Il vino è tricolore: Italia primo produttore mondiale

10 settembre 2016

Il momento è sempre buono per alzare il calice e concedersi un brindisi, ma questa volta le ragioni per festeggiare sono davvero importanti. L’Italia, infatti, si conferma come il leader mondiale nella produzione dei vini, almeno stando alle stime per la vendemmia 2016. È quanto emerge dai dati di Unione Italiana Vini (UIV) e di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), con ben 48,5 milioni di ettolitri previsti per l’anno in corso.

Il vino italiano in tutto il mondo

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Sebbene la produzione sia in lievissimo calo rispetto al 2015, anche per il periodo di vendemmia in corso l’Italia si conferma come leader mondiale per la produzione di vino. Dalle Stime di UIV e Ismea, presentate lo scorso 6 settembre in una conferenza stampa al Ministero delle Politiche Agricole, saranno 48,5 i milioni di ettolitri in via di produzione. Un dato che permetterà allo Stivale di superare nuovamente i cugini d’Oltralpe, con 42,9 ettolitri, nonché la vicina Spagna, attestata su circa 42 milioni. “Nonostante una primavera non proprio ottimale – riferisce Antonio Rallo, presidente UIV – l’Italia è riuscita a mantenere il primato di produzione, superando ampiamente Francia, Spagna, Germania e Portogallo. Nei primi cinque mesi del 2016, le esportazioni sono cresciute del 4% e questo ha permesso ai produttori di sopperire a un calo relativo sul mercato nazionale. Basti pensare che, anche su un mercato come quello cinese, abbiamo avuto un +9% di esportazione in volumi e un +12% in termini di valore”.

Veneto al top

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All’interno del territorio italiano, si registra un circolo virtuoso in tutte quelle regioni dove il mantenimento delle vigne, e la produzione di vini, è da sempre grande tradizione. In particolare in Veneto, una regione che conquista nuovamente la pole position interna con il 20% del vino tricolore. Seguono quindi Emilia Romagna e Puglia, con il 15% rispettivamente, mentre qualche lieve calo si registra per Sicilia, Toscana e Campania. Il consumo viene principalmente all’interno del territorio dello Stivale, ma anche l’export cresce fino a livelli record.

Piena soddisfazione, così come riferisce AdnKronos, anche per i vertici di Ismea. Così ha spiegato il Direttore Generale Raffaele Borriello: “La leadership internazionale italiana nel vitivinicolo ormai è strutturale e consolidata e il settore sta evolvendo soprattutto in senso qualitativo. Il mantenimento di una simile portata di volumi è certamente importante, ma è necessario non perdere di vista l’aspetto qualitativo. I grossi investimenti sugli impianti, anche in anni di crisi, fanno prevedere una vendemmia di alto livello qualitativo, cosa che dovrebbe garantire al brand del vino italiano di rafforzarsi sui tutti mercati“.

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