La gioia (reale o presunta) di mettere ordine alla nostra cucina

15 ottobre 2016

Esistono tante gioie, alcune piccole che ti risollveano la giornata altre che proprio ti cambiano la vita: la gioia di mangiare nel posto che desideravi provare da mesi, il riordino della cucina può portare a un'evoluzione personale, un miglioramento del rapporto con il cibo la gioia di un successo professionale, la gioia di viaggiare, giusto per elencare quelle che tutti proveranno, un giorno, si spera. E poi ci stanno i dolori dell’esistenza quotidiana, i mai ‘na gioia come si dice a Roma, quelle cose che devi fare anche quando la stanchezza ti massacra e non pensi ad altro se non arrivare integro a fine giornata, dolori come il riordino della casa o peggio ancora, della cucina. Eppure così brutto non è: l’aveva già dimostrato Marie Kondo con il suo Magico potere del riordino, il libro giapponese incentrato sul modo di ordinare le proprie cose e sulle soprese che questa operazione riserva e lo ribadisce Roberta Schira con La gioia del riordino in cucina, libro ibrido, a metà tra gastronomia e psicologia. No, non è uno scherzo: fare ordine tra utensili e scaffali può portare verso un’evoluzione personale, un miglioramento del rapporto col cibo e con gli abitanti della casa. Perché fare ordine in cucina è, secondo Roberta Schira, un po’ come riordinare se stessi, chiudere con il passato e iniziare una nuova vita partendo proprio dagli oggetti con cui ti trovi ad avere a che fare ogni giorno, dal frigorifero alla dispensa, dai pensili alla pattumiera. Una catarsi che si articola in tre fasi:

  1. Motivazione e consapevolezza perché, nonostante la frase che sa di retorico e che ti ripeti ogni lunedì mattina quando decidi di iniziare la dieta, bisogna essere convinti di voler cambiare;
  2. Purificazione perché della cucina va fatta letteralmente tabula rasa;
  3. Celebrazione perché una volta finito si celebra il sentimento di essere in armonia col mondo.

vino in cucina

Tutto questo solo ordinando stoviglie e ricettari? A saperlo si sarebbe fatto molto prima e col sorriso perché, dice la Schira, “se facciamo pace con la cucina, lei ci ama e ci aiuta ad amare meglio“. Ma in che modo esattamente? Ed è qui che entrano in gioco alcuni utili suggerimenti del libro partendo dalla regola n.1, quella più importante: spazzare via i rifiuti mentali. E poi? Fotografare la propria cucina prima di iniziare in modo da notare dettagli prima sconosciuti, riordinarla in 4 aree corrispondenti agli elementi aria, acqua terra e fuoco, per associare più facilmente ogni oggetto e ogni cibo alla propria area di riferimento e rispettare la regola del 2, ossia mai tenere in dispensa più di due confezioni per ogni prodotto sono solo alcuni precetti indispensabili per fare della cucina il cuore della casa. E voi, provate mai gioia a mettere in ordine?

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