Tiramisù: pavesini vs savoiardi, chi vince?

14 ottobre 2016

Il tiramisù è un classico della cucina italiana. Conosciuto, amato, reinterpretato in tutto il mondo, si basa su pochi semplici ingredienti da cui partire per tante golose varianti. un punto cruciale della preparazione del tiramisù: meglio i savoiardi o i pavesini? C’è, per esempio, chi aggiunge frutta di stagione (il tiramisù alle fragole è ormai un must in estate), chi sostituisce la ricotta al mascarpone per una ricetta più leggera, chi rimpiazza il caffè con il tè verde matcha per dare un colore e un sapore originale al dessert, chi vuole la dolcezza del cioccolato, chi non lo disprezza con un po’ di alcol… e potremmo andare avanti a parlare a lungo. Come sempre c’è chi preferisce la ricetta classica, chi preferisce sperimentare, ma tutto in grande armonia, la discussione non si fa mai troppo accesa tra i sostenitori dell’una o dell’altra scuola. La voce si alza, gli animi si scaldano solo su un punto cruciale: quali sono i biscotti migliori per il tiramisù? Pavesini o savoiardi? Analizziamo i contendenti e i loro pro e contro.

Savoiardi

savoiardi

Pro: i savoiardi sono biscotti dalla forma allungata, dalla consistenza morbida e spumosa. L’origine è molto antica: li creò nel XIV secolo il cuoco di Amedeo VI di Savoia per celebrare la visita del re di Francia e poi, visto il successo, entrarono a pieno titolo nel menu della casa reale. Oggi si possono trovare in tante ricette dolci, dalla zuppa inglese alla bavarese fino al tiramisù, appunto. Ecco che allora uno dei vantaggi dei savoiardi è che sono versatili e possono essere utili in altre preparazioni nel caso ve ne dovesse rimanere una confezione a metà. In più sono eleganti e garantiscono un risultato molto raffinato. Pensate che c’è qualcuno che li chiama Lady Fingers, dita di dama. Altro punto a favore di questi biscotti di origine piemontese è il fatto che si inzuppano benissimo e mantengono più a lungo la loro consistenza rispetto ai pavesini.

tiramisù

Contro: la loro lunghezza li rende un po’ scomodi quando si vogliono preparare dei dessert monoporzione. Certo, si possono spezzare ma non è il massimo. Altro possibile svantaggio: questi biscotti sono fatti con ingredienti semplici ma, aggiunti a tutto il resto, possono dare una sensazione di pesantezza e di eccessiva pienezza.

Pavesini

pavesini

La storia di questi biscotti è più recente rispetto ai savoiardi. Sono nati infatti dopo la seconda guerra mondiale grazie all’attività di Mario Pavesi e del suo biscottificio. Inizialmente si chiamavano biscottini di Novara.
Pro: sono leggeri, digeribili e inzupposi. Tutti elementi che li rendono perfetti per un ottimo tiramisù. Anche il sapore delicato è interessante perché si adatta bene alle varie e tante versioni di questo dolce senza coprire altri sapori, anzi accompagnandoli elegantemente. In più, rispetto ai savoiardi hanno una dimensione più pratica per la preparazione di coppette monoporzione. Altro dettaglio da valutare è il fatto che hanno un ridotto contenuto di calorie e sono essenziali per le varianti light del tiramisù.

tiramisu con panna2

Contro: per quali motivi invece non dovremmo scegliere i pavesini? Se dovete preparare una teglia di tiramisù con i savoiardi fate prima a riempire gli spazi. Altro svantaggio: essendo sottili è facile che questi biscottini passino velocemente dall’essere bagnati, piacevolmente masticabili, all’essere senza consistenza. L’equilibrio è sottile e fondamentale soprattutto nel caso in cui vogliate preparare il dolce in anticipo (per esempio il giorno prima) e conservarlo poi in frigorifero fino al momento del servizio. In questo lasso di tempo il dessert si insaporirà ma ricordate che i biscotti sono a rischio scioglimento quindi meglio sceglierne un tipo con la giusta consistenza.

Conclusione: qual è il biscotto migliore per il tiramisù?

savoiardi

Premesso che molto può dipendere dall’occasione, dal tipo di ricetta (se non si tratta della classica), dalla stagione, noi amiamo il savoiardo, con la sua consistenza spumosa, il suo sapore pieno, le forti note di uova e zucchero che ricordano i biscotti fatti in casa. Con la sua materialità dà la sensazione di essere qualcosa di più curato, raffinato e tradizionale. Ci piace perché ci permette di mangiare con soddisfazione il dolce rimasto (se dovesse rimane) anche i giorni successivi. E poi il tiramisù non nasce come dessert leggero, rinfrescante e dietetico, ma è fatto per appagare i nostri sensi, per riempire il nostro palato e lasciarci senza fiato. Siete d’accordo?

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