How to: i trucchi per conservare frutta e verdura

26 ottobre 2016

Tra le comodità della vita moderna a cui non potremmo più rinunciare c’è la possibilità di conservare i cibi con tempi assai più lunghi rispetto a quanto succedeva una volta.Il progresso tecnologico ha permesso di conservare frutta e verdura per tempi assai più lunghi rispetto a una volta Le nostre nonne si ingegnavano mettendo carni e preparazioni sotto sale, olio, aceto, preparavano marmellate, conserve, sciroppi e gelatine, rintanavano gli alimenti nelle cantine e nei vani più asciutti della casa, mentre noi apriamo frigo e congelatore e ci sembra che il gioco sia fatto. Ma è davvero cosi? Oppure ci sono delle accortezze che è bene adoperare per non sprecare nulla? Senza dubbio, tra gli alimenti che suscitano più dubbi sul metodo di conservazione ci sono frutta e verdura. Alzi la mano chi non si sia mai chiesto se un ortaggio potesse affrontare il congelatore o come si possano stoccare le fragole estive in vista del lungo inverno. Ecco allora qualche dritta, carpita qua e là tra i rimedi della nonna, il progresso tecnologico dei nostri alleati elettrodomestici e l’esperienza di tutti i giorni, per evitare gli errori grossolani, rallentare o favorire la maturazione e soprattutto cercare di preservare sapore e qualità dell’alimento.

  1. cachiFuori dal frigo: come dicevamo, un tempo mele, pere e uva erano conservate in luoghi freschi , riposte in appositi canovacci di lino e cotone o appese nei solai. Oggi che il clima interno alle nostre case è maggiormente sotto controllo, ci sono comunque delle pratiche legate al buon senso da seguire, spesso migliori delle magie tecnologiche delle cucine moderne. Se conservazione significa anche agevolare la corretta maturazione di un frutto, i cachi rappresentano un esempio calzante, essendo uno dei prodotti più delicati che ci offre il banco del fruttivendolo. Innanzitutto è consigliabile tenerli ben separati gli uni dagli altri, anche grazie all’aiuto di polistirolo o cartone, adagiandoli a testa in giù, cosicchè la parte più morbida resti libera. Il tocco che fa la differenza? Una mela o un kiwi qua e là, che producono in quantità elevate un ormone chiamato etilene, in grado di sollecitare l’avanzamento degli altri frutti. Ottima strategia, basta tenere un occhio sempre aperto ai giorni di convivenza, per non passare dalla maturazione alla marcitura. Attenzione, inoltre, perché questo processo non vale per tutta la frutta: limoni e arance, infatti, restano insensibili al processo. Per quanto riguarda gli ortaggi, alcuni di essi raggiungono la giusta maturazione solo se lasciati lontani dalle temperature artificiali. E’ questo il caso di patate, pomodori e cipolle.
  2. verdure in frigoIn frigo: parliamo ancora di verdure. Una volta cotte, è bene conservarle in frigo per massimo due giorni. Ma come comportarsi con il prodotto crudo? Le verdure a foglia verde e le carote in particolare, vanno conservate in sacchetti di carta che ne assorbono l’umidità, stessa cosa per i funghi; sedano, broccoli e peperoni verdi vanno invece adagiati in apposita carta per alimenti.
  3. frutta congelataIn congelatore: si parlava di fragole, ma il procedimento si può ripetere per tutti i frutti rossi. Il trucco per averli a disposizione freschissimi anche d’inverno è predisporli su una teglia ben separati, chiuderli in freezer fino al totale congelamento per poi estrarli e trasferirli in appositi contenitori. Tenerli distanti diventa fondamentale per la buona conservazione e per evitare che i pezzi si attacchino tra loro creando un’unica palla difficilmente adoperabile. Per quanto riguarda le verdure, sformati, minestroni, vellutate, verdure lesse possono essere tranquillamente stoccati in vista di domeniche casalinghe o per il giorno di riposo del nostro fruttivendolo di fiducia. Occhio a zucchine e melanzane che potrebbero rilasciare acqua, rovinando sapore e consistenza. Al di là di qualche piccola eccezione, con un po’ di accortezza è possibile riprodurre la freschezza dell’orto 365 giorni l’anno, a patto che si tengano sempre d’occhio le scadenze, che variano da ortaggio a ortaggio, ma che non devono mai superare, in ogni caso, i dodici mesi di freezer.

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