Milano: tornare a Chinatown per provare tutte le novità

12 settembre 2016

Chi pensava che dopo Expo la bolla dei ristorantini e dello street food a Milano si sarebbe sgonfiata ha dovuto ricredersi. In città le aperture di nuovi locali, quasi sempre poco impegnativi e a volte privi persino di posti a sedere, proseguono a tutto ritmo; e ormai spesso al di fuori delle tradizionali zone della movida. L’area che circonda via Paolo Sarpi, Chinatown, ne è un esempio: archiviato il periodo delle rivolte per l’ingrosso, superata la novità dell’isola pedonale, il quartiere continua a ospitare nuove iniziative che attirano curiosi provenienti da ogni parte della città. Ravioli cinesi, noodles artigianali e panzerotti con tartufo: le buone ragioni per passare una serata vicino via Paolo Sarpi sono in continuo aumento.

  1. ravioleria sarpiRavioleria Sarpi. Non ha ancora festeggiato un anno di attività e si è già aggiudicata il premio del Gambero Rosso come miglior cibo di strada in città. La Ravioleria di via Paolo Sarpi 27 è nata dalla collaborazione fra la cucina cinese di Hujian Zhou e la carne italiana dell’adiacente macelleria Sirtori, bottega storica impegnata sul fronte dell’allevamento biodinamico. Al bancone si ordinano ravioli di manzo e zenzero, maiale e porro o vegetariani in porzioni da quattro, oppure crêpes ripiene di uova e carne. Le vicinissime Cantine Isola offrono la possibilità di un ottimo calice come accompagnamento. Non c’è neanche da temere la pioggia: in caso di maltempo, i tendoni delle botteghe cinesi sono aperti appositamente per ospitare gli avventori con un calice in una mano e la forchettina nell’altra.
  2. Wan’z. In via Paolo Sarpi 38, a pochi passi dalla Ravioleria e dall’enoteca, ha aperto nel pieno dell’estate Wan’z, specializzato nelle preparazioni di carne. L’offerta sembra variare di giorno in giorno: troverete il panino con manzo alla griglia e salsa wasabi, la piadina in stile cinese, o gli spiedini di maiale e pollo? Sempre disponibili le zuppe, che in vero stile orientale si possono mangiare sul posto appoggiandosi a un paio di scaffali con sgabelli.
  3. mimì gourmetMimì Gourmet. Proposta totalmente italiana è invece quella di Mimì Gourmet, che da pochissimo occupa un angolo del Chiosco di Mimì, al centro di piazzale Baiamonti. Qui si preparano panzerotti fritti al momento e zucchine ripiene: scegliete se andare sul classico pomodoro e mozzarella o provare la scamorza col tartufo, specialità della casa. In effetti, l’intero chiosco è dedicato a funghi e tartufi: girate intorno alla struttura per entrare da Mimì e fare acquisti di porcini e finferli freschi, secchi o sott’olio.
  4. tang gourmetTang Gourmet. Legato alla strada in modo diverso è Tang Gourmet (via Paolo Sarpi, 17): qui gli avventori hanno la possibilità di accomodarsi all’interno, ma chi passa nella via o aspetta di ritirare la propria ordinazione può ammirare i cuochi al lavoro attraverso l’ampia vetrina che affaccia sulla cucina. Non si tratta solo di cotture, ma di preparazioni a partire dalle materie prime: da Tang Gourmet ravioli e noodles sono fatti in casa, spesso preparati solo al momento dell’ordinazione. I prezzi sono mantenuti bassi grazie al servizio essenziale: si ordina alla cassa, si paga e si attende il piatto al tavolo che ciascuno apparecchia da sé.
  5. Mt. Time. Gelato fritto a parte, difficilmente avrete mai assaggiato dolci in un ristorante cinese. Forse per questo Mt. Time, forno orientale in via Paolo Lomazzo 10, suscita un particolare interesse. Le pareti e l’isola centrale sono arredate da decine di dolcetti dagli ingredienti insoliti, fra cui fagioli, tè matcha e persino carne affumicata: ideale per chi ama il gusto agrodolce, spiazzante per tutti gli altri. Tutti i dolci, sfusi o confezionati, sono preparati e impacchettati nel laboratorio sul retro, a vista dietro la cassa.
  6. KathayKathay. L’emporio internazionale più fornito di Milano non è certo una novità, ma lo è la sua nuova sede, in via Canonica 54. Ora Kathay conta su due piani di allestimento: sono aumentate le proposte di bibite, di tè, di ingredienti non solo orientali e persino di alimenti biologici.
  7. cafè popolarePiazzetta Cesariano – o piazzetta Pacman, per via del murale di Pao – in realtà non esiste. Si tratta della prima parte di via Cesariano: la strada qui si allarga in una zona pedonale con una vasta area giochi circondata da un muretto, su cui si trova il murale di Pao e Linda e su cui gli avventori si accomodano per gustare cibi e bevande venduti dai locali sulla piazza. Negli ultimi mesi infatti l’offerta della piazzetta si è arricchita con il Café Popolare, che propone musica e aperitivi vegani, e con la LibrOsteria di Baravaj e Balandran: il posto giusto se all’aperitivo volete abbinare lo shopping di libri usati, o se volete discutere con l’amichevole barman di quanto bene lo Spritz si abbini con il Braulio.

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