Roma: Spiazzo, la nuova pizzeria del quartiere Ostiense

21 ottobre 2016

Si chiama Spiazzo ed è la nuova pizzeria del quartiere Ostiense di Roma che ha preso da poco il posto, in via Pacinotti 83, dell’ex Bibere Bistrot. Nata da una buona idea dei fratelli Fabio e Alessio Mattaccini, una pizzeria contemporanea, che sorge al posto dell'ex bibere bistrot e realizzata dall’architetto Davide Loddo, Spiazzo si distingue per i suoi ambienti rinnovati, nitidi e moderni, così come per il suo dehors di circa 30 sedute, che fa da primo impatto a questa nuova meta per gli amanti di pizza e companatico. Varcata la soglia di ingresso, la vista si poggia inevitabilmente sulla grande parete bianca che omaggia la farina con una delegazione di taglieri di legno appesi. Sul lungo bancone di legno con gli alti sgabelli di pelle, arredato con lampade da tavolo e barattoli di vetro, sono servite birre artigianali a rotazione continua, vini di cantine note e piccole aziende, bollicine e cocktail da sorseggiare per l’aperitivo, il dopocena o in abbinamento con la pizza.

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Passando sotto l’arco di destra si accede alla sala di circa 40 coperti dove tavoli bianchi, pareti bianche, piccole cornici, originali tovagliette, volte a mattoncini impreziosite da lunghi filari di piccole luci accolgono in un’atmosfera da bakery americana anni ’50 che invece di frappè e pancakes offre ai suoi ospiti pizze, focacce, fritti, supplì, oltre a immancabili e popolari primi e secondi come amatriciana, carbonara, tagliata di manzo e melanzane alla parmigiana.

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Pizzeria e cucina convivono armoniosamente grazie alla supervisione di due capaci giovani: lo chef Mattia Lattanzio, vincitore del premio Chef Emergente Centro 2015, che ha curato tutta la scelta della linea delle pizze e dei piatti proposti in carta, e Pier Daniele Seu, new entry del panorama romano di bravi pizzaioli che ha realizzato un impasto che vuole coniugare Roma e Napoli. La pizza prevede quindi leggerezza, croccantezza, alta idratazione e buone materie prime, come mozzarella di bufala campana DOP, pomodorini del Piennolo del Vesuvio, crudo di Parma 24 mesi, e così via. Una volta stese e condite, le pizze sono poi infornate e finite dal pizzaiolo abruzzese Lorenzo De Bellis.

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Regno degli eterni indecisi, la rivoluzione di Spiazzo, che non ama definirsi gourmet ma pizzeria contemporanea, consiste nel proporre un menu classico delle pizzeria con una modalità alternativa di fruizione, che permette la degustazione di più tipi di pizza servita a spicchi su un unico tagliere. Si può scegliere tra le pizze Classiche (Marinara, Margherita e Romana), quelle Tipiche, distinte dalla selezione di ingredienti freschi e abbinamenti creativi che attingono alla cucina con derive internazionali, come Sgombro e Patate, Tartare di Fassona e Salmone e Avocado.

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A completare l’offerta ci sono anche i fritti, un’ampia sezione che include i supplì – amatriciana, cacio e pepe o carbonara – i lingotti (così definiti per l’originale forma) con broccoli e salsiccia, mantecato di baccalà o melanzane pomodori secchi e menta, Mozzarella e parmigiana in carrozza e i ripieni fritti.

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Spiazzo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 18.30 a mezzanotte. Venerdì, sabato e domenica, l’apertura è prolungata fino alle 2.

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