoscibili, per il colore vivo e la lunga conservabilità. Le varietà  prodotte sono 3: Gala (dolce e succosa), Golden Delicious (fresca e aromatica), Red Delicious (croccante e profumata). Imprescindibile è il metodo di coltivazione, basato su criteri di rispetto dell’ambiente, limitando quanto più possibile l’utilizzo di agenti chimici.
  3. FujiMela Rossa Cuneo. Dal Piemonte arriva una specialità regionale valorizzata con l’Indicazione Geografica protetta nel 2013. Secondo il disciplinare questa dicitura comprende le varietà Red Delicious, Gala, Fuji,  Braeburn, coltivate con apposite tecniche in alcuni comuni, con altitudine compresa tra i 250 e gli 800 metri, della province di Cuneo e Torino. Tali tecniche sono meticolosamente normate, ponendo attenzione a ogni fase di produzione, per garantire il più alto livello di qualità possibile. Le mele Rosse Cuneo devono essere immediatamente riconoscibili, grazie alla colorazione rosso brillante e alla luminosità della pelle; la polpa risulta poi particolarmente soda e aromatica.
  4. val di nonMela Val di Non. L’unica Denominazione d’Origine Protetta italiana è assegnata alle mele di varietà Golden Delicious, Red Delicious, Renetta Canada coltivate nei territori della provincia di Trento; più precisamente si fa riferimento al bacino idrografico del torrente Noce. I frutti devono assicurare un elevatissimo standard di qualità, riscontrabile nell’aspetto pulito e fresco, nella colorazione,  nella croccantezza, nel tenore di zuccheri; all’assaggio le mele devono rivelare specifiche caratteristiche organolettiche: la Golden Delicious deve risultare succosa, con un retrogusto dolce-acidulo; la Red Delicious si distingue per la polpa pastosa dal sapore dolciastro; la Renetta si presenta, a seconda del grado di maturazione, croccante e acidula, poi dolce e tenera.
  5. mela_annurca_Melannurca Campana. Il marchio IGP le è stato assegnato nel 2006, a protezione di un frutto di per sé originalissimo: si tratta di uno dei rari casi di mela coltivati in Sud Italia. Alla vista la melannurca appare bruno-rossastra, all’assaggio la polpa si rivela succosa e croccante. Di origine antichissima, se ne riconoscono delle rappresentazioni già negli affreschi di Ercolano e citazioni nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Le province interessate dalla produzione di Melannurca sono Avellino, Benevento, Napoli, Caserta, Salerno, in aziende di piccole e medie dimensioni. Peculiari sono le fasi di produzione: le mele devono essere raccolte ancora acerbe per attraversare la cosiddetta fase di arrossamento, un maturazione al sole di circa quindici giorni.

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