Da Tokyo a Kyoto: lo street food giapponese

14 settembre 2016

Italia e Giappone sono due Paesi più simili di quanto sembri al primo sguardo. Terre di monti e vulcani, entrambi si allungano da nord a sud; entrambi hanno a lungo basato la propria economia sul mare e sull’agricoltura; in giappone come in italia non c'è festa senza cibo di strada, con stand che offrono specialità in ogni periodo dell'anno ed entrambi contano su cucine tradizionali oggi apprezzate in tutto il mondo. Le rispettive diete sono addirittura considerate fondamentali per la longevità degli abitanti: merito di preparazioni semplici e povere di grassi, anche quando al pane si sostituisce il riso e al pomodoro si preferisce il pesce. Ma se il segreto per una lunga vita non fosse solo negli ingredienti, ma anche nel modo di mangiare? In Giappone come in Italia non c’è festa senza cibo di strada, mercati e templi sono affollati di stand che offrono specialità all’aperto in ogni periodo dell’anno. Se volete mettere da parte la scampagnata di Pasquetta per passare al picnic sotto i ciliegi in fiore, questi sono i cibi di strada giapponesi non dovreste perdervi. E visto che Spontini vende pizza al taglio sotto i grattacieli di Shibuya, sarebbe fantastico poter trovare senza troppe difficoltà onigiri e takoyaki anche in Italia.

  1. yakitoriSpiedini. L’eleganza del Giappone è nell’essenzialità. E tutto ciò che serve per mangiare un qualsiasi cibo in strada è in realtà uno spiedino: se poi questo si combina con la cottura alla piastra, il successo è assicurato. In un mercato giapponese trovereste certamente gli ikayaki, spiedini con un piccolo calamaro intero, e gli shioyaki, con sgombri grigliati. Ma qualsiasi pesce abbastanza piccolo (o qualsiasi parte porzionabile di un pesce più grande, come l’anguilla) può finire sullo spiedino. Immancabili sono anche gli yakitori: spiedini di pollo per i quali si utilizza ogni taglio del volatile, comprese pelle e interiora, secondo la scelta del cliente.
  2. takoyakiTakoyaki. Yaki, lo avrete intuito, indica la cottura alla griglia. Tako è il polpo; e i takoyaki sono quindi polpette di polpo cotte sulla piastra. Sono realizzate con una speciale pastella di grano e uova, con ritagli di tempura e pezzetti di zenzero e cipolla verde. Si servono in pratici piatti monouso da tenere in una mano, mentre l’altra è impegnata a gestire le bacchette. Si possono condire con la tradizionale salsa takoyaki e fiocchi di tonnetto essiccato, o in modi più creativi, con avocado, germogli, uova e persino pomodoro e mozzarella. Forse per questo alcuni ristoranti hanno cominciato a servirli anche in Italia.
  3. nikumanNikuman. Se preferite non dover usare spiedini o bacchette, i nikuman sono un’ottima alternativa. Questi panini pallidi e morbidi possono non apparire molto invitanti; ma racchiudono un ricco ripieno di carne di manzo o maiale, cotto al vapore insieme all’impasto, che quindi è particolarmente saporito. Si servono caldi e ne esistono anche versioni con curcuma e curry giapponese (speziato, ma non piccante) o moderatamente dolci, ripiene di fagioli dolci.
  4. onigiriOnigiri. Gli onigiri, avvistati in qualunque manga o serie animata di origine giapponese, sono la vera svolta per pasti leggeri, veloci, gustosi ed economici. Si tratta di polpette di riso avvolte in alga nori e con una grande varietà di ripieni, dal pesce al maiale alle verdure e alla frutta secca (in questo caso il gusto è dolciastro e non si usa l’alga). Confezioni attentamente studiate consentono di mantenere l’alga separata dal riso, e quindi croccante, fino al momento dell’apertura, senza comunque che sia necessario toccare la polpetta con le mani. Gli onigiri in Giappone sono venduti tanto da stand e negozi specializzati quanto dai konbini, minimarket diffusissimi e sempre aperti. Sicuramente anche nei supermercati italiani, vicino alla mozzarella e al parmigiano, si potrebbe trovare un posticino per loro.
  5. dorayakiDorayaki. Ricordate Doraemon, il gatto azzurro proveniente dal futuro? I dorayaki sono il suo spuntino preferito. Si tratta di panini dolci ma non troppo, perché farciti con marmellata di fagioli azuki, e molto poveri di grassi. Le due frittelle che li compongono sono cotte sulla piastra; a volte, soprattutto nelle preparazioni artigianali, possono avere la forma di una crepes arrotolata, invece di quella di un panino. Altro dolce tipicamente mangiato in strada sono i dango, gnocchi di riso glutinoso ovviamente serviti su spiedini: anche questi possono essere insaporiti con i fagioli rossi, con il tè verde o con una salsa a base di soia.
  6. bentoBento. Il modo più semplice per consumare un pasto completo e all’aperto in Giappone è comunque acquistare un bento: un pranzo confezionato con eleganza che comprende riso, udon o soba, pesce o carne, uova, a volte tempura e verdurine sottoaceto. Come in Italia, pasti simili per la pausa pranzo possono essere preparati in casa e portati in ufficio; ma moltissimi lavoratori e studenti invece acquistano i bento in negozi e ristoranti attrezzati. Se vi trovate in Giappone, non mancate di seguire il loro esempio, e mescolatevi ai lavoratori che pranzano ogni giorno nei parchi del centro di Tokyo, dove i grattacieli fanno da sfondo ad aironi e cicale.

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