Ambasciatori del gusto: l’associazione dei grandi Chef per la cucina italiana

12 ottobre 2016

Cos’è l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto presentata oggi al Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali? Chi sono e cosa fanno gli Ambasciatori del gusto? Ce lo ha spiegato oggi la presidente Cristina Bowerman, affiancata nei lavori dal presidente onorario Carlin Petrini, già fondatore di Slow Food, dal vice presidente Paolo Marchi, già fondatore di Identità Golose, e da Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Riportiamo il discorso integrale della chef.

Chicco Cerea

Saluto il Ministro che ringrazio per l’ospitalità in questa prestigiosa sede, le autorità e tutti i presenti che hanno risposto al nostro invito. Ambasciatore, per definizione, è colui che è incaricato di una missione particolare in un paese straniero. Questo preciso e fondamentale concetto, anche grazie alla recente esperienza di Expo Milano 2015, ha incontrato e permeato il nostro mondo mutuando l’esigenza collettiva per una ambiziosa missione, divulgare l’identità, la storia, la sensibilità del nostro Paese attraverso la nostra passione, il nostro lavoro. La cucina italiana oggi è tradizione, eccellenza e indissolubile legame col territorio. Parte da queste solide fondamenta trasformandosi attraverso ricerca e innovazione, crescendo, maturando nel suo reinventarsi e così facendo, tornando all’essenziale. A guidare questo lungo e non facile cammino è, più degli altri, il gusto. Tra i 5 sensi il più complesso poiché nella sua accezione più ampia comprende anche il giudizio estetico e il nostro rapporto con la bellezza. Donne e uomini, siano essi cuochi, pizzaioli, sommelier, maitre, manager di ristoranti, responsabili acquisti, professionisti che vivono non solo nelle cucine o nei ristoranti, che viaggiano, apprendono e restituiscono l’esperienza vissuta attraverso l’interpretazione. Quindi Ambasciatori del Gusto. Rappresentare in tutto il mondo il concetto italiano di gusto, compito non per niente facile. Se penso alle esperienze di come gli alti Paesi abbiano condizionato anche con il linguaggio le nostre vite mi vengono in mente. Gli Stati Uniti, Hollywood, che negli ultimi 100 anni hanno dominato il panorama del cinema. Ognuno di noi ha in mente almeno un film americano che ha segnato la sua vita. L’Inghilterra del XX secolo è stata invece la culla della musica pop. I Beatles La Spagna dagli anni ’80, molti conoscono Ferran Adrià ma tutti sanno cos’è la movida. Il nostro Paese ha influenzato il mondo fin dagli albori della civiltà con il diritto romano, il rinascimento, l’Opera, la moda, il design, le auto e soprattutto la cucina. Il nostro popolo ha il dono di percepire e riconoscere la bellezza. La cucina è la sintesi perfetta del gusto italiano perché fonde tradizione, storia, territorio ma anche viaggio verso terre lontane il cui ritorno è carico di esperienza e raccolti come le spezie, i tuberi, i pomodori. La nostra missione parte quindi da qui: dalla consapevolezza che raccontare e valorizzare significa contribuire, in sinergia con le Istituzioni, allo sviluppo del Paese. Divulgare il valore della cucina favorisce anche i settori di cultura e turismo, e funge da volano al settore agroalimentare attraverso modi nuovi di qualificare le eccellenze del nostro territorio. Rafforzare l’identità enogastronomica italiana, favorendo gli scambi e le relazioni di chi opera nella ristorazione in Italia e all’Estero, trasmettendo il rispetto per il cibo, evitando gli sprechi e promuovendo la sostenibilità ambientale. Questi i nostri punti cardine che muovono i primi progetti concreti: Dalla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, alla creazione di un tavolo tecnico che affronti i temi dell’istruzione e della formazione, alla ricerca, all’iniziativa Adotta una scuola per meglio interpretare le esigenze di un settore, alla lotta agli sprechi con le varie campagne, agli eventi di raccolta fondi per beneficenza

Lo ripetiamo per essere ancora più chiari: il compito degli ambasciatori è: divulgare l’identità, la storia, la sensibilità del nostro Paese attraverso la passione e il lavoro.

Ambasciatori del Gusto - logo

Accanto alla chef di Glass Hostaria, sono intervenuti anche Carlo Cracco, Davide Oldani del D’O di Cornaredo, Corrado Assenza della pasticceria Caffè Sicilia di Noto, e Franco Pepe della pizzeria Pepe in Grani di Caiazzo. Sempre oggi, è stato presentato il logo dell’associazione, lo trovate qui sopra, che ha già fatto scatenare qualche polemica sui social network.

 Il monito di Carlin Petrini

Ambasciatori del gusto

Alcuni interventi sono stati particolarmente interessanti. Davide Oldani ha acceso i riflettori sulla scuola e sull’importanza di migliorare in Italia la formazione per i mestieri della ristorazione a partire dagli Istituti Alberghieri. Carlo Cracco ha spostato invece l’attenzione sul fare squadra, su quanto sia fondamentale per esportare il marchio Italia (dell’agroalimentare e dell’enogastronomia) una forte unione tra tutti i settori coinvolti, e tra gli chef. Carlin Petrini, amatissimo dalla platea in sala Cavour, ha rivolto la parola direttamente agli ambasciatori con una serie di moniti:

  • NON LITIGATE E NON SIATE INDIFFERENTI
  • NON PRENDETE IMPEGNI CHE NON SIETE IN GRADO DI RISPETTARE
  • NON FATE CHE QUESTA ASSOCIAZIONE DURI PER UNA SOLA STAGIONE
  • SAPPIATE DIVIDERVI I COMPITI E ORGANIZZARVI IL LAVORO

PRIMI IMPEGNI DELL’ASSOCIAZIONE

Ambasciatore del gusto

Abbiamo ancora pochissime notizie sui primi impegni dell’Associazione, la Settimana della cucina italiana di qualità avverrà a fine Novembre, ma non è stata ancora presentata ufficialmente. Ecco però quanto riportato sul sito del Ministero:

  • SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA organizzata da Ambasciate, Consolati e Istituti italiani di Cultura nell’ultima decade di novembre
  • MASTER CLASS dirette a chef stranieri per diffondere i valori della Dieta Mediterranea e promuovere la conoscenza delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole italiane
  • BORSE DI STUDIO per chef italiani under 30
  • GIORNATE ITALIANE dedicate alla cucina di qualità promosse dal CONI in occasione di eventi sportivi internazionali.

Per ora è tutto, l’unica cosa che rimane da fare, è augurare all’Associazione un buon lavoro.

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