Paura delle intossicazioni alimentari? Attenzione a funghi, erbe e molluschi

27 ottobre 2016

Quanto ne sapete di igiene degli alimenti? Secondo il Ministero della Salute, solo il 10% degli italiani conosce i rischi connessi allʼigiene alimentare. Se facciate parte o no di questa percentuale poco importa, una ripassatina in questi casi fa sempre bene:  il Ministero ha divulgato una guida per il riconoscimento degli alimenti che è consigliabile non consumare al fine di prevenire disturbi gastrointestinali, che, qualche volta, si tramutano in conseguenze peggiori.A seguito di un'intossicazione alimentare è bene seguire una dieta depurativa Le principali cause di intossicazione sono spesso dovute ad alimenti scambiati per altri simili, ritenuti apparentemente commestibili. Fanno parte di questa categoria funghi, erbe (capita spesso di confondere la mandragola con la borragine o i prataioli con la letale amanita phalloides)  e qualche fiore, complice anche la moda di usarli nella preparazione delle pietanze. Le intossicazioni possono derivare anche dal mare e i suoi abitanti: alcuni pesci infatti contengono tossine nei tessuti.

amanita phalloides

Tra le più pericolose si annoverano la tetrodoxina, la saxitossina e le ciguatossine, che possono provocare disturbi gastrointestinali, vertigini, deficit sensoriali e motori. Più noti i pericoli derivanti dal consumo di cozze, vongole e ostriche, spesso definite, non a caso, gli spazzini del mare. In questi molluschi si accumulano tossine prodotte da alghe tossiche. Nella lista nera anche pesci di grossa taglia come il barracuda e la conservazione domestica sott’olio che, se fatta male, può causare il formarsi della mortale tossina botulinica. Per evitare inconvenienti spiacevoli bastano poche regole da tenere bene a mente: acquistare solo alimenti controllati e certificati e, nel caso di prodotti raccolti autonomamente, come accade per i funghi, rivolgersi a un esperto presso l’Asl più vicina.

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