Quanta carne è giusto mangiare?

6 ottobre 2016

È giusto mangiare carne? Quanta e quale scegliere? Fa bene alla nostra salute? E quanto è eticamente corretto continuare a sfruttare il nostro pianeta? il benessero economico e l'industrializzazione ci hanno condotti a una scorretta educazione alimentare a un consumo irresponsabile di carne Sono tante le ideologie che si avvicendano nel nostro presente, tutte colme di ideali più o meno validi, tutte dettate da un’etica gastronomica senza precedenti e velate da un dato di fatto schiacciante che si districa tra le file, non solo del semplice ed elevato consumo di carne, bensì del consumo irresponsabile della stessa. Il benessere economico e l’industrializzazione ci hanno condotti, nel corso degli ultimi 70 anni, nel baratro di un’involuzione e scorretta educazione dei sapori e delle differenze. Il benessere ci ha condotti in un vortice secondo il quale consumare carne animale equivale a mangiare bene, cancellando dalle nostre abitudini tutti gli altri alimenti importanti, altri sapori che hanno smesso di essere predominanti per divenire un semplice contorno.  Il consumo mondiale di carne negli ultimi 70 anni è aumentato di sei volte: da 45 milioni di tonnellate all’anno del 1950 si arrivati agli attuali 300 milioni di tonnellate, e nel 2050 il fabbisogno previsto di carne sarà di 500 milioni di tonnellate, decuplicato rispetto al 1950 e doppio dell’attuale.

salone

Un barlume di speranza si scorge in un ultimo sondaggio divulgato da Coldiretti, secondo il quale quasi un italiano su dieci ha completamente detto addio a questo alimento, ma il dilemma “Carne sì o carne no?” rimane solido nell’animo dei consumatori, tanto da essere stato argomento di dibattito durante lo scorso Terra Madre Salone del Gusto, all’interno del percorso interattivo Slow Meat. Analizzando il costo reale della bistecca che arriva sulla nostra tavola, mettendo a confronto due modi di produzione – quello industriale e quello sostenibile – Slow Meat ha cercato di chiarire in che modo salvaguardare il vasto e prezioso patrimonio di razze animali addomesticate dall’uomo nei millenni e qual è l’impatto ambientale e sanitario dell’allevamento industriale di carne. Secondo Serena Milano, Segretario Generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità: “Continuare a mangiare carne con i livelli di consumo a cui si è abituato l’Occidente è insostenibile. Allevamenti sempre più grandi e affollati, condizioni di vita innaturali, stress e sofferenze, mangimi di bassa qualità, monocolture, deforestazione ed enormi quantitativi di acqua: è il prezzo dell’industrializzazione della zootecnia. Tutto questo ha gravi conseguenze per l’ambiente, la salute umana, il benessere animale e l’equità sociale. Scegliendo meglio, si possono cambiare le cose”.

tagliare la carne

Il fulcro centrale attorno al quale ruota lo slogan di Slow Meat: meno carne, di migliore qualità, è dunque il vademecum per una vita migliore ed equilibrata, in cui l’uomo non deve privarsi di hamburger, bistecche e quant’altro non manca mai sulle nostre tavole, bensì consumarlo nel rispetto della sua stessa esistenza e della sopravvivenza del Pianeta che lo ospita. A tal proposito è esaustivo e toccante il manifesto di Slow Meat presentato da Richard McCarthy, direttore esecutivo di Slow Food USA, che recita: “Il modello di allevamento industriale ci ha separato dalla ricchezza della biodiversità, isolandoci e limitandoci. Gli animali sono sottoposti a condizioni di tortura, i soldi sono concentrati nelle mani di pochi, e i consumatori sono costretti a fare scelte non etiche. È giunto il momento di rompere questo isolamento”. Come cambiare rotta?

Primo step: educazione all’acquisto

carne certificata

Il primo passo per cambiare le cose consiste nella rivoluzione di un’azione meccanica e ragionevole, ovvero l’acquisto di carne. Se è vero che l’obiettivo della maggior parte delle famiglie è quello di risparmiare, comprando molto con poco, Slow Food controbatte con la necessità di rinunciare all’acquisto di carne il cui prezzo è troppo basso. Il motivo? La scarsa qualità, che nello specifico si concretizza in allevamenti che non rispettano il benessere degli animali, cui èsomministrata un’alimentazione scadente.

Secondo step: con cosa sostituire la carne?

legumi misti

È arcinoto che l’alternativa più valida siano i legumi e per questo Terra Madre Salone del Gusto ha dedicato uno spazio alla rete Slow Beans, informando sulle moltissime proprietà nutrizionali dei legumi e presentando oltre 40 espositori con 188 varietà di legumi a rischio di estinzione salvaguardate dall’Arca del Gusto di Slow Food nel mondo.

La soluzione è tornare al passato

Mani sporche di farina, olio e salsa fatti in casa; il maiale macellato il giorno di festa e le galline regalate per onorare l’amicizia. Ricordi che affiorano nei racconti, che oggi sembrano assurdi e fanno sorridere, non si vive di sola carne ed è giusto riconsiderare le diete dei nostri antenati, ricche di proteine vegetali ma dai quali si scorge l’essenza di una mentalità differente, una vita fatta di piccole gioie in cui il creato e i prodotti della terra avevano ancora un’anima e l’uomo si prostrava al rispetto dei pasti come alla catena della vita. L’industrializzazione ci ha fatti balzare in avanti sommergendoci di malessere travestito da benessere; il commercio ci ha traviati plasmando il nostro stile di vita secondo le esigenze dei ricchi e non secondo quelle della giusta alimentazione. Ma ora sappiamo che il nostro andare avanti è stato solo un tornare terribilmente indietro; sappiamo che non si vive di sola carne e che è giusto riconsiderare le diete dei nostri antenati, ricche di proteine di origine vegetale, e oggi preservate in particolare dalle comunità indigene.

Quanta e quale carne è consigliabile mangiare?

dukan

Non è una domanda semplice alla quale rispondere, poiché varia da persona a persona, in base alle esigenze nutrizionali e all’età. Basandoci sulle linee guida dettate dall’INRAN, il consumo del suddetto alimento dovrebbe essere di circa 300-400 grammi e non superare i 500 a settimana. È preferibile consumare pollo e tacchino, considerati più leggeri e sostenibili, ma variare è basilare. In linea di massima possiamo dire quindi che su circa 500 grammi di carne a settimana, 100 g possono ricoprire il consumo di carne rossa.

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