I Migliori Ristoranti d’Italia 2017 per il Gambero Rosso

25 ottobre 2016

Orario insolito per questa presentazione Ristoranti d’Italia 2017, sull’Eur si affievoliscono le luci del giorno mentre sotto il palco si assiepano, giornalisti, ristoratori e foodie. Qui nella sala conferenze dello Sheraton Roma Hotel, prestato per l’occasione al Gambero Rosso, non manca proprio nessuno. 30 anni di Gambero vengono sanciti da questa 27esima guida, l’unica ormai ad essere rimasta legata ai punteggi (ora che l’Espresso ci ha rinunciato per una formula da 1 a 5 cappelli). Per chi non lo ricordasse è fondamentale un riassunto della numerica. Si somma il punteggio per la cucina, a quello per la sala, a quello per la cantina. Qualche punto bonus per gli indirizzi più brillanti nell’uno o nell’altro ambito. Dai 90 a 100 si assurge all’Olimpo dei 3 forchette, da 80 a 89 ci si ferma alle 2 forchette, al di sopra dei 75 il ristorante riceve una forchetta.

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Vengono premiati anche gli indirizzi che ristoranti non sono. I 3 gamberi sono il massimo riconoscimento per le trattorie, le 3 bottiglie per i wine bar, i boccali per le birrerie, i mappamondi per i locali che offrono world food. La novità di quest’anno sono le cocotte, ne ottengono 3 quei bristrot che raggiungono l’eccellenza. Corposi anche i premi speciali: dal miglior rapporto qualità/prezzo, al miglior pane; dal pastry chef dell’anno al miglior cuoco emergente. Nessuna novità sostanziale quindi nel sistema premiale, solo qualche inserimento necessario e in qualche caso sufficiente.

Premi speciali

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Davide Oldani

È tutto un pullulare di eccellenze questo elenco dei premi speciali. I ristoranti che coniugano il miglior servizio, la migliore cucina con un prezzo piccolo sono ben 21. La Clusaz di Gignod (AO), Da Fausto a Cavatore (AL), La Coccinella di Serravalle Langhe (CN), D’O a Cornaredo (MI), La Piazzetta Montevecchia (LC), Hidalgo a Postal (BZ), La torre di Spilimbergo (PN), Vite di Coriano (RN), Quel Fantastico Giovedì di Ferrara, Mocajo di Guardistallo (PI), Il tiglio di Montemonaco (AP), L’officina di Perugia, Satricvm di Latina, Zunica 1880 Civitella del Tronto (TE), L’Elfo di Capracotta (IS), Il Papavero di Eboli (Sa), Megaron a Paternopoli (AV), Il foro dei Baroni a Puglianello (BN), La Bul a Bari, La strega a Palagianello (TA), La Locanda dei buoni e dei cattivi a Cagliari.

PIccini

Sempre al D’O va il premio per la novità dell’anno. Il cambio di sede giustifica l’onorificenza. Il Bistrot dell’anno è Al Carroponte di Bergamo, il miglior servizio di sala va a La Ciau del Tornavendo di Treiso (CN), nella sua versione alberghiera a La Stua de Michil dell’Hotel La Perla di Corvara di Baria (BZ). Il miglior pane in tavola è quello di Valeria Piccini, che vince anche il premio per il dessert dell’anno servito nel suo Da Caino a Montemerano (GR).

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Eugenio Boer

Il pastry chef dell’anno è Andrea Tortora, che milita alla corte di Norbert Niederkofler al St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano (BZ). Peppino Tinari è il ristoratore del 2017 con la sua Villa Maiella a Guardiagrele (CH). Tantissimi i premi speciali tra i quali spicca il Eugenio Boer con il suo Essenza vince il premio per la miglior proposta di pasta.  Dulcis in fundo il premio cuoco emergente è vinto da Martina Caruso che già brilla alla luce della sua Stella Michelim in quel di Salina (ME) al ristorante Signum.

3 forchette

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Massimo Bottura e Ernesto Iaccarino

29 quest’anno 3 in più dell’anno scorso, con 4 nuovi ingressi e moltissime conferme. 95 punti: soli in testa con Osteria Francescana di Modena e La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri. La coppia Bottura Beck ottengono lo stesso punteggio, ma laddover il ristorante emiliano ottiene 57 punti per la cucina, 18 per la cantina, 19 per il servizio e 1 di bonus; l’indirizzo capitolino totalizza 55 per la cucina, 19 per la cantina, 19 per il servizio e ben 2 punti di bonus. 94 punti: Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo a Orta San Giulio (NO), Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui due Golfi (NA). 93 punti:  Torre del Saracino a Vico Equense (NA).

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Mauro Uliassi

92 punti: Piazza Duomo Alba (CN), Dal Pescatore Canneto sull’Oglio (MN), Seta del Mandarin Oriental Milano a Milano, Le Calandre Rubano (PD), Laite Sappada (BL), St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano (BZ), Lorenzo di Forte dei Marmi (LU), Uliassi a Senigallia (AN), Reale Castel di Sangro (AQ). 91 punti: Da Vittorio a Brusaporto (BG), Ilario Vinciguerra Restaurant Gallarate (Va), Berton Milano, La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares San Cassiano (BZ), Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Madonnina del Pescatore a Senigallia (AN), Casa Vissani a Baschi (TR), La Trota di Rivodutri (RI), Taverna Estia di Brusciano (NA), La Madia a Licata (AG). 90 puntiRomano a Viareggio (LU), Le Colline Ciociare ad Acuto (FR), Pascucci al Porticciolo Fiumicino (RM), Quattro Passi a Massa Lubrense (NA) e S’Apposentu di Casa Puddu a Siddi (VS)

3 gamberi

Franco Cimini

Franco Cimini – Antica Osteria Del Mirasole

Trattorie che interpretano il territorio, che lo esaltano, che si fanno portavoce. Eccole in ordine squisitamente geografico. Consorzio a Torino, La Brinca Ne (GE), La Madia a Brione (BS), Caffè La Crepa a Isola Dovarese (CR), Osteria del Treno a Milano, Osteria della Villetta a Palazzolo sull’Oglio (BS), Pretzhof a Val di Vizze (BZ), Ai Cacciatori a Cavasso Nuovo (PN), All’Osteria Bottega a Bologna, Antica Osteria del Mirasole a San Giovanni in Persiceto (BO), Il Capanno a Spoleto (BO), Sora Maria e Arcangelo a Olevano Romano (RM), Vecchia Marina a Roseto degli Abruzzi (TE), Angiolina a Pisciotta (SA), Antichi Sapori a Andria (BT), La Locandiera a Bernalda (MT), Tischi Toschi a Taormina (ME).

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  • Sara De Bellis

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