Elogio della velocità: perché usare una pentola a pressione

13 ottobre 2016

Accessorio immancabile nelle cucine degli anni Ottanta, la pentola a pressione dopo un momentaneo calo di popolarità è tornata alla ribalta e oggi, complice anche la frenesia di tutti i giorni, è da molti considerata quasi necessaria. Agli estimatori della pentola a pressione si affianca un gruppo ben nutrito di persone che invece non concepisce proprio questa modalità di cottura. Che siate estimatori o detrattori, ecco una guida facile e veloce all’uso della pentola a pressione.

Come sceglierla

Pentola a pressione

Per via di un costo di solito non basso, la pentola a pressione è considerata un investimento ed è per questo motivo che nella scelta è bene tenere conto della grandezza attuale della famiglia e anche di un’evoluzione futura. Nulla vieta di comprare una pentola piccola ed eventualmente, in futuro, cambiarla con una grande ma per nuclei medi, da 1 a 4 persone: la capienza suggerita è sempre di minimo 3 litri e massimo di 4,5. Il prezzo dipende anche dal tipo di materiale, per cui se l’acciaio è da preferire in caso si abbia un budget alto e si cerchi un prodotto duraturo e molto buono, l’alluminio è il materiale più scelto e anche il più economico.

Come funziona

pentola a pressione

Prendendo come base di riferimento una pentola a pressione standard, ovvero tradizionale, la pentola a pressione permette di cucinare in diversi modi, che sfruttano il potere del calore e del vapore. Infatti la particolarità della cottura in pentola a pressione è che il liquido non si perde ma resta all’interno della pentola permettendo una cottura più omogenea e anche veloce. Oltre alla cottura classica, la pentola a pressione si usa anche per sterilizzare barattoli e vasetti di vetro, sempre sfruttando lo stesso principio per cui invece di disperdersi nell’aria il calore si concentra e si uniforma mantenendo la temperatura costante.

I vantaggi

pentola a pressione

La pentola a pressione riduce i tempi di cottura di alimenti che richiedono una cottura prolungata senza perdere il gusto; inoltre, proprio perché la pentola a pressione si autoregola la presenza del cuoco si riduce notevolmente permettendo un ulteriore risparmio di tempo. Per le caratteristiche di cui sopra, cuocere in pentola a pressione permette di ridurre l’uso di spezie e sale che restano invece nella pentola senza disperdersi, così come restano in pentola vitamine e sali minerali contenuti naturalmente negli alimenti.

Gli svantaggi

Oltre a un costo superiore alla media delle pentole, la mancanza di controllo sul cibo che si sta cuocendo può essere vista come uno svantaggio della cottura a pressione. Il rischio che il cibo sia scotto e che non sia ben dorato è altissimo visto, soprattutto per il secondo punto, che la pentola a pressione non rosola ma di fatto lavora con la tecnica del bollore.

La manutenzione

manutenzione

A differenza delle sue colleghe, la pentola a pressione necessita di manutenzione apposita altrimenti si rischia che gli odori sprigionati in cottura restino e non vadano più via. Oltre a dover essere lavata dopo ogni lavaggio, svitando la valvola, è necessario prestare attenzione anche a dove e come la si mette via: va infatti asciugata del tutto e non va mai rimesso il coperchio altrimenti si rischia la proliferazione di batteri e muffe. I produttori sconsigliano il lavaggio delle guarnizioni con saponi e detergenti e anche di cambiare le stesse guarnizioni entro e non oltre i 350-400 utilizzi.

Lascia il tuo commento

I commenti degli utenti