14 modi per avere una cucina più pulita secondo l’Oms

30 settembre 2016

Credete che basti mettere le provviste nel frigorifero per evitare che vadano a male? Non è sempre così. Se l’aria dentro il frigo non è pulita, se le pareti e i ripiani sono sporchi, se la temperatura non è quella giusta, i cibi possono guastarsi facilmente e rapidamente, cominciando a emettere cattivi odori e assumere un aspetto poco sano. per fare in modo che i cibi non si guastino facilmente e rapidamente bisogna prestare attenzione a molti dettagli Nelle suddette situazioni, infatti, l’Esterichia Coli, la Lysteria, la Salmonella e altri batteri proliferano senza sosta mettendo a rischio tutti gli alimenti. E anche sul lavello, sul piano di lavoro, nel frullatore, tra gli strofinacci, nel portaposate, nella lavastoviglie, sul tagliere e nei contenitori di plastica per cibi può annidarsi una grande quantità sia di batteri che di muffe. C’è un’altra cattiva notizia, della quale bisogna avere piena consapevolezza: secondo un rapporto dell’Efsa, l’autorità europea che si occupa della sicurezza alimentare, il 33% delle malattie di origine alimentare è provocato dalle inadeguate condizioni igieniche relative alla preparazione e alla conservazione domestica dei cibi. E anche Nfs International lancia l’allarme, rilevando che le colonie di microrganismi presidiano di continuo strumenti, superfici, elettrodomestici utilizzati in cucina. Persino l’acqua può diventare un veicolo per la loro diffusione, pensate un po’: e dire che molti credono basti una passata sotto il rubinetto per eliminare il problema. Il quadro è senza dubbio poco incoraggiante, ma qualcosa si può fare. Gli esperti del settore e l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, hanno infatti diffuso una serie di consigli derivanti da recenti ricerche in campo medico, quindi affidabili.

  1. lavare il coltelloInnanzitutto, qualsiasi oggetto o strumento utile per la preparazione dei cibi deve essere lavato con acqua molto calda, possibilmente bollente. In commercio esistono rubinetti specifici per l’erogazione di quest’ultima. È inoltre necessario effettuare l’asciugatura soltanto con carta da cucina o panni che siano davvero molto puliti.
  2. Mai lavare la carne prima di cuocerla, come suggerisce invece la tradizione. Si tratta di un grande errore perché il campylobacter, presente sulle superfici delle carni crude non trattate e soprattutto di volatili, sotto l’acqua si diffonde in modo vertiginoso. Il pollo deve passare subito dal frigorifero ai fornelli, soltanto così il batterio muore rapidamente.
  3. Evitare di mettere vicini cibi cotti e cibi crudi e non lasciare un cibo cotto fuori dal frigo per oltre due ore. Utilizzare contenitori con chiusure ermetiche e procurarsi un abbattitore di temperatura: è in grado di ridurre notevolmente il pericolo di intossicazioni e la degradazione organolettica degli alimenti.
  4. carne surgelataSe si utilizza il barbecue, mai lasciare scongelare gli alimenti all’aria ma passarli subito sulla griglia: il calore elevato ucciderà batteri e altri minuscoli ma agguerriti nemici della salute. Non collocare insieme vegetali e proteine.
  5. Per l’hamburger è bandita la cottura al sangue: si sappia che altrimenti si corrono grossi rischi e che le relative intossicazioni possono agire anche dopo giorni in quanto nel corpo si accumulano tossine molto tenaci. La bistecca può invece essere cotta al sangue, ma si raccomanda estrema prudenza.
  6. microondeIl forno a microonde può diventare una dimora perfetta per la Salmonella, se la temperatura resta sotto i 70 °C e la cottura avviene in modo irregolare. Solo temperature molto alte possono distruggere i batteri.
  7. Utilizzare la sonda, inserendola al centro della carne o del pesce: questo piccolo strumento legge le vere temperature all’interno del cibo, sempre molto più basse rispetto a quella esterna, e adegua i tempi alle necessità di cottura.
  8. Frigorifero pienoNel cassetto della frutta e verdura possono annidarsi migliaia di ospiti sgradevoli; Microban Europe ha riscontrato proprio in questi luoghi la presenza di oltre 7.800 famiglie di batteri, alcune deleterie. Un totale che supera 750 volte il limite di sicurezza alimentare. La conseguenza è che i mal di pancia e le micosi di vario tipo risultano sempre più frequenti. È necessario quindi mantenere sempre una perfetta pulizia delle mani e della cucina: pareti, ripiani, frigorifero, guarnizioni. Non occorre spendere chissà quanto per prodotti specifici, è più che sufficiente il semplice aceto. Se possibile acquistate apparecchi che consentano trattamenti speciali antibatterici proprio per le pareti e le guarnizioni.
  9. Tenere la frutta e la verdura coperte e separate, in modo che l’enorme quantità di gas, microbi e muffe che i vegetali producono non si trasmetta, moltiplicandosi. Separare inoltre frutta e verdura dagli altri alimenti, evitando di inserire negli appositi cassettoni anche i salumi, i formaggi, la carne.
  10. Togliere gli imballi doppi e tripli che contengono colonie di batteri e coprire le confezioni aperte.
  11. avanziI cibi cotti sono più deperibili di quelli crudi, di conseguenza è meglio non tenerli in frigo per più di due giorni e consumarli dopo averli riscaldati ad alte temperature.
  12. La temperatura del frigorifero dovrebbe essere mantenuta sotto i 5 gradi; si fa però presente che frutta e verdura richiedono cira 7-10 gradi mentre per la carne e il pesce occorrono tassativamente 0 gradi.
  13. Evitare l’uso dell’aspirapolvere tradizionale in cucina, poiché il ricircolo dell’aria crea pericolose perdite di sporco e inquinanti. Utilizzate solo apparecchi a vapore.
  14. lavastoviglieAttenzione alla lavastoviglie: secondo una ricerca di Microban, oltre il 60% di questi elettrodomestici non è pulito a sufficienza; le pareti, i cestelli e il fondo si imbevono di odori, muffe, batteri e trattengono residui di cibo, di conseguenza incombe il rischio di intossicazioni. Pare che la lavastoviglie sia l’elettrodomestico più trascurato dagli utenti, convinti che basti l’acqua dei lavaggi per mantenere un buon livello di igiene. Invece, nel momento in cui essa è chiusa, il calore interno crea un ambiente ideale per inquinanti, muffe e batteri che trovano una temperatura ideale per la loro moltiplicazione: da 7 a 50°C. Che fare? Eseguire sempre un lavaggio ad alta temperatura (70°C) soprattutto quando le stoviglie sono molto sporche: molti batteri resistono infatti all’alcalinità dei detersivi; lavare spesso con aceto l’interno e verificare lo stato delle guarnizioni; evitare lavaggi al di sotto dei 50 °C.

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