Perché tutti impazziscono per il pumpkin spice?

7 ottobre 2016

Se vi è capitato di essere negli Stati Uniti o più banalmente in Paesi anglosassoni come il Regno Unito tra settembre e la fine di ottobre vi sarà sicuramente capitato di avvistare lo Starbucks Coffee (o altra catena) di turno e trovarci il famoso Pumpkin Spice Latte, il pumpkin spice latte è una bevanda quasi mitologica, capace di creare una vera mania bevanda quasi mitologica e da sempre, per noi italiani, avvolta da un alone di mistero. Il segreto del suo successo? Un sapore decisamente autunnale supportato da un colore altrettanto autunnale che, seppur nella maggior parte dei casi ottenuto artificialmente, è il segno distintivo della catena americana e di tutte quelle che l’hanno seguita e oggi la copiano. Il Pumpkin Spice Latte non è altro che latte caldo con caffè espresso e una miscela di spezie ovvero cannella, noce moscata e chiodi di garofano, a cui si aggiunge un piccolo quantitativo di purea di zucca. Il tocco finale è la panna montata fredda cosparsa con lo stesso mix di spezie.

Il connubio con l’autunno

pumpkin spice latte

La primissima versione di questa bevanda è stata introdotta nel 2003 e da allora è diventata la bevanda più richiesta dai consumatori, almeno negli Stati Uniti. Nel 2015 è stato introdotto un importante cambiamento nella ricetta per cui oggi, almeno nella sua versione originale da Starbucks: non contiene più conservanti e coloranti ma solo vera purea di zucca. scandisce l'inizio dell'autunno e definisce, con la sua uscita di scena, l'arrivo del periodo natalizio Il motivo per cui questo latte è così amato è da ricercarsi nella stagionalità dello stesso: è introdotto, a scaglioni, a partire dall’inizio di settembre e arriva fino all’inizio di dicembre. Questo significa che scandisce l’inizio dell’autunno e definisce, con la sua uscita di scena, l’inizio del periodo di Natale (contrassegnato anche questo da altri prodotti appositi). Questa caratteristica si lega appunto alla disponibilità dello stesso per un limitato periodo di tempo, il che lo rende molto più appetibile rispetto a tutte le altre bevande, disponibili 365 giorni l’anno. A ciò si aggiungono, con miglioramenti anno dopo anno, una serie di azioni di marketing diretto e indiretto, sui social network e anche sui media tradizionali, che non fanno altro che rafforzare nei consumatori il bisogno di consumare quanto più Pumpkin Spice Latte possibile.

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L’altissima percentuale di zuccheri e di sale contenuta nel Pumpkin Spice Latte crea davvero dipendenza, chiedendo al nostro corpo dosi ancora maggiori di quel sapore. Del resto, il segreto del successo sta nell’utilizzare gli ingredienti giusti e mescolarli con due elementi fondamentali: il marketing delle emozioni e il marketing dell’appartenenza sociale.

L’invasione dei pumpkin spice products

patatine al pumpkin spice

Il fenomeno di questa bevanda si è talmente allargato a macchia d’olio che ormai il mix denominato pumpkin spice non si limita ad aromatizzare questo caffellatte. Negli USA ormai c’è ogni sorta di alimento al pumpkin spice: cereali per la colazione, cioccolatini e tartufi, patatine in busta, biscotti e cookies, yogurt, popcorn, pane a fette, tortilla chips, gelato, frutta secca aromatizzata, muffin, tè in bustine, sidro in bottiglia, hummus in barattolo, cream cheese, salsicce, gomme da masticare, ravioli pronti e gelatine di frutta. Non solo: la mania è talmente diffusa che ha coinvolto anche altri ambiti, e nei supermercati anglosassoni è possibile reperire profumatori d’ambiente, acqua da bere, sabbia da lettiera e deodoranti per cani al pumpkin spice.

pumpkin spice fries

In Giappone, dal 28 settembre al 31 ottobre, persino le patatine fritte avranno il loro posto nel regno della zucca: servite bollenti dalla friggitrice, sono cosparse di salsa al cioccolato e salsa alla zucca, marroni e arancioni. Esattamente come l’autunno comanda.

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